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Ma tu guarda da che pulpito…

Leggo quest’articolo su Repubblica online che tratta della mancata estradizione in Italia di un mafioso facente capo al clan dei Gambino in quanto l’articolo 41bis (regime di carcerazione per gli accusati di associazione a delinquere) metterebbe il detenuto "in condizioni che ne minaccerebbero la vita", e quindi la questione è "umanitaria". Il blocco dell’estradizione, avvenuto su richiesta del legale dell’accusato, è stato stabilito da un giudice federale statunitense in quanto il regime carcerario duro Italiano "equivale a una forma di tortura e viola la convenzione dell’Onu in materia".

Non entro nel merito del nostro sistema carcerario e in particolare del carcere duro: è stato persino paragonato alle carceri turche, quindi tanto tenero non deve essere. Quello che però mi preme sottolineare è come questa bella azione umanitaria sia stata stabilita dal giudice di un Paese che:

  • prevede e applica tuttora la pena di morte nella maggioranza dei propri stati
  • ha approvato e applica normative che aboliscono, per i sospetti di reati di terrorismo e i cosiddetti "enemy combatants", anche elementari requisiti per la detenzione come l’Habeas Corpus e ridefiniscono in maniera estremamente lassa i limiti di coercizione ammissibili durante gli interrogatori
  • ignora allegramente le raccomandazioni ONU quando queste sostengono, ad esempio, che non sussistono prove sufficienti dell’esistenza di armi di distruzione di massa in un paese per poterlo invadere "a scopo preventivo"

A me pare l’ennesimo esempio della politica dei due pesi e due misure che gli Stati Uniti praticano, spesso senza neanche rendersene conto (credete se vi dico che l’uomo della strada non arriva proprio a capire la contraddizione). Poi boh… sarò limitato nella mia interpretazione dei fatti.

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  1. ottobre 15, 2007 alle 17:20

    sarà mica peggio di Guantanamo il 41bis?

  2. ottobre 15, 2007 alle 19:45

    They got an ass-shaped face, kapeesh?

  3. ottobre 16, 2007 alle 07:44

    Beh, nelle loro carceri militari si serve latte e miele. Bollente, sui testicoli.

  4. ottobre 16, 2007 alle 07:57

    invece essere bombardati per anni – innocenti e inermi – perchè si presume che il tuo governo, forse, possa possedere armi ad alto potenziale distruttivo non è tortura. no, quella è democrazia.

  5. ottobre 16, 2007 alle 09:57

    Commento?
    Non commento!
    Però dico che è l’uomo di strada americano che veramente mi terrorizza. Molto più della classe politica del tuo paese di adozione…

  6. ottobre 16, 2007 alle 10:27

    Speriamo a Bush non venga voglia di cioccolata altrimenti bombarderà (ma in maniera preventiva sia chiaro) Perugia.
    Guantanamo? Un’amena località turistica.

  7. ottobre 16, 2007 alle 11:22

    Penso sia per questo che gli americani hanno SEMPRE ragione, o no?!

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