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La cena degli Anatacchinici

E noi si protesta. Contro i protestanti, sì. Noi snobbiamo le tradizioni del paese che ci ospita e domani, raccolti un manipolo (2 o 3) composto dall’amica musichologa (l’acca va aspirata in modo evidente durante la lettura della parola "musichologa", pensate a Catullo: "Chommoda dicebat, si quando Commoda vellet dicere"), dal suo fidanzato musicologo canadese e, si spera, dall’amica linguista computazionale (sòccia), ci faremo la Cena degli Anatacchinici, sissignore! Per il secondo anno consecutivo, ringraziamo senza tacchino! Per i vegetariani: spiacente, perdo l’occasione di guadagnare punti ai vostri occhi confessando che il menu prevede carne. E in particolare:

  • in coproduzione con l’amica musichologa, che farà le tagliatelle fatte in casa, prepareremo un ragù alla bolognese spettacolare
  • di secondo, ho trovato una tortina di pasta non so che con dentro una formina di Brie da infornare. Dev’essere peccaminosa
  • in accompagnamento alla tortina peccaminosa, farò un esperimento: broccolo romano stufato con un po’ di salsiccia, il tutto a farcire pasta da pizza per fare una sorta di calzone
  • infine, l’amica musichologa ha promesso una tarte tatin filologica

Visto che le feste promettono di essere una lunga teoria di banchetti fino a domenica compresa, mi sa che da lunedì si parte di dieta!

Ah, visto che ci sono: grazie degli auguri, Gattomammo’!

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  1. novembre 23, 2006 alle 09:00

    Ci ho messo un po’ a capire la parola anatacchinici… buon Ringraziamento, comunque!

  2. novembre 23, 2006 alle 17:11

    Grazie, ricambio con un “buon ponte dell’Immacolata”, visto che io lo salterò

  3. novembre 23, 2006 alle 17:25

    servono suggerimenti ?
    servono suggerimenti?
    vi do qualche idea?
    eddai fatemi partecipare da qui……… che porto io? che faccio io?
    una ricetta antitacchinica all’ennesima potenza? che faccio, suggerisco?
    eddai eddai eddai BòLLO LOCARE PURE IO………..

  4. novembre 23, 2006 alle 17:37

    Come no! Ad esempio, come funziona il famoso pollo al limone? 🙂

  5. novembre 23, 2006 alle 19:00

    evvaiiiiiiiii
    allora:
    pollo in pezzi (no il petto e basta: tocchi di animale! coscia, sovracoscia, ali, tocchi di bestia spennata ma non spellata!).
    un chilo di limoni (meno se son limoni sugosi)

    prendi un ricco e capiente tegame, meglio se antiaderente… molto meglio se quello fuori di rame e dentro opaco come c’aveva la mi mamma.
    una C di olio, niente aglio niente cipolla niente di una ceppa di cazzo differente da ciò che ti elenco!
    una c di olio e giù i pezzi (comincia dalla parte della pelle) a rosolare. Nel mentre che sfrigolano, mettiti a spremere e filtrare il succo di limone….. comincia con 4 limoni, va’, se poi ti si attacca il polletto, spremine quanti necessari!
    e sto coso che sfrigola, a fiamma allegrella, una volta riccamente sfrigolato in ogni dove (basilare per la riuscita di una sapiente crosticina!), spugnellaci sopra una ricca pizzicata di sale…. aaaah….. odori di domenica in famiglia (cheddducojoniiii!!!!!) e versaci il sugo di limone, abbassando un poco la fiamma(dicasi fuoco medio) e vai di pippe, sigarette, stenditura dei panni ot ritiratura degli stessi, cazzate al pc…. quel che richiede l’inganno del tempo necessario affinchè fratello pollo cuocia. Ogni tanto avrai avuto l’accortezza di andargli a dare una ravanatica, sì che si rompa poco le sacre gonati lì con l’acido limone, tutto gomito a gomito i pezzi tra loro, così, scomposto, tocchettato, alza codelle chiappe secche e vai a girarlo, e a innaffiarlo nuovamente col suo sughino, lo vedi, lì, nel fondo pentola? orsù figliolo, ‘chiappa un mestolo, recupera e gavetta! su!
    quando è ineluttabilmente cotto, fai alzare la fiamma un minutino, giusto il tempo di “tirarlo” un po’, sto sughetto, ma prima personalizzalo come avrei fatto io, figliolo: due rametti di rosmasrino fresco, lasciati interi, lì, senti che odore!
    e se dove vivi tu il rosmarino è paragonato alla gramigna o peggio ancora fresco non ne hai sul davanzale, va bene un mezzo pugnello di quello in vetro, in vendita nei supermercati.
    diciamo che va bene, ma la differenza può essere paragonata alla medesima di quelal che intercorre quando esprimi il tuo intestino sulla turca e quando la fai sulla tazza di casa tua!
    Un bacio, son sicura che dopo queste ultime due righe, ti è montato di quell’appetito…….

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Emmò, ariccontateme quarcosa VOI!

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