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Questa porta a un paio di riflessioni…

Prima di tutto, il solito link a foto di graziosi animaletti. Poi, un paio di considerazioni. Fini a se stesse perché,  specialmente nel caso della seconda, dubito che qualunque cosa uno tenti di fare possa mutare di molto le cose, almeno nel breve periodo.

La prima è come un caso del genere, grazie all’impressionante similitudine dei primati con noi, fa scattare sentimenti analoghi a quelli che avremmo se leggessimo di un neonato umano protagonista della stessa storia.

La seconda è che di casi analoghi con protagonista un neonato umano ce ne devono essere a centinaia al giorno. Però, per finire sul giornale e suscitare emozioni, devi essere un gorilla. Con tutta la simpatia possibile per i gorilla, mi sembra terribile.

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  1. giugno 12, 2007 alle 14:05

    Pienamente d’accordo. Che tristezza

  2. giugno 12, 2007 alle 16:44

    Soprattutto in Africa dove i bambini crepano come mosche. E vabbe`, quella del baby goilla e` una notizia da Studio Aperto

  3. giugno 12, 2007 alle 16:58

    Tranne che non è Studio Aperto ma Repubblica. Prova a scrivere a Zucconi per farlo rilevare e vedi quanto ti ricopre di contumelie…

  4. giugno 12, 2007 alle 18:57

    il piccolo gorilla di montagna […] (ha) interrotto improvvisamente l’allattamento, che per i gorilla dura tre anni…

    Giusto per precisare: anche per gli esseri umani l’allattamento può durare tre anni, e la cosa è assolutamente normale (se solo non fosse stigmatizzata e additata come una stramberia).

    Lella OT (che trova sempre il modo per parlare di allattamento!)

  5. giugno 12, 2007 alle 20:57

    Oddio… io sono completamente a favore dell’allattamento naturale, ma sono dell’idea che, quando sei in grado di chiamare le tette per nome, dovresti essere già svezzato da un po’!

  6. giugno 12, 2007 alle 21:01

    Quando ci faete vedere quanto è cresciuto quella meraviglia di vostro figlio? Un bacino sulla sua testolina.
    Bye.L.

  7. giugno 13, 2007 alle 13:07

    sì ok………. nella fattispecie, però, che tenerezza infinita……….

  8. giugno 14, 2007 alle 06:05

    Forse che invece sarebbe meglio non fare alcun programma in merito alla durata dell’allattamento, il bambino sa bene comunicare se ne ha ancora bisogno oppure no. E se lo si ascolta capita molto spesso che egli dimostri di averne bisogno ben oltre la durata che ci si aspetta come limite massimo (un anno, in genere): è molto raro che un bimbo si svezzi da solo prima dell’anno, è invece facile che continui a chiedere per parecchi altri mesi…è molto variabile…alcuni proseguono fino ai 18 mesi, altri fino ai due anni, altri ancora anche oltre i tre, o perfino i quattro.
    E poi (sembra incredibile, ma è assolutamente vero) si svezzano DA SOLI!! E’ sufficiente dar loro la fiducia che meritano, e ascoltarli.
    Il tutto ovviamente equilibrato con le esigenze e i bisogni della madre: l’allattamento è bene che prosegua fino a che mamma e bimbo (entrambi!) lo desiderino.

    Non si tratta di “allattamento naturale” (l’allattamento è naturale), ma di allattamento a richiesta.

    Ah…sì, effettivamente dopo una certa età il bimbo allattato chiama la tetta per nome :))) e ogni bimbo si inventa un nome diverso!!
    Zizza, nene, sussi, puppa…e chi più ne ha più ne metta. La mia bimba la chiama gnamme itta :))

  9. giugno 15, 2007 alle 13:09

    Hai perfettamente ragione.

  10. giugno 15, 2007 alle 13:47

    Opperbacco, ci lasci nel dubbio se ho ragione io con la storia del gorilla o LellaTS sull’allattamento a oltranza… 🙂

  11. giugno 15, 2007 alle 13:48

    LellaTS, per “allattamento naturale” intendo il sano, vecchio allattamento al seno. L’allattamento può NON essere naturale, se usi biberon e latte in polvere, magari Nestlè!

  12. giugno 15, 2007 alle 19:49

    Ehm…e lo dici a me??? :)))))
    Ovviamente stavo parlando di allattamento al seno…il latte artificiale è una protesi che si dovrebbe utilizzare solo nei rarissimi casi di impossibilità di allattare (r-a-r-i-s-s-i-m-i), e che ha una diffusione incredibile proprio perché le compagnie devono pur allargare il mercato, e diffondono notizie del tutto false inducendo a credere che il latte artificiale sia necessario in molte più occasioni di quelle effettive.
    E così sono più rari i bambini che sono stati allattati al seno rispetto a quelli che sono stati tirati su a biberon.

    Il tutto potrei scriverlo meglio…ma ora sono di fretta.

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