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Differenze…

Premessa: mesi fa, una nostra amica è andata a mangiare in un posto che era il suo ristorante preferito. Capita nella sera sfigata, ordina la cosa sbagliata e mangia da schifo. Manda un’email dicendo ma come, siete così buoni di solito e invece ieri sera una vera fetenzia e questi le rispondono scusi sa, capita ma ci dispiace assai, eccole qui un buono da 50 dollari spendibile presso il nostro ristorante. Dopo un paio di settimane, l’amica si è trasferita in un’altra città. Durante la cena d’addio, lei decide di regalare a noi 5 presenti il buono per andare a mangiare alla sua salute.

Due doverose considerazioni: primo, con 50 dollari, in cinque non si comincia neanche a ordinare. Secondo, a noi quel posto in realtà ha un po’ rotto i cujons. Decidiamo che ci facciamo un aperitivo là e andiamo a mangiare altrove.

Entriamo e veniamo ricevuti dalla hostess, figura che negli USA è presente in qualunque ristorante serva qualcosa di più elaborato di un hot dog e il cui unico dovere è lo smistamento dei clienti ai tavoli (il che la rende potentissima presso i camerieri, perché può assegnare il tavolo che genera buone mance). Le diciamo che siamo lì solo per un aperitivo e degli stuzzichini e lei ci fa sedere.

La cameriera viene a prendere gli ordini. Quando realizza che non stiamo per mangiare e che probabilmente i 36 dollari di roba ordinata in tutto sono quello che uscirà da quel tavolo, ci dice che deve chiamare la manager perché c’è una regola di almeno 12 dollari a persona per sedersi ecc. La manager viene, si scusa per la svista con la hostess inesperta, fa presente che a futura memoria non ci si può sedere al tavolo se non si cena eccetera. Finiamo i nostri aperitivi e delle ali di pollo piccanti al punto da far scattare la dietrologia ("secondo me ce l’hanno fatto apposta"). Una di noi presenta il certificato e 5 dollari di mancia. La cameriera è molto seccata dal vedere che proprio soldi nisba.

Che fareste voi? Io penserei che la cameriera fa due fatiche, me ne andrei e fine. I nostri amici – persone amabili, pacate e a modo – fanno chiamare la manager e le fanno una parte. Ce ne andiamo con me e Bostoniana che siamo di una bella sfumatura cremisi mentre i nostri amici, già alti, sembrano più alti di una spanna da quanto si sentono orgogliosi di una cosa fatta bene.

Si va al ristorante. A uno degli amici amabili, pacati e a modo capita un salmone troppo salato. Fine del pasto, lui chiama la cameriera e le dice guarda, tutto bene, vino buonissimo, di qua e di là, ma il mio salmone era salatissimo. Ho pensato che doveste saperlo. Ci portano il conto, defalcato del salmone con tante scuse. Usciamo, noi sempre imbarazzati, loro sempre molto fieri di se stessi.

Stamattina mi arriva un’email, sono in Ccn. La invia uno degli amici, il destinatario è il proprietario del primo ristorante. Viene rispiegata la storia degli aperitivi e di quanto inaccettabilmente cafoni fossero stati tutti. Posso capire la cameriera, ma la manager, disgraziata, secondo me aveva solo cercato di evitarci di arrivare là la prossima volta e trovare una sorpresa spiacevole tipo "no, non vi potete sedere". E se – altra cosa considerata imperdonabile – ci ha fatto aspettare un po’ prima di venire a parlarci, beh… avete un’idea di quanto trotti un manager di sala in un ristorante americano a ora di cena?

Non c’è niente da fare: le loro teste pensano proprio in una maniera diversa.

Categorie:Uncategorized Tag:,
  1. dicembre 12, 2006 alle 08:29

    Sono capitata qui attratta dalla figurina di Calvin che io e mia figlia adoriamo da anni. E comunque mi son trovata bene. Tornerò.

  2. dicembre 12, 2006 alle 11:28

    dai son stati spocchiosi.,…. magari per una inezia sul loro lavoro, non tollererebbero il minimo appunto…. certe parti si fanno quando ci si sente forti…… glavanizzati dal minimo di ragione che poi glie è stata data………..
    e cofnermo ciò che mi insegnò zia tempo addietro: certe persone stanno bene solo a casa propria.
    n’est pas?

  3. dicembre 12, 2006 alle 11:39

    boston man, non so come dirtelo, ma tant’è: mi sei divenuto indispensabile per il sorriso e l’amenità quotidiana. ti ho linkato. amami se puoi. perdonami se sai dimenticare. stop. La tu’ Pillow.

  4. dicembre 12, 2006 alle 15:19

    violacciocca: Calvin è semplicemente insostituibile. Questo Natale sto un po’ scannato, perciò ti lascio immaginare quanto abbia fatto male vedere il cofanetto di 3 libri con TUTTE le vignette mai pubblicate, normalmente spacciato a noi poveri dipendenti a 150 dollari, scontato a 120…

    Pillow: sei la miglior cura esistente contro la depressione da blog poco frequentato (per non parlare delle gran ghignate che mi fai fare quando mazzoli Zeus!)

  5. dicembre 14, 2006 alle 08:00

    credo che farei fatica a vivere in america… e leggere di certe fiere uscite dei ‘nativi’ mi conferma nel mio sentirmi molto europea 😉

    ciao

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