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Che fare di quest’uomo?

Sono ormai quattro volte che vado a provare con questo gruppo che ho trovato su Craigslist. Mi ci diverto tantissimo, una cover band di sola musica dei Who. Proprio quello che ci vuole per un pestacorde impenitente come il sottoscritto che, pur sapendo fare entrambe le cose, si diverte molto di più a sparare un accordone a tutta manetta piuttosto che ricamare assoli di venti minuti.
La base ritmica sono due italoamericani di prima generazione, ergo non solo ci comunico moltissimo in italiano (scusate se è poco), ma c’è quella comprensione a livello non verbale che manca con persone più wasp.
Il batterista è bravissimo, canta anche molto bene e, cosa rara per un batterista, ha un orecchio musicale notevole.
Il bassista è una roccia, penso che si ascolti gli Who anche mentre dorme. Una delle poche persone che abbiano mai colto in fallo me, di solito abbonato al ruolo di rompicoglioni del gruppo.
Il cantante se la strilla con disinvoltura sulle note di Roger Daltrey, e sembra quasi che, più canta, più voce gli esce.
Quando ci mettiamo a fare le controvoci, il risultato è talmente vicino all’originale e con talmente poco sforzo che quasi non ci credo. Suoni bellissimi, convincenti. Impatto sonoro coeso, dinamica controllata, affiatamento quasi naturale. Già dalla seconda prova avevamo qualcosa come dodici pezzi avviati, di cui cinque o sei presentabili dal vivo così come sono.
E poi, lì nell’angolo, lui: il tastierista.
Il tastierista deve aver visto gli Who più di venti volte. Il tastierista se ne va la sera nei locali a suonare classici del rock in versione piano-bar.
Il tastierista è una frana.
In quattro volte, non è migliorato di mezzo millimetro. Continua a non sapere i pezzi. Continua a farsi trovare e mostrare le parti. Continua a scordarsele entro la volta successiva. Continua a non avere bene idea dei suoni che la sua tastiera può produrre. Scoperte recenti: per ogni pezzo, si riaccorda la tastiera in maniera da poterla suonare in tonalità di Do; e per non stare a preoccuparsi troppo della precisione, elimina la dinamica. In parole povere: che lui martelli sui tasti o che li sfiori, la tastiera suona sempre allo stesso volume. Vi lascio immaginare come vengano bene quelle ballate dove tutto il trucco sta nell’andare dai pianissimo ai fortissimo.
Il problema? Non se ne rende conto. Ho avuto più volte l’impressione di trovarmi davanti un bambino. Sapete, il bambino ciccio, un po’ sfigato, che nessuno lo vuole in squadra quando si gioca a pallone anche se lui sa a memoria le formazioni di tutte le squadre fino alla serie C1 e che allora prova a presentarsi con un pallone regolamentare in cuoio di bufalo cafro e con l’uniforme ufficiale della Juventus, dell’Inter o di quale sia la squadra che dalle sue parti gode del maggior favore? Ecco. Lui.
Insomma, ne sapete abbastanza. Sapete quanto possa pesare sulla coscienza una cosa del genere. Sapete anche che cercare di crescere insieme si fa quando si sta crescendo, ma una volta che si è cresciuti… tempus fugit. Vi renderete forse anche conto che in fondo questo non è un mio amico, ma che questo non mi fa sentire meglio. Insomma, che più? Non so, sono tanto confuso. Voi che fareste?

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Categorie:Uncategorized Tag:,
  1. marzo 12, 2007 alle 11:47

    Senza informarlo, staccagli la spina dell’ampli e metti una base sotto. 😀

  2. marzo 12, 2007 alle 13:50

    Fiodor, in un certo senso ci abbiamo già provato, ma suonare sulle basi è un bel casino, se non le senti benissimo. Per lui, comunque, cambia poco: si mette lì a guardarsi la tastiera che suona da sola, con aria rintronata.

  3. Po
    marzo 12, 2007 alle 19:53

    Il medico pietoso fa la piaga purulenta…
    tagliare, tagliare, hop! ;D

  4. marzo 12, 2007 alle 19:54

    Po, detto da te, ha un senso tutto particolare…

  5. marzo 13, 2007 alle 10:33

    ma comunque, avete in testa di far carriera in codesta maniera?
    altrimenti lasciatelo divertire pure a lui………. se è solo un passatempo..

    pensio io, eh…

    come quando si va a giocare a calcetto e ci sta la pippa che ha 2 piedi sinistri…. che fai, gli impedisci di sitrarsi da lavoro, moglie e mutuo?

  6. marzo 13, 2007 alle 13:51

    Pillow, ti potrei fare vare considerazioni. Anzi, te le faccio.
    1) non vorrò farci carriera, ma sicuramente l’intenzione è uscire e suonare nei locali una-due volte al mese.
    2) Comunque, il mio divertimento è quando le cose vengono bene.
    3) Comunque, storicamente ho sempre dato spazio a gente con due piedi sinistri. Si può dire che l’altro mio gruppo sia interamente composto da gente con due piedi sinistri, o per meglio dire: i membri sarebbero anche fatti bene, ma hanno messo su una situazione che ha due piedi sinistri lei per prima. Insomma: mi piacerebbe una bella situazione dove per una volta mi diverto io, senza compromessi e rinunce.
    4) Comunque, di solito la persona con due piedi sinistri è un tuo amico. Questo tipo sarà un’ottima persona (comunque io non riesco a relazionarmici in generale) ma non è un mio amico.
    Quindi, mi sto davvero facendo i problemi solo perché umanamente mi pare brutto… Ma razionalmente, in teoria non avrei dubbi.

  7. marzo 14, 2007 alle 23:18

    Eliminatelo e guardate avanti. Magari un giorno rilascerà autografi come Pete Best.

  8. marzo 15, 2007 alle 10:52

    ditegli che uno del gruppo (c’è un leader, uno che comanda insomma?) si è innamorato pazzamente di una tastierista donna e che siete costretti a sostituirlo con lei. Vostro malgrado.

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