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Sarò libero di sproloquiare una volta ogni tanto? Per ora sì, quindi lo faccio

Bostoniano, ci racconti qualcosa dell’America? Sì, dai, dicci qualche nefandezza di quel paese sedicente paladino della libertà che invece ogni giorno partorisce esempi di attentati ai diritti civili fondamentali…

OK, dico io, volete il sangue? Volete scandali? Beh, bei lettori che mi sono andato a trovare!

Insomma, parliamo di uno scandalo che, probabilmente, nasce soprattutto da ignoranza, incompetenza e un po’ di sana voglia di mordacchia. Solo che oggetto del post non sono gli USA ma la nostra amata, gloriosa terra tricolore, paese della bella vita e della brava gente.

Per chi non lo sapesse ancora, è alle ultime fasi di approvazione un decreto legge il cui effetto potrebbe essere quello di mandare tutti i blogger a casa o di costringerli ad iscriversi al Registro degli Operatori di Comunicazione, o ROC (qui trovate l’articolo uscito su Repubblica). Fra l’altro, già l’acronimo pare promettente assai, visto che cos’è un Roc secondo la mitologia persiana

Che cosa sta succedendo? Come sappiamo, Internet è una zona (sempre meno) relativamente franca, cosa che irrita molto chi vuole tenere sotto controllo la circolazione delle informazioni. Fa un certo effetto pensare che sia proprio il governo di centrosinistra, auspicato e votato da metà del paese virgola qualcosa nella speranza che riparasse a certi aspetti di politica allegra e sue conseguenze meno allegre, che a ferragosto ha fatto passare sottobanco un nuovo disegno di legge sull’editoria, passato poi, tomo tomo, cacchio cacchio, attraverso tutte le varie fasi di approvazione del caso per essere poi approvato dal consiglio dei ministri il 12 ottobre, che potrebbe in linea di principio far chiudere tutte le nostre belle paginette o crearci belle rotture di scatole per mantenerle.

Nella prima pagina di questo post di Punto Informatico viene spiegato in modo chiaro come il disegno di legge faccia rientrare i blog nella definizione di "prodotto editoriale", nonostante la mancanza di periodicità, lo scopo non di lucro eccetera eccetera. Per fortuna, pare che dal punto di vista costituzionale il decreto non dovrebbe poter tenere e quindi finire in un nulla di fatto (com’è che in Italia ci si trova sempre a dover sperare che NON si faccia qualcosa?) Frank oggi mi stava dicendo in PVT di aver fatto un po’ di ricerche serie al riguardo, quindi occhio al suo blog perché potrebbe uscire a breve con qualcosa di interessante.

Però, passi o non passi il decreto, dovremmo un filino incazzarci, non credete? Insomma: non sono un vaffanculino né faccio parte della "sinistra radicale" o "massimalista" (come si dice oggi), ma devo ammettere che mi stanno un po’ girando. OK, caro il mio politico, generico e indistinto bersaglio del mio sfogo: ho capito che ti sta sulle scatole Grillo; ho capito che ti scoccia che stia là a dire cose scomode, fra l’altro a volte non vere o non completamente vere, né sempre ben documentate; ho capito che ti infastidisce che stia erodendo la tua credibilità soprattutto presso i tuoi elettori (perché in effetti Grillo questo sta ottenendo). Ma il tuo primo pensiero, invece che levare argomenti a Grillo facendo vedere che non è vero, non stai pensando solo ai cavoli tuoi ma stai almeno provando ad allentare, se non a sciogliere, il garbuglio di problemi del paese… Insomma, dicevamo: ‘sto primo tuo pensiero, qual è?

Eccolo qua: cercare di complicargli la vita rendendolo in qualche modo più responsabile di quello che dice, perché in teoria ora prima di tutto deve iscriversi a un albo, che è già una scocciatura; e poi sarà soggetto alle regole imposte dall’albo medesimo, e se sgarra lo si tacita una volta per tutte. Secondo certe interpretazioni estreme, diventerebbe persino responsabile di quello che taluni suoi incontrollabili lettori scrivono nei commenti. Beh, se permetti: bella stronzata. Se hai argomentazioni valide a supporto della teoria che Grillo ti sta diffamando, anche ora hai gli strumenti legali che ti servono per fare sì che te ne debba rendere conto.

Però no, tu fai passare una norma che a Grillo o chi per lui quasi sicuramente sposterà poco o nulla: si farà tutte le sue pratichine burocratiche (e tu non potrai rifiutargli l’iscrizione perché se no attenti alla sua libertà di parola), si consulterà bene con i suoi legali e continuerà a pungerti il sedere. In compenso, detta norma viene a rompere le scatole a me, che parlo fondamentalmente di cazzate innocue: una ricetta oggi, qualche baggianata musicale domani, la foto del pupo o la storia di coppia dopodomani.

Sinceramente, c’è un motivo ben preciso per cui dobbiamo cercare di non perdere interesse, non smettere di andare a votare, anzi, se possibile partecipare di più. Ed è che a volte sembra che il nostro disamore è proprio l’effetto che vogliono ottenere: disinteressarci alla politica, per poter fare indisturbati quello che ritengono opportuno senza dovercene più dare conto.

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  1. ottobre 20, 2007 alle 05:33

    Bostoniano, la rete e’ troppo vasta.
    Non ce la faranno mai, ma fa davvero girare le balle.
    E se dovesse passare, visto che un prodotto editoriale e’ frutto del LAVORO di chi lo scrive, deve venire pagato e su quella retribuzione si possono imporre imposte impensabili.
    Se vogliamo ragionare in modo distorto come i legislatori ci sono infinite vie per sfuggire ad una legge balorda.

  2. ottobre 20, 2007 alle 07:44

    E’ triste, non ha senso, è una legge inapplicabile ma è la dimostrazione di come ragionano i nostri governanti. Abbiamo problemi grossi come palazzi e loro a cosa pensano? A regolamentare i blog…Ma scherziamo? Il problema è che loro sono serissimi… Mi viene da urlare.
    Bye. L.

  3. ottobre 20, 2007 alle 11:56

    Questi sono i casi in cui ti senti un moscerino impotente e vorresti essere una tigre per fargli tremare le sedie e le poltrone. Attaccarsi ai blog! Perchè le ripetizioni private degli insegnati restano invece terreno libero di guadagno? Tanto per dirne una. Ecco.

  4. ottobre 20, 2007 alle 12:19

    … io personalizzo come al solito, e chiedo pubblicamente venia. Lo sapete chi è il responsabile della riforma del sistema legislativo e giudiziario in Afghanistan?

  5. ottobre 20, 2007 alle 12:22

    scusate, mi è scappato l’invio nella foga!
    dicevo…
    …responsabile della riforma legislativa e giudiziaria in Afghanistan?
    L’ITALIA!
    cioè i NOSTRI legislatori illuminati incaricati di esportare le basi della democrazia. Dà da pensare.

  6. ottobre 20, 2007 alle 16:46

    Questa me l’ero persa. Grazie a Bostoniano per aver informato noi poveri innocui bloggers della brutta fine che vogliono farci fare. Sono proprio incazzata!

  7. ottobre 20, 2007 alle 17:15

    Avevo letto la notizia e l’altro giorno quando cazzeggiavamo tutti per il blog di Rita ho mantenuto il silenzio in attesa di novità, non volevo allarmare nessuno. Questa cosa mi puzza di dittatura,e la cosa grave è che a farla è un governo che “dovrebbe” essere in opposizione a quell’altro là che è un altro monopolizzatore dell’informazione. Mi girano i coglioni soprattutto pensando che per me il blog è una semplice valvola di sfogo ed anche un modo per conoscere gente il cui unico scopo non è quello di stare la domenica con le palle sul divano a guardare la domenica sportiva. Cazzo.

  8. ottobre 20, 2007 alle 20:04

    Sai qual è la cosa che più mi fa incazzare? No, mica che a farla sia questo governo, che sia uguale se non peggio dell’altro ormai è appurato. Mi fanno incazzare le prese di posizione di certi pseudosinistrorsi, un mio collega tanto per non fare nomi, che si ostina a difendere il provvedimento con ragionamenti ridicoli, tipo l’abuso di libertà da parte di noi blogger, e continua a giustificare questa accozzaglia di incapaci farabutti solo per la paura del (ormai inevitabile) ritorno dell’altra. Come a dire: mi sta bene prenderlo nel culo, ma da prodi si e da berlusconi no.
    Ma allora settussei buco (anzi, fascista) dillo!

  9. ottobre 20, 2007 alle 20:38

    quoto senza aggiungere una parola

  10. ottobre 22, 2007 alle 10:24

    Sottoscrivo. L’ignoranza e la non consapevolezza offrono il terreno migliore per fare i propri porci comodi. E intanto noi ci chiediamo se Lady D sia stata assassinata o meno, se fosse incinta o meno (vedi tiggi delle ultime tre settimane)

  11. ottobre 25, 2007 alle 08:51

    mi vergogno di aver votato per questo governo. sono sempre più allibita dalla insensatezza e inefficacia di questo esecutivo, e non vedo prospettive di cambiamento.

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Emmò, ariccontateme quarcosa VOI!

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