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Ma quanto possono essere coatti?

Oggi stavo sentendo la radio, una stazione pubblica dove trasmettono soprattutto notizie e commenti. Come immagino ormai vi aspetterete da me, si tratta di una stazione di orientamento democratico con un occhio di simpatia per l’ala liberal e svariati occhi di antipatia per l’attuale leadership del paese. Nonostante l’ira d’iddio che sta succedendo in Birmania (o Myanmar che voi preferiate), un aggiornamento sull’Iraq non manca mai. Ed ecco che mi tocca sentire, con grande soddisfazione dello speaker, un esempio di quella che l’esercito, ho appurato, definisce "diplomazia da nave ammiraglia".

Il gallonato intervistato racconta: "Nel gergo militare, distinguiamo due forme di azione. La forma che definiamo ‘cinetica’ in pratica è quella che produce dei danni fisici. Supponete di avere un aereo, la sua azione è cinetica se colpisce un bersaglio. Abbiamo poi l’azione non cinetica: sempre supponendo di avere un aereo, l’azione non cinetica è quando questo si limita a fare passaggi a bassa quota. Il rombo dei motori è tanto forte che chi è a terra lo sente nelle viscere, e non può quindi evitare di ricordarsi che i cieli dell’Iraq sono sotto il controllo dell’aviazione degli Stati Uniti, i cui aerei possono colpire qualunque bersagli all’interno del paese in dieci minuti al massimo.

Ad esempio, qualche tempo fa dovevamo trattare con uno sceicco che controlla una certa provincia. Sapevamo che non era particolarmente amichevole e che aveva bisogno di una leggera spintarella, per così dire. Abbiamo quindi tenuto un caccia a sorvolare i dintorni, pronto a passare a bassa quota al nostro segnale se ce ne fosse stato bisogno. E ce n’è stato bisogno, e lo sceicco si è convinto".

OK, è facile starmene qui, nella quiete del mio studio a nove fusi orari da tutto questo, senza aerei che passano a bassa quota… no, questo no, sono vicino all’aeroporto e gli aerei sulla testa mi ci passano. Diciamo senza aerei da guerra che mi passano a bassa quota sopra casa e fare queste considerazioni, ma a me questi sembrano una massa di inguaribili gigioni, quando dicono ‘ste cose. Mi chiedo se ci credano veramente… e temo di sì.

  1. settembre 29, 2007 alle 05:31

    Qualche tempo fa ero a sciare ed e’ passato un caccia ad un’altezza non superiore ai 50 m dalla pista.
    Ti assicuro che mi si e’ sciolto tutto quello che avevo dentro, manica di bastardi in divisa.

  2. settembre 29, 2007 alle 05:44

    Vabbè, ma da quelle parti il Cermis è ancora fresco nella memoria. Come minimo, ti sarai scansato per evitare la cabina della funivia. Ma che cavolo ci fai già sveglio alle otto meno un quarto di sabato, e soprattutto al computer?

  3. settembre 29, 2007 alle 06:23

    secondo me ci credono veramente.
    e la domanda che mi faccio ogni volta e’: ma come cazzo fanno a crederci ancora? (perdonate il francesismo dovuto alla stizza) come cazzo fanno ancora a non rendersi conto che con i loro caccia che volano bassi stanno clamorosamente perdendo la guerra in Iraq. E quella in Afghanistan. Ma di quella forse non ne parlano perch’ la sconfitta e’ proprio TROPPO clamorosa.
    vabbe’ e anche per questa volta ho dovuto deliziarti con un comizio. tu provochi pero’…!

  4. settembre 29, 2007 alle 07:34

    ci credono. ma anche i media italiani spesso fanno raccapriccio per il poco rispetto che hanno dell’intelligenza dei lettori-telespettatori.

  5. settembre 29, 2007 alle 09:42

    Il sabato lavoro, ho solo la domenica libera. Inizio alle 7 e finisco alle 18:30…
    Il Cermis e’ stata una vergogna, ma sapessi quante volte hanno fatto il pelo alla funivia della Marmolada.
    Il fatto e’ che i top gun si divertono a passare in mezzo ai monti a quote da criminali. E infatti la settimana scorsa si e’ schiantato un F16 in Val Zoldana.
    Sarebbe bello aspettarli coi fucili, e non e’ detto che prima o poi non lo facciamo.

  6. settembre 29, 2007 alle 11:54

    si si ci credono…
    e mi sa che il Cermis se lo ricordano in troppo pochi…

  7. settembre 29, 2007 alle 14:02

    mintossico, sono con te. sono ancora incazzata come una biscia per le braghe calate del nostro governo, di cui mai finirò di vergognarmi.

  8. settembre 29, 2007 alle 14:26

    No, davvero: abbiamo protestato piu’ di una volta per questi passaggi, documentandoli con video e testimonianze.
    Pensi che sia servito a qualcosa?
    Dopo il Cermis si sono dati una calmata, ma appena visto che non vengono perseguiti hanno riniziato peggio di prima.

  9. settembre 29, 2007 alle 19:53

    Dove abito io c’è una base da cui partono spessissimo aerei militari, anche americani. Una volta da piccola ero in giro con mio nonno, solo noi due in una sperduta stradina campestre, e il pilota ci è passato clamorosamente vicino. Pensa che dallo spavento ci siamo gettati a terra…ogni tanto ne parliamo e rivediamo la scena… Io penso che, sì, ci credano ancora, ma la cosa che mi fa più incazzare, ripensando anche al Cermis, è che lo fanno come un gioco, anche senza sceicchi da convincere. Qui,quelli da convincere li hano già convinti, temo.

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