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Il mio ragguardevole venerdì sera

Ero riuscito a combinare per uscire con il mio batterista – combinare una serata fuori con uno che ha moglie e due figli non è proprio semplicissimo, lo dice uno che ha una moglie in fieri (cicca, cicca!) e un figlio solo, era convinto che con lui sarebbe stato diverso e si è reso conto che no, è uguale (e non si dica che è tutta colpa della moglie, non è proprio vero).

Ero riuscito a uscire a un’ora decente dall’ufficio – anche questo, testimone pigrazia, non è una cosa da poco: scollarmi da quella sedia prima delle sei e mezzo-sette è un’impresa.

Siamo riusciti a passare per il negozio di strumenti ancora aperto, dove ho rimediato un aggeggino che mi serviva.

Siamo riusciti a passare per il negozio di roba elettronica, dove ho rimediato un altro aggeggino che mi serviva.

Siamo andati a mangiare nel mio posto da hamburger preferito, dove siamo stati benone.

Siamo andati nel locale scrauso dove volevo andare perché volevo sentire come se la cava una che suonava stasera con cui avevo partecipato a una jam session.

Abbiamo piacevolmente sentito il gruppo di apertura, che è andato benone.

Abbiamo piacevolmente sentito la prima canzone della tizia che volevo sentire, e tutto prometteva un concerto carino.

Poi, di colpo, nell’arco di dieci secondi: il mio amico si rende conto che qualcosa che ha mangiato gli sta facendo male e va in bagno, preludio a un ritorno a casa anticipato. E l’indiano del tavolo davanti, girandosi in preda a chissà che raptus, urta la pinta di birra della sua ragazza (praticamente piena) (la pinta, non la ragazza) e me la rovescia per intero sui pantaloni, dal cavallo in giù, con un magnifico effetto "pipì addosso".

Ed ecco che la serata finisce giù per lo scarico del lavandino, assieme all’acqua saponata in cui ho lavato i jeans tanto per coronare il tutto.

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  1. ottobre 6, 2007 alle 06:12

    si, ma dicci degli aggeggini

  2. ottobre 6, 2007 alle 08:29

    Si, si gli aggeggini!!!

  3. ottobre 6, 2007 alle 09:36

    E meno male che non era venerdì 13, sennò….
    Una serata “no” può capitare. E’ andata così…pazienza.
    Si, raccontaci degli aggeggini…
    B. al B.
    Bye. L.

  4. ottobre 6, 2007 alle 09:42

    Oh, gosh. E gli aggeggini?

  5. ottobre 6, 2007 alle 09:57

    Altri aggeggini? E che dirà Mike? 😐
    Beh, tutto sommato, dai, non ti puoi lamentare: hai comunque trascorso qualche ora in buona compagnia, e la cagarella non ti ha colpito direttamente. Secondo me, però, la moglie_del_batterista non era d’accordo su questa uscita, a dirtela tutta un po’ strega mi sembra…

  6. ottobre 6, 2007 alle 12:19

    Pigrazia: mah, un po’ strega sarà pure, ma intanto chi si sciroppa i pupi quando il marito viene a fare lo scemo con me è lei…
    Tutti: uno degli aggeggini non è niente di particolarmente eccitante, solo un lettore per trasferire le foto dalla scheda della macchina digitale al computer, visto che l’apposito cavetto non si sa dove sia finito. L’altro… è un altro cavetto. Un po’ più specializzato. E mi serve per una cosina che abbiamo in ballo con Zeus. Chi ha orecchie per intendere intenda, gli altri in camper

  7. ottobre 6, 2007 alle 13:18

    Povera birra.

  8. ottobre 6, 2007 alle 14:12

    mmmmh, dev’essere roba chitarristicomusicale allora… Cavetto midi? directly from the guitar interface to the amp? Or what? Non mi ha mai interessato la midilità delle chitarre tranno per il VG8 è chiaro.. ma stà cosa mi incuriosisce…

  9. ottobre 6, 2007 alle 21:56

    Docci, ci sei vicino. Diciamo che serve a mettere in comunicazione due mondi in teoria non imparentati. E mi consentirà anche di fare il terzo incomodo con la coppietta musicale dell’anno.

  10. ottobre 7, 2007 alle 19:55

    Allora la butto là mi hai comprato un pickupino per chitarra Midi per buttarla dentro la tastiera di qualcun’altro… E’ da troppo tempo che sono fuori dal mondo plugged non l’azzeccherò mai…

  11. ottobre 7, 2007 alle 21:24

    Nella Woodstock del 2007 nessun terzo incomodo: c’è spazio per tutti gli aggeggini del mondo.

    Rita

    (PS: uppercarità!, non parlare di “coppiette” con quello là, sai?, che sennò si dilegua come il fumo prima della fine della prima strofa…)

  12. ottobre 7, 2007 alle 21:44

    Docci, più banale! Un jack USB

  13. ottobre 8, 2007 alle 07:48

    Vedo che ti piace fare le cose in grande.. 🙂

  14. ottobre 8, 2007 alle 12:20

    Un jack USB? Oggesù come son rimasto indietro.. Ma compreso di un ADC? (analogue to digital converter)

  15. ottobre 8, 2007 alle 15:41

    sunflower, non ci facciamo mancare nulla. Se calcoli che il secondo aggeggino funziona benone ma sto impazzendo con i programmi con cui dovrei usarlo al punto da non sapere più che fare, il quadro è proprio completo.
    Docci, si, la conversione A/D è incorporata, ma i problemi purtroppo non finiscono lì. Non riesco a impostare il preascolto, quindi riesco a sentire che cos’ho suonato solo riascoltando la registrazione

  16. ottobre 15, 2007 alle 07:53

    Serata notevole…ma tantovale farci una risata sopra, no? Poi la ricorderai con simpatia…
    ^-ì

  17. ottobre 15, 2007 alle 15:19

    Uhm… a dire il vero, sto facendo del mio meglio per rimuoverla, e anche con discreti risultati!

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