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Spleen da Ringraziamento

Ringraziamento. Bella storia. La festa da passare coi parenti, ma i tuoi sono oltreoceano. Il tempo si è messo al grigio stabile, umidiccio e sui 3 gradi.

Bostoniana aveva annunciato che stamattina se ne sarebbe stata a letto a fissare il soffitto. È stata solo parzialmente di parola: è a letto ma non sta fissando proprio niente, crollata come un gatto sul videoregistratore caldo.

Io avevo promesso a me stesso che stamattina avrei cercato di scrivere il compito per il corso: mettendomi nei panni del responsabile gestione catastrofi di un’azienda a cui il dipartimento ambiente ha appena comunicato di aver trovato 200 barili di materiale tossico seppellito illegalmente nei pressi della sede di una sua consociata, devo redigere un agile comunicato stampa di 400 parole per salvarci il deretano con la popolazione locale, che già non ci ritiene degli stinchi di santo. Ho quasi finito, ma mi sto scornando da quasi un’ora con una parola che non ricordo e con pochissima voglia di aprire un dizionario dei sinonimi. Se i miei blogger preferiti scrivessero un po’ più attivamente, oggi non avrei speranze.

E quindi, in parallelo ho deciso di tentare uno dei miei esperimenti: ieri al supermercato avevo trovato un pomelo. Dicasi "pomelo" un frutto grosso circa il doppio di un pompelmo, altrettanto amaro, con il bianco della buccia spesso tre-quattro centimetri (vedere l’esempio nella foto sotto e confrontarne le dimensioni con la capa della signorina). Fondamentalmente inutile. L’ho tagliato a fettine sottili, buccia compresa, e l’ho messo in pentola con una cifra di zucchero, un sospetto di marsala e di acqua per tenerlo umido (non caccia sugo neanche sotto la pressa) e una spolveratina di cardamomo, noce moscata e chiodo di garofano. Nei miei folli sogni di bambino, dovrebbe uscirne una meravigliosa composta dolce-amara da mangiare con il formaggio, magari la tortina di brie che devo fare stasera. Però sobolle da due ore e non sembra intenzionato a cedere…

Pomelo

Aggiornamento: la composta è pronta, ne ho assaggiata un po’ con il Brie: mmmmh!

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  1. novembre 23, 2006 alle 18:52

    Buonissimo! Lo mangiavo in Israele continuamente. lo mangi come un arancio, con la differenza che devi sbucciare spicchio per spicchio e mangiare solo la polpa. Sembra una roba noiosa, invece no perché si sbuccia facilmente. Smacznego!

  2. novembre 28, 2006 alle 16:14

    Che oggetto mostruoso! Ma davvero quel coso è buono?
    E la ricetta della tortina di brie no?

  3. novembre 28, 2006 alle 16:22

    Vipera, magari la sapessi fare!!! Si compra già fatta (vergogna delle vergogne)

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