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La doccia del bebè

Ha ha! Ce l’abbiamo fatta! Un mese e mezzo di pissipissibaobao, silenzi complici, email segrete, chattate galeotte su MSN e telefonate in codice, ma Laura e io siamo riusciti nell’impresa che ci eravamo prefissi ai danni (si fa per dire) di Bostoniana. Come nelle migliori tradizioni delle cose partorite da una coppia, Laura (la donna) ha fatto il 90%, io (l’uomo)  il 10%. Bene, ma sempre il 10% resta.

Ma andiamo con ordine: tradizione yankee vuole che, in occasione di una nascita, venga tenuta una festa in onore della neomamma, durante la quale vengono portate in regalo cosine utili, che possono essere copertine, vestitini, set da bagnetto o magari un buono acquisto in qualche negozio di roba per l’infanzia. La festa si chiama "baby shower" e, contrariamente alla spiritosata del titolo, deriva dal fatto che in teoria si dovrebbe mostrare per la prima volta il neonato (solo che in effetti lo pronunciano come se fosse "doccia"). In pratica, ormai si tende a farla prima che il bambino arrivi, che poi per un po’ la mamma non ha tutto questo agio ad andare alle feste.

Insomma: a metà dicembre, Laura mi dice: "Perché non organizziamo una babyshower a sorpresa per Bostoniana?" Ora, Bostoniana sapeva da tempo della tradizione, ma rispondeva invariabilmente a tutti quelli che gli suggerivano di fare una babyshower che gli sembrava una cosa da film americano anni 50. Ma ha una debolezza: ama le sorprese. La risposta è stata quindi scontata e la macchina organizzativa si è messa pian piano in moto.

Per prima cosa, abbiamo messo su un indirizzo di posta elettronica segreto, nel quale ho caricato tutti gli indirizzi di posta elettronica di amiche e colleghe che sono riuscito a reperire. Dopodiché, contattate le persone, ottenute le conferme e coordinato il discorso regali, ci siamo divisi iniquamente i compiti: Laura ha pensato a cibi e beveraggi, io invece mi sono occupato di portare Bostoniana alla festa senza farle capire che c’era sotto qualcosa.

Facile, direte voi. Non la conoscete! Venerdì sera, per prima cosa, se n’esce: "Domani andiamo a vedere passeggini, sì?" "No". "Come, no?" Ed ecco che parte la supercazzola: "Sai, Laura mi ha chiesto se andiamo a trovarli, che non ci vediamo da una vita. Solo che non si può fare di sera perché non ho capito che razza di impegno hanno, ma non vuole farla passare perché se no chissà quando riusciamo a riorganizzare. E poi, dice che Peter ha comprato un nuovo aggeggio per la chitarra e che è lì che frigge per farmelo vedere". In quella, a rinforzo, arriva la telefonata di Laura (spudoratamente concordata) che conferma il caffè per il giorno dopo. Bostoniana si arrende.

Ma non così facilmente! "Dobbiamo assolutamente prendere una cosa a Peter". OK, signorina, andiamo a comperarla. Fra una cosa e l’altra, il sabato mattina vola, arriva ora di pranzo e, delle due cose che volevamo prendere, ne abbiamo potuta prendere una sola. Momento di rischio fortissimo: "No, non possiamo proprio arrivare tardi". "Ma che gli fa, un quarto d’ora?" "No, non sarebbe un quarto d’ora. Dobbiamo arrivare al negozio, trovare parcheggio (sai che lì di sabato è un casino), scegliere il regalo, comprarlo, parliamo di una mezz’ora. E Laura è stata categorica: a una cert’ora devono andare via, quindi dobbiamo proprio essere puntuali". Ci avreste creduto? No? Beh, lei sì, per fortuna.

Finita qui? Neanche per sogno! Squilla il cellulare. "Bostoniano, come si arriva alla strada della festa? Si gira dalla strada XYZ?", domanda l’amico inopportuno che sta accompagnando la moglie e non si è guardato la strada prima. "Non so, non ricordo, io so arrivarci ma i nomi non me li ricordo", dico in tono forse un po’ troppo gelido. Bostoniana inquisitiva: "Che voleva?" "Ma, niente, come arrivare in un posto, ma mica sono seduto davanti al computer, che posso guardare Google maps…" Congelo la faccia. In realtà sono tesissimo, la scusa è banale. Ma funziona!

Venti minuti sulle spine. Siamo in dirittura d’arrivo. Vorrei chiamare Laura per dirle che ci siamo, in modo che possa raccattare gli eventuali ritardatari, ma ho esaurito le scuse. Sarebbe troppo plateale. Incrocio le dita. Arriviamo, mi lancio sulle scale come al solito… Dopodiché, sperando che Bostoniana non si insospettisca per la stranezza, la aspetto, la cingo con un braccio e saliamo assieme. Suoniamo alla porta, Laura apre….

E dodici giovani signore aspettano Bostoniana. Che guarda in giro incredula. Che, fino a che non realizza che sono tutte donne, pensa che la festa a sorpresa sia per me, un compleanno in ritardo. Poi dice confusa "Ma… Per me???" Chi la capisce (lo ha detto in italiano) risponde: "Vedi altre persone che partoriranno a breve?"

La spingo dentro che ha un sorriso che si morde le orecchie, è rossa e sta per piangere (riesce a non farlo). Prelevo un amico che ha portato lì la moglie, giriamo sui tacchi e andiamo tutti orgogliosi a farci una birra. Da ora in poi, la festa è una cosa riservata alle signore.

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  1. febbraio 5, 2007 alle 10:02

    siete splendidi e tu sei un uomo davvero raro!

    belli che siete, in bocca al lupo per tutto!

  2. febbraio 5, 2007 alle 12:54

    MI sono commossa.

  3. febbraio 6, 2007 alle 16:18

    alla faccia della pattina volante,
    ma sei un ultra figo tu!!!!!!

    laGiusy

  4. febbraio 6, 2007 alle 16:47

    Parafrasando i Beatles, “With a substantial help from my friends”. Davvero, Laura è stata semplicemente impagabile, e alcune delle invitate sono venute apposta da un sacco lontano (record: Washington DC). Io sono solo un Bostoniano qualunque…

  5. febbraio 6, 2007 alle 17:22

    allora evviva Laura, anchje lei invitata all’abbuffata prevista quando reimpatrierete (ma se dice? a… bho..).. …..

    Y por lo que remira a tì…… ha provato il gateau?

  6. febbraio 6, 2007 alle 17:45

    ciccione mio, ti ricordi tempo addietro promettesti di scrivere due goliardiche righe sul Farmer’s Market di Union Square ,,,,,,,? nti??????

  7. febbraio 6, 2007 alle 18:14

    Pillow, che vuoi che scriva… È chiuso fino ad aprile! Niente pomodori buoni, niente frutta fresca, niente verdure che sanno di qualcosa… 😦

  8. febbraio 6, 2007 alle 18:37

    MMMMMAAA SHIT!

  9. febbraio 8, 2007 alle 11:20

    Ma io non ho capito: il bimbo è nato o no?!?! credo di no ma allora che si presenta a fare nella baby shower se non è nato?!?!….non sono pratica….(per fortuna, direbbe il mio di ragazzo)

  10. febbraio 8, 2007 alle 15:24

    babynestle, è così ovvio! Per scroccare regalini utili!!! 🙂 Scherzi a parte, usa. Che ti devo dire?

  11. febbraio 20, 2008 alle 21:31

    maddai!!! very romantic!!

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