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Come fu che si apprese

Bene, è passato circa un anno da quel momento fatidico, penso che sia ora di divulgare al mondo blog questa scena (e dare occasione a Bostoniana di fare un sacco di salaci distinguo nei commenti, se riesce a connettersi a Internet).

Un bel dì di metà agosto del 2006, Bostoniana – come spesso d’estate – è in bagno a fare l’ennesimo test di gravidanza, in quanto – come spesso d’estate – ha un ritardo. Succede però qualcosa di nuovo. Chiama Bostoniano e gli dice: "Guarda un po’?" Lui guarda. Effettivamente, assomiglia molto al risultato positivo. "Sai, non so se crederci… le istruzioni dicono di non considerare affidabili risultati raggiunti oltre i due minuti, questo ce ne ha messi tre abbondanti a diventare così."  "Ma infatti, sarà qualcuno dei soliti scompensi di stagione. Magari riprova fra qualche giorno, prova pure a cambiare marca del test."

Passa qualche giorno. Bostoniana, senza dire nulla, si è già sparata altri due test con risultati crescentemente positivi. Oggi è alla prova del nove, ha cambiato marca. Chiama Bostoniano e gli mostra il test: il segno positivo garrisce fiero in cima alla bacchettina. "Stavolta non ha avuto ripensamenti, è schizzato subito su." "Ah… Vabbè, ti aspetto in camera".

Bostoniana finisce le sue cose in bagno, piena di angoscia. Se ne torna in camera, sperando di trovare conforto nelle capaci braccia del suo compagno che, con voce profonda e sicura, le dirà di non preoccuparsi, tutto andrà benissimo e la nuova famiglia tutta sarà tanto felice. Trova Bostoniano seduto sul letto che fissa un punto nel vuoto, diecimila miglia oltre lo sportello dell’armadio. La sua espressione tradisce la coerenza e profondità di pensiero di una mucca media mentre rumina.

Fra i due, uno sguardo. Negli occhi di Bostoniana, la muta richiesta di sentire qualcosa, qualsiasi cosa. Bostoniano: "Io però non lo chiamo Lancillotto." Bostoniana: "Eh???"

Ecco, andò così.

Ah, perché quell’uscita? Un mio amico, ristoratore in un paesino delle Marche, ha un amico che ammira molto, proprietario di un bistrot a Parigi e padre di una fanciulla dal nome di Ginevra. Un bel giorno, il mio amico mi annuncia con grande allegria (ed ebbrezza etilica) che la moglie è incinta. "E se è maschio lo chiamo Lancillotto". Mio sguardo incredulo. "Ah, sì! Non mi frega niente, mi piace troppo, lo chiamo Lancillotto per davvero."

Mi rimase impressa come una delle più grandi carognate che uno possa fare a un figlio. Lancillotto! Nelle Marche, poi, dove "lu cillo" è il sesso maschile… Vi immaginate, il povero martire, destinato ad essere chiamato "Cillotto" da quegli spiritosoni dei compagni di classe? Ebbene: è nato, maschio, e Lancillotto gli è toccato.

All’epoca, promisi a me stesso che a mio figlio non sarebbe mai toccato un destino del genere. Sarà colpa mia se è stato l’unico pensiero coerente che sia riuscito a emergere in mezzo al turbine di emozioni contrastanti? E che diamine, incertezza, paura e confusione in momenti del genere mica saranno esclusivo appannaggio delle donne…

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  1. agosto 17, 2007 alle 23:29

    immagino la scena e l’espressione a punto interrogativo di Bostoniana…

    😀

    che bei momenti!

  2. agosto 18, 2007 alle 00:53

    Povero Lancillotto (poi una sorella che si chiama Ginevra, con tutto quel che di incestuoso viene fuori…).

    Una carezza sul capino a davide, non vedo l’ora che apra un blog anche lui.

  3. agosto 18, 2007 alle 00:55

    Rileggendo, ho capito che non era la sorella a chiamarsi Ginevra, per fortuna. Vabbe’, qui sono le tre di notte, meglio vada a nanna, va’…

  4. agosto 18, 2007 alle 07:13

    Siete assolutamente unici! 😀
    Bye. L.

  5. agosto 18, 2007 alle 12:19

    Ehi ma come cresce il frugoletto? Ha messo peso? Però qualche altra foto potresti metterla…
    Lo so che sono troppe pretese da una sconosciuta, ma ti leggo da quando bostoniana ha scoperto l’arrivo del pargolo e la curiosità è bastarda!
    😀

  6. utente anonimo
    agosto 19, 2007 alle 15:23

    Ma “Ah… Vabbè, ti aspetto in camera”?! Ne vogliamo parlare?

  7. agosto 19, 2007 alle 16:13

    io però non lo chiamo lancillotto=amore sono felicissimo, è la cosa più bella che ci potesse capitare. di solito uso questo traduttore di fronte alle espressioni sibilline del mio adorato nonmarito. e infatti andiamo d’accordissimo.

  8. agosto 19, 2007 alle 18:29

    colpodicoda: grazie, troppo buona purtroppo. In effetti, la mia era genuina confusione. La gioia ci ha messo un paio di giorni ad arrivare, assieme a una sicumera che due giorni prima mi sarebbe sembrata incoscienza (“I problemi? Si risolvono!!! Le difficoltà? Si superano!!!”)
    Anonimo: perché, che avresti detto a una persona che stava in bagno a fare cose da bagno? “Sto qui a darti una mano”?
    Oggettismarriti: niente foto finché non me le passano! La nostra separazione forzata ha coinvolto anche gli oggetti inanimati: la macchina fotografica là e il cavo per scaricare le foto qua. Comunque il nano cresce benone, ormai è passato direttamente ai vestitini da 9 mesi, e ne fa 4 giovedì
    lemny: dato il tema del post, non so se considerarlo un complimento… 😉
    Vipera: visto che ormai sarai sul treno per Barcellona, te la dico in spagnolo (così i catalani si incazzano) “mas vale tarde que nunca”
    unbesoporti: più che un punto interrogativo, la sua espressione narrava la disperazione di chi ha appena stabilito che forse, su quello lì, c’è poco da fare affidamento

  9. utente anonimo
    agosto 20, 2007 alle 09:53

    io avrei voluto un abbraccio

  10. agosto 20, 2007 alle 12:52

    anche io…

  11. agosto 20, 2007 alle 13:47

    Uddio anch’io come ViperaVenerea avevo capito che Lancillotto e Ginevra erano fratello e sorella! *_*
    Beh,dai Bostoniano, superato lo shock iniziale (comprensibile) ne è venuto fuori un capolavoro! A quattro mesi indossa tutine da nove???? O_O
    Ma che gli mettete nel latte?

    E comunque non mi sento per nulla zitella stagionata! T_T

    ;P

  12. agosto 20, 2007 alle 14:50

    Svitata: e ci credo che non ti ci senti, persino aitanti giovani appena fuori dall’adolescenza come BossCarlo si dichiarano pubblicamente tuoi! 😀

  13. agosto 20, 2007 alle 14:50

    Svitata: e ci credo che non ti ci senti, persino aitanti giovani appena fuori dall’adolescenza come BossCarlo si dichiarano pubblicamente tuoi! 😀

  14. agosto 21, 2007 alle 05:38

    Una mia amica l’ha chiamato Artù. Sul serio.
    Il cane.

  15. agosto 21, 2007 alle 05:40

    E comunque LANCILLOTTO è ganzo. Quasi quasi ci scrivo qualcosa, te la ricordi la pubblicità Pavesi o sei troppo giovane? Pepèè pepèè… pepè pepè pepèèèèè…

  16. agosto 21, 2007 alle 07:33

    Capisco lo shock iniziale.
    Noi siamo stati a guardare il referto di laboratorio pietrificati, anche se il grande evento era stato cercato.
    Le scene da film, succedono solo nei film. Io apprezzo di più la strampalata vita reale. E poi scommetto che ti sei rifatto per il mancato abbraccio.

  17. agosto 21, 2007 alle 08:20

    Grande Bostoniano!

  18. agosto 21, 2007 alle 09:03

    hihiihh, almeno ti sei ripreso sul finale 🙂

  19. agosto 21, 2007 alle 11:39

    Zeus (primo): infatti!
    Zeus (secondo): Ma tu offendi quel minimo di orgoglio da età avanzata! Mo’ non mi ricordo la pubblicità della Pavesi? “Arriva Lancillotto, succede un quarantotto” ecc ecc…
    Sunflower: parole sante!
    Opperbacco: ora mi imbarazzi per davvero… 🙂
    poesianotturna: dici?

  20. agosto 21, 2007 alle 14:27

    Ih ih ih sputtanato su tutto il web! 😀

  21. agosto 21, 2007 alle 14:53

    Io o BossCarlo?

  22. agosto 21, 2007 alle 15:44

    beh ma non ho capito un figlio è l’unico mio riscatto e io allora con chi me la sfogo per il nome che i miei diedero a me?
    nononono
    io lo punisco e lo guardo in faccia, si me sta sulle palle lo chiamo Oldovrando o Giove Pluvio, o qualcosa di simile……..

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