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Sai gli hit che becco adesso?

Sto traducendo una frase che dice che un certo elemento grafico "contains degenerate triangles". Dal momento che devo usare la terminologia esistente per tradurre, e dal momento che "degenerate" va tradotto "degenerato", la mia frase finale dice che l’elemento contiene triangoli degenerati. E ora che ho postato queste magiche parole sul blog, Google andrà in tilt

  1. novembre 12, 2007 alle 22:38

    sei serio?
    forse “irregolari”?

  2. novembre 12, 2007 alle 23:02

    Quei degenerati dei triangoli, sempre lì a fare cose coi dodecaedri.

  3. novembre 13, 2007 alle 03:58

    degeneri, mi sa. pero’ degenerati e’ piu’ interessante, in effetti.

  4. novembre 13, 2007 alle 08:07

    Anche secondo me, degeneri 🙂

  5. novembre 13, 2007 alle 08:08

    elementi grafici a geometria perversa. ma perchè sei costretto a tradurre in questo modo? l’hai spiegato ma non l’ho capito (dura cervice, la mia).

  6. novembre 13, 2007 alle 08:19

    Ah, il gergo tecnico.
    Il tasto dolente.
    E ognuno ha il suo.
    Ma sempre duole.

    Ché quando, improvvisamente, fra “conscious” e “aware” ti si apre un abisso di chilometri, ti vien voglia di farti un whisky mormorando malinconicamente fra te “Una volta ero giovane e ignara, e vivevo così bene…”

    Rita

  7. novembre 13, 2007 alle 09:57

    Ho letto il post e i commenti ma non sono sicuro di aver capito nè l’uno nè gli altri … ma se hop capito bene , metti “cure omeopatiche” ed otterrai lo stesso risultato che con un doppiosenso sessuale

  8. novembre 13, 2007 alle 11:00

    il triangolo no….non l’avevo degenerato 🙂

  9. novembre 13, 2007 alle 12:23

    Andrà in tilt anche Zeus, mi sa.

    ;P

  10. novembre 13, 2007 alle 13:10

    Se sono triangoli che diventano segmenti o punti, allora sono proprio degeneri. Con buona pace dei ricercatori di hard on line 🙂
    B. al B.
    Bye. L.

  11. novembre 13, 2007 alle 13:36

    ah, ecco!

  12. novembre 13, 2007 alle 13:48

    Perché non provi con triangoli degeneri….

  13. novembre 13, 2007 alle 15:24

    Quando sei sadico ti adoro ancor di più………

  14. novembre 13, 2007 alle 15:48

    Tutti: effettamente, “degeneri” è il termine da usare. Ora si tratta solo di avviare la penosa procedura di correzione della traduzione (uno scherzo del genere può significare un paio di giorni di ricerche)

  15. novembre 13, 2007 alle 20:54

    I triangoli degenerati sono quei capelloni anni ’70 con quattro angoli (di cui uno con l’orecchino)…

  16. novembre 13, 2007 alle 23:04

    Mi scateni la Pigrazia su Youtube e poi fai finta di nulla?
    ;PPPPP

  17. novembre 14, 2007 alle 09:34

    scusa ma io invece non ho capito cosa vuol dire:

    “devo usare la terminologia esistente per tradurre”

    laGiusy

  18. novembre 14, 2007 alle 11:19

    contains degenerate triangles? Ah questo perverso elemento grafico…

  19. novembre 14, 2007 alle 12:05

    ho provato ocn cure omeopatiche in effetti funziona abbastanza..se scrivessi in un post “cure omepatiche degeneri”?

  20. novembre 14, 2007 alle 15:10

    tortadimele: tu o io?
    salvietta: c’è troppa libertà!
    LaGiusy: quando traduco qualcosa, non posso farlo semplicemente a piacer mio: abbiamo una quantità di materiale preesistente accumulata in una ventina d’anni a cui devo fare riferimento. Ogni modifica deve essere gestita come un vero e proprio progetto perché, dal momento che va estesa a tutto il cucuzzaro, costa tempo e soldi. Spero che mi sono capito…

  21. novembre 14, 2007 alle 18:03

    Ah, che porcelloni, questi triangoli. Ma in America non erano tutti puritani una volta?

  22. novembre 14, 2007 alle 18:10

    Katika: peccato che sia di gran lunga il primo paese produttore e consumatore di porno!

  23. novembre 14, 2007 alle 19:16

    Se intersechi il Triangolo Degenerato con la Potente Squadra cosa ne ottieni?

  24. novembre 14, 2007 alle 20:30

    Duh… Diccelo, dai!

  25. novembre 14, 2007 alle 21:19

    Son curiosa ma che ci fai là? E ci resti??

  26. novembre 14, 2007 alle 21:30

    ashaa, brevemente: traduco software e relativa documentazione, e per ora sì, si resta qui

  27. novembre 14, 2007 alle 22:58

    Ehi, ma non si chiama localizzazione, il lavoro che fai tu?

  28. novembre 14, 2007 alle 23:02

    katika, sei attentissima! Sì, si chiama proprio così, e la mia spiegazione era un filo semplicistica. D’altronde, a entrare nel dettaglio mi ci vorrebbe un intero, noiosissimo post…

  29. novembre 15, 2007 alle 07:09

    fa lo stesso..
    ma la localizzazione la fai per un’azienda di computer molto famosa il cui nome è formato da 3 lettere?

  30. novembre 15, 2007 alle 12:46

    tortadimele: no, per un’azienda di software con un nome di effettivamente 3 lettere ma molto meno famosa (fa solo prodotti high-end per aziende manifatturiere). Perché, lavori come freelancer e ti capita roba di big blue?

  31. novembre 15, 2007 alle 12:51

    per qualche mese ho tradotto roba di quell’azienda lì famosa, che angoscia!

  32. novembre 15, 2007 alle 13:05

    Ti capisco. Sono anni che cerco di uscirne ma mi infogno sempre di più…

  33. novembre 15, 2007 alle 13:16

    almeno tu sei in un ufficio con dei colleghi, almeno credo. Da casa è da suicidio…

  34. novembre 15, 2007 alle 13:28

    Non ti credere, abbiamo tutti il nostro loculo personale… Ci si vede praticamente solo a pranzo o per le riunioni

  35. novembre 15, 2007 alle 14:03

    allora non ti invidio

  36. novembre 15, 2007 alle 16:50

    BACI !!!!!!!

  37. novembre 15, 2007 alle 19:41

    … e io che mi ero tutta intimidita a chiedere che lavoro facessi perchè temevo di invadere la privacy! a saperlo….

  38. novembre 15, 2007 alle 20:16

    Pillow: in arrivo il treno delle 16.50 sul binario 36 ;-)))) Ricambiamo, cara
    Expecting: ma dai…

  39. novembre 16, 2007 alle 09:28

    si si ho capito

    ho capito perché quando prendo in mano un libretto di istruzioni qualsiasi non si capisce mai una fava e faccio prima a leggerlo in inglese
    che è tutto dire eh

    laGiusy

  40. novembre 16, 2007 alle 11:03

    non per dire, ma anche “puzzone di Moena” attira parecchia gente..bisogna capire se lo prendono come una cosa losca o meno..

  41. novembre 16, 2007 alle 14:37

    laGiusy: tocchi quello che è il tasto dolente di chi fa il mio mestiere: il muro di gomma che al confronto il parlamento italiano ha procedure speditissime
    tortadimele: sarà “moena” ad essere suggestivo, visto che basta cambiare o omettere una vocale ed escono fuori cose interessanti…

  42. novembre 16, 2007 alle 16:37

    “Cambiare o omettere”:

    SAGACISSIMA considerazione!

    Rita

  43. novembre 16, 2007 alle 17:36

    Ora: premesso che il Puzzone di Moena nemmeno sapevo che fosse un formaggio, sono oltre 20 minuti che mi gingillo con le vocali da cambiare o omettere. Siccome sono un tipino sistematico le ho provate tutte.
    I risultati più interessanti mi sembrano:

    Per l’omissione di vocale
    Puzzone di Mona (in dialetto del nord ma pur sempre a sfondo sessuale)
    Puzzone di Mena (forse era un puzzone che se la “menava” in maniera sgrammaticata?)

    Per il cambio di vocale:
    Puzzone di Moana (sfondo sessuale si, un pò macabro se si vuole ma insomma essendo la signora trapassata da un bel pò certo non profuma)
    Puzzone di Moina (pure le moine possono avere sfondi equivoci….)

    Ma tu che c’avevi in mente????!

  44. novembre 16, 2007 alle 18:22

    Beh, solo due delle quattro che hai citato. Sei troppo oltre! 😉

  45. novembre 16, 2007 alle 18:34

    Ah, e “puzzone di” non faceva parte della spiritosata a sfondo enimmistico. Solo “moena”. Mi fai troppo intelligente!

  46. novembre 17, 2007 alle 09:06

    expecting, hai tutta la mia ammirazione. il puzzone di moana è stupendo.

    boston, so you’re a cubicle man! ti piacciono le strisce di dilbert? mi fanno cappottare.

  47. novembre 17, 2007 alle 15:23

    Ma di che schifio state parlando, ah?
    ;P

  48. novembre 18, 2007 alle 16:48

    colpo: no, per fortuna io non ho un cubicolo ma un microufficietto. Dilbert lo leggo tutti i giorni, mi fa cappottare quando non è troppo doloroso (a volte mi ci riconosco troppo)
    Svitata, non ho mai assaggiato il puzzone di Moena, ma penso che sia buonissimo. Ah, stamattina ci siamo concessi una trasgressione carissima che ho trovato ieri: cioccolato modicano ai pistacchi di Bronte. Chissà perché ci sei venuta in mente…

  49. novembre 19, 2007 alle 09:36

    confermo, il puzzone di Moena è buonissimo, soprattutto sulla polenta…
    Aggiornamento: i visitatori erano proprio per lui, Moana non ha avuto lo stesso effetto…

  50. novembre 19, 2007 alle 12:01

    NEIN!
    Teceneraten triankolen male, molto male JA? Tu non oppetisci a Papen e fai all’infernen! Ja?

    (buono il vino, sissì :D)

  51. novembre 19, 2007 alle 14:51

    tortadimele: puzzone di moena e polenta, ecco che Padova si riaffaccia dietro la Toscana (e fa venire una fame indebita a un certo romano, che non sono neanche le dieci del mattino!)
    Frank: Nooo, non nominare Darth Ratzinger qui, che poi mi tocca chiamare l’esorcista!

  52. novembre 19, 2007 alle 17:09

    se no non poptrebbero chiamarmi polentona!
    stasera crocchette di patate, finocchi al latte e bistecchine di maiale con spezie a caso

  53. novembre 19, 2007 alle 20:22

    ohoh, ho visto solo adesso che mi chiedevi del frico (non ho il segnalatore di commenti…)
    la ricetta l’ho presa qui http://www.cjargne.it/antichisapori.htm#IL%20FRICO
    rigorosamente con patate e cipolle… e senza polenta, al limite qualche fetta di salame cotto…mi sa che la prossima volta vi fermate anche qui 😉
    p.s. come mai un romano conosce il frico?

  54. novembre 19, 2007 alle 20:30

    E neanche un romano grasso, perdipiù! 🙂 Che ci devo fare, c’è chi conosce le formazioni di tutte le squadre di calcio fino alle serie promozionali, io ho usato quello spazio in memoria per ricette regionali, tradizionali, originali, internazionali e altre -nali varie ed eventuali

  55. novembre 19, 2007 alle 20:43

    ottima scelta

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