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Le cose buone che ci sono qui

"Bostoniano, tu non parli mai dell’America. Quando ne parli, è per lamentartene. Tacciamo poi delle cattiverie che dici sul cibo americano. Possibile?"

Sì, possibile, sono un vecchio brontolone. Però è vero, non posso mica continuare così, visto che in fondo le mie cosettine buone le ho anche trovate. Perciò sparo un bel post lungo e ve ne parlo in ordine sparso.

Iniziamo senza meno con la birra. In Italia, purtroppo per voi, conoscete solo quelle urine diluite tipo la Bud, ma in realtà qui da qualche anno esiste una scena di birrerie più o meno underground vivacissima, come dimostra il sito beeradvocate.com, gestito da due fratelli che sembrano usciti da un tattoo parlor (probabilmente SONO usciti da un tattoo parlor) ma che parlano delle birre che degustano come dei sommelier. Le birre "locali" sono di stile inglese, belga o tedesco e, se proprio devo trovare un difetto, in molte il luppolo è troppo forte (un americano che sente una nota interessante in qualcosa vorrà sempre esagerarla), col risultato che la birra diventa profumatissima e amara. Oltre al florilegio di marche a distribuzione locale che fanno delle cose egregie, qui in Massachusetts due sicurezze su media scala che si trovano ovunque sono la Samuel Adams (ottima la Boston Ale e la Boston Lager) e la più piccola Harpoon (la cui IPA alla spina va giù a secchiate).


Passiamo ora alla carne: è vero, non si trova il vitello. È vero, bisogna reimparare tutti i tagli del manzo perché qui sono tutti diversi. Però, devo dire, esistono dei tagli relativamente economici tipo i sirloin tips (escono strisce quadrangolari spesse due dita) che buttati sulla griglia calda escono fuori molto piacevoli. Inoltre, le costine e i filetti di maiale sono molto più reperibili che in Italia, credo che costino anche meno, e ci si fanno delle cose ottime. Ah, e se siete in zona e la trovate in un ristorante, per una volta lasciate perdere bistecche, hamburger, barbecue e provate la Prime Rib: un arrosto fatto con tanto amore, tenero che si scioglie in bocca e che cola un sughino leggero (l’unica salsa che gli americani non pasticciano). Eccola qui.

Una delle mie scoperte sono poi i pomodori, in particolare il gruppo di qualità che definiscono "heirloom" e che, alla carlona, tradurrò con "autoctoni". Già, perché tendiamo a scordarci che i pomodori vengono da qui. I pomodori autoctoni vengono in una miriade di forme, dimensioni e colori. Qui sotto potete vedere solo i colori, ma vi assicuro che trovate da pomodori a pera grossi come una falange a pomodori grossi come una testa di bambino che sembrano usciti da un incubo lisergico. Ah, il pomodoro verde in primo piano è maturo così, si chiama "green zebra" ed è forse il più buono di tutti.


Il whisky, o bourbon che dir si voglia. C’è a chi piace il Jack Daniel’s, c’è a chi piace il Wild Turkey. A me sembrano entrambi buoni per lavare per terra come sostituto dell’ammoniaca, ma questo non vuol dire che non esistano bourbon buoni. A cercare il locale giusto, esistono dei piccoli produttori che fanno tirature limitatissime, tipo botte singola, e lì c’è di che divertirsi per davvero. Se poi non volete spendere un capitale, il Maker’s Mark è già più onesto dei grossi prodotti industriali e, mescolato con ginger ale, ne esce un long drink che l’estate va giù con fin troppa facilità.

Non posso chiaramente chiudere senza menzionare i crostacei: chi mi segue ha letto altrove di gamberi e astici, ma anche i granchi – molli e no – hanno il loro perché. L’immagine sotto dice più di mille parole!

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  1. settembre 8, 2007 alle 08:04

    Ora mi hai fatto venir fame, felice?! Sono 5 giorni che mangiando al lavoro non faccio un pasto decente! Sigh!

  2. settembre 8, 2007 alle 13:18

    Fallenangel, come ho già detto tutto il mondo è paese. Tutta la mia comprensione.

  3. settembre 8, 2007 alle 13:18

    Fallenangel, come ho già detto tutto il mondo è paese. Tutta la mia comprensione.

  4. settembre 8, 2007 alle 13:18

    Fallenangel, come ho già detto tutto il mondo è paese. Tutta la mia comprensione.

  5. settembre 8, 2007 alle 16:43

    hm, voglio un cappuccino starbucksiano ^__^ lo so lo so, non ha niente a che fare con il nostro.. ma dopo una settimana di astinenza è stato un toccasana..
    [che tanto rimani distante da dove arriverò, però sappi ch fra poco son da quella parte del mondo anche io 😀 una settimana sola.. sì, come i drogati, una volta l’anno ho bisogno di una dose :D]

  6. settembre 9, 2007 alle 09:10

    … vabbe’ continua a farmi del male…

  7. settembre 9, 2007 alle 13:00

    Shade, peccato. Avrei potuto consigliarti un paio di posti dove levarti l’astinenza da cappuccino con qualcosa di fatto meglio di quello di Starbucks (anzi, mi sa che ora vado a farci colazione, già che ci sono)
    Expecting, ma scusa, proprio nientenientenienteniente? Non ci credo. Secondo me, se ti spremi quanto mi sono spremuto io, un post così lo metti assieme. Anzi, conoscendoti, ci metti pure delle belle foto tue e non dei linkazzi rimediati su Internet

  8. settembre 9, 2007 alle 14:26

    Le birre si possono paragonare a quelle ceche? Le birre che ho provato durante il mio soggiorno in New Mexico facevano veramente c…

  9. settembre 9, 2007 alle 15:06

    ma sono 4 cose….
    e ti sei dovuto anche spremere???
    siamo messi maluccio, allora..

  10. settembre 9, 2007 alle 15:40

    mintossico, di birre ceche conosco solo la Pilsner Urquell. Qualche birra chiara è copiata da quello stile e tiene anche abbastanza botta, ma direi che la maggior parte guarda a Belgio o Inghilterra

    tortadimele, ma infatti! No, siamo onesti: le patate sono spettacolari; manghi, avocado e altre tropicalerie sono molto più maturi e buoni che da noi; se ami il piccante, puoi scegliere fra dozzine di peperoncini di sapore e piccantezza diversi; trovi ingredienti freschi per quasi qualunque tipo di cucina… Solo che il post era abbastanza lungo così. Magari ne farò un altro più avanti.

  11. settembre 9, 2007 alle 22:04

    Un mostro così finora l’avevo visto solo al museo :-O

  12. settembre 9, 2007 alle 22:12

    Beh, interi li ho visti raramente anch’io, ma di zampe ne sono pieni i supermercati!

  13. settembre 10, 2007 alle 08:24

    i pomodori e i granchi mi attizzano un bel po’. di crostacei e gtanchioni mi ricordo di averne mangiati di squisiti a san francisco. ma ero un po’ di fretta e non me li sono goduta come si dovrebbe.

  14. settembre 10, 2007 alle 10:51

    I miei capiufficio (come diavolo sarà il plurale di questa parola?), vegetariani intransigenti, sono entrati giusto in tempo per beccarmi a osservare rapita dal desiderio la foto della straordinaria Prime Rib.
    Anche se mi licenziano, ne è valsa la pena.

    Rita

  15. settembre 10, 2007 alle 14:01

    no, per dire che hai dimenticato il gravy

    laGiusy

  16. settembre 10, 2007 alle 14:21

    Giusy, non è stata mica una dimenticanza! Dopo che hai visto come si fa, mantieni le distanze. Piuttosto mi sono dimenticato lo sciroppo d’acero, che vicino casa mia ci fanno un gelato noci-sciroppo d’acero con i pezzoni di noce dentro che è eroticissimo.
    Rita, che faccia hanno fatto?
    Moisimplement, passare a San Francisco di fretta è un peccato mortale! Vabbè, a parlare è forse l’hippy che è in me

  17. settembre 10, 2007 alle 15:45

    La faccia di due che pensano che in quella bestia si fosse reincarnato il bisnonno.
    Rita

  18. settembre 11, 2007 alle 07:59

    ecco io quel taglio di carne lì, cucinato in quella maniera, lo mangerei pranzoi cena e colazione 6 giorni su 7 ………………….

    lui e una boccia di Chianti Geografico……

    osantoddio……..

  19. settembre 11, 2007 alle 07:59

    dimenticavo = adoro te, bostoniana ed erede!

  20. settembre 11, 2007 alle 08:35

    in effetti lo penso anch’io, Bostoniano. la prossima volta che mi organizzo il viaggio negli States, da SF ci ripasso con più calma. a dire il vero, per vedere tutto ciò che vorrei vedere, mi ci vorrebbero 2 o 3 anni… ma chi ce li ha? sic.

  21. settembre 11, 2007 alle 13:38

    Pillow, se fosse un bisteccone ai ferri il Geografico andrebbe bene, ma la Prime Rib è un po’ più morbida come sapore. Se vuoi stare sul Chianti, considera un Fattoria di Felsina vigneto Rancia o cose del genere, ma io per una volta uscirei forse dalla Toscana e azzarderei un barolino…

  22. settembre 12, 2007 alle 12:34

    Confesso, io amavo anche le toasted beagle con cream cheese. Quando proprio volevo esagerare, ci mettevo sopra anche le fragole. Mi sembra di sentirne il profumo!!!

  23. settembre 12, 2007 alle 15:52

    Madonnina che invidia Bostoniano!!!Quand’è che ci inviti tutti a mangiare i granchioni???
    Se stanotte mi viene in sogno quella bestia lì domani mi senti!
    ;P

  24. settembre 13, 2007 alle 17:49

    Le urine diluite sono una bella definizione 🙂 Bello il granchione, viene voglia di abbracciarlo. Forse mangiarlo dà più soddisfazione però…

  25. settembre 17, 2007 alle 14:28

    ehi! ma cristo, vuoi dirmi o no che mi vuoi bene?

    ti stai inzeussando………..

  26. settembre 17, 2007 alle 14:36

    Ehi, Pillow! Se fosse vero che mi sto inzeussando ti risponderei “puppamelo” 😉 Ma certo che ti si vuole bene, pollacchiona! Come sarebbe possibile il contrario?

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Emmò, ariccontateme quarcosa VOI!

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