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Se la pop-art vi dice qualcosa…

…questo vale la pena di vederlo. Ci vuole una connessione decente, perché è una pagina zeppa di immagini, ma mi è sembrato più che degno di una segnalazione.

Si tratta di un pazzoide che si è andato a ricercare tutti i fumetti da cui Roy Lichtenstein ha tratto ispirazione (si può anche dire "ha copiato") per i suoi quadri. Dopodiché, ha pubblicato una scansione della vignetta dal fumetto originale affiancandola a un’immagine del quadro di Lichtenstein. Credo che, data la deperibilità degli albi a fumetti (in particolar modo quelli dozzinali, fatti per il consumo e non per la conservazione) e i 40-50 anni trascorsi dalla loro pubblicazione, al pazzoide vada riconosciuto di aver fatto un grande e paziente lavoro di ricerca.

Fatevi un giro sul sito e buon divertimento

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  1. gennaio 10, 2009 alle 14:19

    L’americanate hanno sempre umiliato la meritocrazia artistica. Raramente hanno capito cosa vuol dire l’immaginazione,senza la quale non esisterebbe l’arte.

  2. gennaio 10, 2009 alle 16:02

    bruno, non mi è mica chiaro il tuo parere sull’oggetto del mio post… Però, se posso dire una cosa: io sono sempre piuttosto critico verso i miei gentili ospiti, ma sull’arte riconosco che c’è anche tanta merda ma, al momento, se c’è un terreno fertile di nuovi discorsi e idee, è la scena statunitense. O almeno, è al pari delle migliori. Di trecento milioni, ti assicuro che qualcuno che l’immaginazione la capisce ci sta. Diciamo un dieci per cento (che è sempre una cifra)

  3. gennaio 11, 2009 alle 12:41

    Ill. bostoniano, non sono stato colpito dal pazzoide ricercatore, ma da uno dei rappresentanti della pop art. Alcuni di loro, furbescamente,hanno fatto dei lavori, come se fossero stati sponsorizzati da multinazionali, per promuovere i loro prodotti. Dal mio punto di vista, questi, ed altri lavori pop, non hanno nulla a che vedere con la vera arte, la quale, non dovrebbe essere solo decorativa, ma sprattutto stimolatrice di immaginazione, proprio per far crescere, non solo l’arte. Lo sò, sono stato irriverente, specialmente nei confronti di molti statunitensi, che veramente amano l’arte. Sono un poco incacchiato con la pop art, perchè con questo metodo, penso che abbia aperto una strada per l’appiattimento della ricerca artistica. Negli ultimi decenni, gli U.S.A., sono stati presi da esempio per molte attività, compresa quella artistica. Sono un pittore, forse un poco presuntuoso, ma convinto, che questo mio metodo di lavoro, oltre che essere decorativo, possa anche essere di stimolo per rendersi conto che, l’immaginazione, serve in ogni campo. (per risolvere molti mali, compresi quelli economici, ci vuole anche l’immaginazione). I miei quadri, si possono vedere in modo tale, da cambiare radicalmente di prospettiva e significato. Nel mio caso, uso la luce di wood, nelle altre attività, vedere i problemi da altre angolazioni, per poterli meglio comprendere, affrontarli e risolverli, sì, è stato sempre fatto, ma oggi, l’immaginazione è di vitale importanza. Se ti può interessare, puoi vedere alcuni miei quadri, nel mio blog. C’è il quadro che feci sulla strage di New York, nel 1° anniversario della strage, 11 sett. 2002 fù presentato a palazzo Chigi e donato dal Governo italiano al governo U.S.A., si trova all’Ambasciata U.S.A. a Roma, “Ecce Homo” è stato donato al Vaticano, il trittico “disumasoterrorismo” non riguarda solo il terrorismo, ma anche tutto quello che Ci stiamo facendo di dannoso. Come puoi vedere, cambiano radicalmente, lavori, che per quanto mi è dato di sapere, nessuno a mai cercato di fare. Etruscosperanti saluti Bruno.

  4. gennaio 11, 2009 alle 16:36

    Capisco. Non so se sono completamente d’accordo (questione di gusti, direi), ma capisco il ragionamento e ci trovo senz’altro spunti condivisibili. Potrei attaccarti un pippone sul fatto che una delle cose che in fondo rendono l’arte tale è la rilevanza al contesto storico e sociale, e che da quel punto di vista i furbacchioni che dici tu sono inattaccabili, ma credo che ci siamo capiti anche senza pipponi (e non stimo abbastanza i furbacchioni da volerli difendere! 🙂 )

  5. gennaio 12, 2009 alle 07:58

    Non sono sicuro al 100×110, ma ache io. Non sono un giovincello. Ho lavorato, progettato e costruito, con il mio maestro ed amico, che collaborò con Le Corbusier, che esercitò un grande influsso su J. Pollock, A. Gorky e sulla pittura americana dell’epoca. Mi è sempre caro, perchè vero, ciò che disse George Courteline, “fare il furbo è la caratteristica di ogni imbecille”. Non mi è stata mai di stimolo, la poppeiana art. ciao

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