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Successi?

Una delle cinesi di sabato scorso mi trova intento ad allestirmi il pranzo (sono ufficialmente in sciopero contro la nuova mensa):

"Is that the same bread that you used for brushèta?"

AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAARRRRRRGGGGHHHHHHH!!!!!!

"BRUSKETTA!!!"

"Ehi, sei troppo preciso. Insomma, qui la gente il mio nome lo pronuncia male, ma la loro lingua non ha  nemmeno i suoni per pronunciarlo. Che dovrei fare? Accetto la cosa e basta."
"Momento: che la lingua non abbia i suoni è una cosa. Se mi dici la "r" all”americana e le due "t" come se fossero una "d" sola mi sta bene. Ma per "sk" la cosa non regge, perché il suono lo hanno eccome. Pensa a "sky" o a "school". Il punto è che qualcuno ha letto la parola sbagliata una prima volta e, quando qualcuno l’ha corretto, ha scrollato le spalle e gli ha risposto "whatever". Ecco, io non riesco ad accettare whatever. È una pigrizia mentale ingiustificabile."

Non ha risposto. Ho il sospetto che le sia passato per la testa qualcosa di molto simile a "whatever"…

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  1. agosto 23, 2007 alle 04:30

    quando la pigrizia mentale e’ accoppiata con la supponenza, quella e’ veramente la fine! e gli americani di supponenza ne hanno da vendere.
    ……si vede tanto che verso di loro mi e’ proprio scappata la pazienza?!

  2. agosto 23, 2007 alle 06:31

    E tu non arrenderti. Continua a correggerli: sei tu nel giusto. E poi, ogni tanto, un po’ di sano donchisciottismo ci vuole. Ecchecavolo! 😀
    Bye.L.

  3. agosto 23, 2007 alle 08:53

    aaaaah… menaje in faccia!
    e comunque non posso tenertela ferma mentre la percuoti: mi sto reggendo il fegato dopo aver letto del mars fritto…………

  4. agosto 23, 2007 alle 10:17

    Adesso mi è venuta la culiosità di sapele come si plonuncia il nome di questa qui.

  5. agosto 23, 2007 alle 12:48

    Speriamo fosse simile a “whatever” e basta.. 🙂
    Comunque, io mi arresi a lasciarli dire “brushetta” per farmi perdonare della loro pazienza dimostrata nei primi mesi quando ascoltarmi parlare al ritmo di una parola/minuto deve essere stato uno strazio! (un pò come leggere questo mio commento, che non si capisce niente..)

  6. agosto 23, 2007 alle 14:00

    Clarke: il nome di questa qui? Beh, diciamo che agli americani si presenta come Grace (un sacco di cinesi prendono un nome inglese quando vanno all’estero). Il suo nome cinese si scrive Weixing, la w si pronuncia circa u e la x circa sh, un po’ più “affilato”. La g finale, come in inglese, “chiude” la n che la precede ma non si sente

  7. agosto 23, 2007 alle 14:13

    sunflower: solo che tu, dopo i primi mesi, hai fatto progressi. Loro si sono fermati a brusheta e non si sono più mossi…
    expecting: dai, io sto cercando di fare buon viso a cattivo gioco e farmeli piacere, non mi riportare indietro di due anni! 😉
    lemny: va a finire che mi faccio cacciare. Anche “whatever” a un certo punto finisce…
    pillow: e di contorno, l’insalata di cui parlavamo prima. Con TANTA pancetta rosolata, senza buttare via una sola goccia del grasso che ha cacciato in cottura!

  8. agosto 24, 2007 alle 07:03

    la pigrizia mentale è molta, negli usa ed altrove. anche noi italiani, in larga parte, continuiamo a dire “naic” e “fare footing”. perseverare nell’educazione alimentare, questa è la grande missione!

  9. agosto 24, 2007 alle 14:25

    colpodicoda: un giorno che non avrò veramente un cavolo da fare, mi misurerò con le olive all’ascolana. Qualcosa, nel ventre molle dell’America, cambierà!

  10. settembre 1, 2007 alle 11:54

    ahahahahahahahhahahahahaha!!!!!!!!
    bossoniano sei glande

    🙂

    laGiusy

  11. settembre 1, 2007 alle 14:19

    Oddio, Giusy, è un velato riferimento alla mia testa?

  12. settembre 3, 2007 alle 12:49

    testa?

    :)))

    laGiusy

  13. settembre 6, 2007 alle 15:47

    anche a me è successo: solo che era durante un meeting su product innovation (io lavoro nella food industry) e mi ero un pò assentata mentalmente quando ho sentito “brushetta”…..oh, mi è venuto spontaneo: ho (quasi) urlato “brusCHetta”
    ovviamente è sceso il silenzio in sala, tutti si sono girati e un collega mi ha detto “let’s not take it personally right”
    per fortuna è poi tutto sfociato in una bella risata.
    eppoi vogliamo parlare di GNocchi (pronunciato ghnocchi)?
    un bacione da un’altra emigrta
    ps il barattolo è belissimo, che occhi grandi!

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