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Si ringrazia nuovamente!

Giovedì è di nuovo il ringraziamento. È già passato un anno da quel post, sono successe tante di quelle cose che sembra successo un paio di giorni fa, ma tant’è. E naturalmente, qui si replica l’ormai tradizionale cena degli anatacchinici. Il menu che sta prendendo forma prevede:

  • Antipasto da stabilirsi (forse lo salteremo a piè pari)
  • Ravioli di zucca al burro e salvia (spero di trovare una ricetta convincente. Si accettano consigli purché siano semplici, senza trovate fantasiose tipo briciole di amaretti, che costano quasi 30 euro al chilo, o caramelle di menta, che sono una perversione inaccettabile)
  • Arrosto di manzo con patate e qualcosa di verde da stabilire
  • Qualche dolce, probabilmente al cioccolato (oppure una tarte tatin)

Ho un paio di bottigline giuste assai, fra cui un bel brunellino e un Casalferro. Anche per quest’anno, i tacchini no pasaran!

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  1. novembre 20, 2007 alle 08:20

    Io per contorno posso votare un gateau (gattò, Pigrazia, scusa! u’re right!) di patate? magari composto in minisformatini monodose……

    di verde mi vengono in mente i piselli (magari con le carotine, al burro) e i fagiolini all’agro, ma tiepidi.

    Vi mando un bacio sovversivo!

  2. novembre 20, 2007 alle 08:29

    bravo, boicotta il tacchino. non ho ricette per i ravioli, ma posso cercare gli gnocchi di zucca: zucca lessata e passata, un po’ di farina, sale. si fa un composto consistente, che si lavora a gnoccone con il cucchiaio e si getta direttamente nel pentoone ribollente. gli gnocconi cotti vengono a galla e si possono recuperare con la schiumarola. poi tutti insieme in pirofila, cosparsi generosamente di burro aromatizzato con salvia fresca e sparmigianati a dovere (so che non userai mai dei surrogati parmesan) e via in forno a gratinare. molto più semplice a farsi che a dirsi, però la ricetta precisa la devo cercare.

  3. novembre 20, 2007 alle 09:11

    … E io arrivo a ‘sto post, e son le dieci di mattina, e ho fatto colazione alle sette, e comunque la mia autonomia alimentare è di due ore massimo da quando avevo sei mesi, e mentre leggo il mio stomaco emette una cosa indefinibile che si colloca fra il bramito di un cervo e il rumore dell’acceleratore della mia vecchia macchina, e io vado persino ad aprire i commenti, fondamentalmente perché ho una vena masochista, o forse perché amo il rischio, gioco con l’autolesionismo che manco james dean, e adesso voglio proprio vedere come ci arrivo all’ora di pranzo.

    Rita

  4. novembre 20, 2007 alle 09:12

    … E comunque “anatacchinici” è fichissima.

    Rita

  5. novembre 20, 2007 alle 09:20

    ciao bostoniano, mi paleso dopo circa un anno che ti leggo per lasciarti un messaggio culinario… prova questa ricetta http://www.cavolettodibruxelles.it/2007/01/lasagne-con-zucca-e-mozzarella-affumicata o cercane un’altra di tuo gradimento sul blog del cavoletto, che ha ricettine molto molto carine e un po’ diverse dal solito…
    Altrimenti ti lascio la ricetta della mia mamma che non ama troppo la zucca, ma ha il mio papi che è ferrarese e vivrebbe di zucca: quindi i tortelloni li riempe con un ripieno di ricotta (ma c’è a Boston la ricotta?) e zucca in parti uguali, parmigiano (in quantità industriali…), uovo (per legare) e poco poco di erba cipollina. Attenzione a strizzare e asciugare bene la zucca, altrimenti il ripieno bagnato rompe i tortelloni.
    Buon appetito e buona festa del ringraziamento
    ciao, Luisa

  6. novembre 20, 2007 alle 10:40

    Non male come menù,il tacchino vi ringrazierà (un po’ meno il manzo, ma che ci si può fare!) 🙂

  7. novembre 20, 2007 alle 11:15

    MI sento solo di darti un consiglio. Per pelare la zucca senza disfarti le dita, mettila in un sacchetto di carta da forno e infornala 20 minuti sui 100 gradi.
    La zucca si ammorbidisce e poi è un attimo togliere la durissima buccia! Un po’ come si fa con i peperoni e ovviamente la cottura della zucca della ricetta che sceglierai va rivista dopo questo passaggio in forno!
    sonia

  8. novembre 20, 2007 alle 11:25

    io vado un po’ a caso… zucca, parmigiano e/ricotta, pangrattato, uova, noce moscata, sale,pepe, un goccino dìaglio, insomma come capita..l’importante è che tu faccia asciugare bene bene la zucca, se no butta fuori l’acqua…credo la base indispensabile sia zucca parmigiano e noce moscata,poi a gusto…

  9. novembre 20, 2007 alle 11:57

    Mi sembra un peccato saltare gli antipasti, anche se in effetti con tutto il resto c’è da morire gonfi…

  10. novembre 20, 2007 alle 12:38

    maddai ringraziate senza tacchino?
    io ringrazierei con il tacchino ma forse solo perchè non ho ringraziato mai!!
    che poi non è vero: ho ringraziato una volta nel 2004 a Kandahar: lavoravo con un americano che voleva far assaggiare ai colleghi afghani il cibo di casa sua. solo che il tacchino non era tacchino ma un pollo enorme che aveva cresciuto in giardino. c’era pure la salsa di mirtilli che gli aveva mandato la mamma dalla Virginia.
    Gli afghani non gradirono però.
    nemmeno noi italiani a dire il vero, Ma ci sforzammo di fare la finta perchè il poveretto c’era rimasto male assai.

    Comunque pure a me saltare gli antipasti mi sembra un delitto…

  11. novembre 20, 2007 alle 14:06

    Noi del tacchino-fan-club ringraziamo commossi…Approvato all’unanimità il Brunello!

  12. novembre 20, 2007 alle 14:10

    i ravioli di zucca senza amaretti non si fanno, punto.
    piuttosto butteti sui gnocchi, come ha suggerito colpodicoda e giustissimamente!!!
    e poi io salterei il secondo a piè pari e mi sfonderei di antipasti, ma son gusti.
    comunque per il contorno verde suggerirei spinaci lessati e passati in padella al burro (e se ti piacciono puoi spolverarli col parmigiano), altrimenti cicoria lessata e passata in padella con olio e peperoncino… più terronica, diciamo! 😉 buon ringrazio!

  13. novembre 20, 2007 alle 15:00

    Dunque menu facile, veloce e soprattutto testato.
    Antipasto: bocconcini di formaggI opportunamente scelti (perfetti quelli a lunga stagionatura) e dadini di pera con ciotolina di miele nella quale immergere il tutto, secondo gusto.
    Primo: I ravioli di zucca al burro e salvia sono perfetti! GNAM! Volendo potreste optare per l’aggiunta di funghi porcini o una spruzzata di tartufi.
    Secondo: Arrosto manzo patate e carote (così evitate il contorno)
    Volendo un insalata.
    Dolce: Gelato alla vaniglia con frutti di bosco

  14. novembre 20, 2007 alle 15:09

    Pillow: ricambiamo il bacio sovversivo. Il gattò è una bella idea, ma ho paura che mandi tutti fuori con l’accuso. I fagiolini in effetti… Magari, invece che all’agro, ripassati nel sugo dell’arrosto… I piselli meglio che non li nomini, qui ogni tanto passa Zeus!
    colpodicoda: interessante! Stavolta voglio proprio fare i ravioli per il gusto di provare l’ebbrezza della pasta ripiena (mai fatta in vita mia!), ma alla prossima si provano di sicuro
    Rita: pensare che sei così secca…
    lublu: benvenuta e grazie per la ricetta e la segnalazione. Ci posti mai su quel blog? Comunque, l’erba cipollina mi intriga (anche se io pensavo a un po’ di maggiorana)
    edi: l’ho detto, siamo moderatamente pietosi, ma sempre carnivori.
    xscherzoexcaso: grazie della dritta. In effetti, quel minimo di ricetta che conosco io prevede in ogni caso la cottura della zucca in forno prima di usarla per il ripieno, quindi poi si raschia semplicemente via la buccia come dici tu
    tortadimele: concordo sull’asciugatura, penso che il passaggio in forno dovrebbe risolvere
    gattosecco: vedremo. Se trovo dei gamberi stupendi, magari non riesco a esimermi dal farne un’insalatina di apertura
    Expecting: ho sempre trovato quei pollastri troppo cresciuti un po’ insulsi, poi sono un noto bastian contrario. Però, l’americano di cui parli mi fa una grande tenerezza: mi ci vedo a ruoli invertiti (anche se di solito i locali apprezzano quello che faccio)
    katika: vedi? Se avessimo fatto il tacchino, non ci sarebbe stato bene. Qui, visto che lo pasticciano con cose dolciastre (la cranberry sauce è rispettabile, ma ho visto gente che ci mette la confettura di albicocche solo un po’ allungata col vino), di solito ci bevono Gewurtztraminer alsaziano o californiano ad alto residuo zuccherino. Io il dolce lo preferisco al dolce, a tutto pasto mi stufa
    Moisimplement: il mondo è bello perché è vario, infatti stavolta non concordiamo! Ho assaggiato ravioli di zucca in un milione di occasioni (cito una mamma di Brescia, un anno di residenza a Milano, uno e mezzo a Bologna e in ogni caso svariati viaggi di lavoro nel nord-est come credenziali) e solo in pochi casi ci ho trovato gli amaretti, senza mai pensare che fossero vitali alla ricetta. Non quanto la zucca giusta, almeno.

  15. novembre 20, 2007 alle 15:19

    moisimplement2: comunque, grazie per le dritte!
    Salvietta: l’idea dei formaggi è ottima, ho solo paura che inzeppino un po’. Per questo pensavo a casomai qualcosa di marino (se non i gamberi, un carpaccino di spigola o un accenno di sashimi di tonno, ma non so se trovo il pesce giusto) (che sì, non mangio quasi pesce, ma se lo mangio è crudo). Per il dolce l’idea è buona, potrei persino riciclarla per completare quello che stava venendo in mente a me, cioè un crumble di mele

  16. novembre 20, 2007 alle 15:28

    Secca?
    Be’, oddio, forse sì. Rispetto alle guance di Davide dico…

    depeRita

  17. novembre 20, 2007 alle 15:32

    l’ultima volta che mi sono cimentata coi ravioli alla zucca da questa sponda dell’atrlantico ho messo le bread crumbs (quelle senza aggiunte di aromi-dadi-polverine) al posto del trito di amaretto. Ne sa di meno, ma la consistenza si conserva. E non serve il mutuo per prepararli 😉

  18. novembre 20, 2007 alle 15:43

    Rita: non mentire, ho visto le foto sul blog. Se arrivi a cinquanta è assai
    sullepunte: ci stavo pensando anch’io, spero solo di trovarli. Per il sapore, dovrei aver trovato una zucca buona che, debitamente aromatizzata e rinforzata al parmigiano, ci penserà lei

  19. novembre 20, 2007 alle 16:22

    come antipasto che ne dici di imbastire un par de torte salate da tagliare a cubettoni?
    (o di avvolgere un wurstel nella pasta sfoglia, spennellarlo di tuorlo ed infornarlo una ventina di minuti, poi cubettarlo una volta tiepido?)
    con quelle, le torte salate, non sbagli mai……..
    (ricotta e spinaci, sputtanatissima, o ricotta e salsiccia sbriciolata, o zucchine e wurstel – se passa zeus spero non comprenda il tedesco – uovo ed emmenthal o cavolfiori e speck… cristo sto sbavando da sola………) .

    i mini gattò sono uno spettacolo, fidati! o altrimenti falli di lenticchie (se occorre fornisco io la ricetta)

    o fai i ceci conditi (contorno freddo che assicurerà una divertente digestione rumorosa, atta a giuoco di società……..)

  20. novembre 20, 2007 alle 16:26

    per i fagiolini (variante spiritosa):
    li fai lessare (un pochino al dente)
    in una capace padella fai un giro di olio e lascia soffriggere l’aglio epurato dalla parte verde, che uccide gli animi.
    aggiungi qualche vivace cubetto di pancetta affumicata.
    tagli a metà i fagiolini, o in tre se sono particolarmente lunghi (dio, fa’ che il povero Zeus dimentichi codesto link…..) e li poni nel padelline con il resto.
    Immediatamente dopo aggiungi o della passata rustica (e puntina di zucchero ove fosse troppo acida) o – ancora meglio – qualche pomodorino spaccato a metà (cristo santo, non se ne esce oggi .. Zeus tappati gli occhi!!!!).
    Dieci minuti, e senti se ti piacciono!

  21. novembre 20, 2007 alle 16:27

    ma altrimenti gli spinaci con uvetta e pinoli?

    (ma altrimenti, se mi faccio i cazzi miei, eh? meglio, giusto?)

  22. novembre 20, 2007 alle 16:40

    Pillow: ehi, ehi! Ho dimenticato di dire che siamo in pochi, se faccio una torta salata va a finire che la gente si sazia con quella! Mi piace il discorso fagiolini con la pancetta, mi sa che salterei la passata. Al più ci metterei i pomodorini, come dici, ma la mia perversione mi porta a domandarmi come ci starebbe invece un goccino di aceto balsamico. Spinaci con uvetta e pinoli: sì, decisamente altra possibilità

  23. novembre 20, 2007 alle 17:05

    ah siete pochi?
    ok allora fai diventare croccanti delle strette fette di pancetta tesa.
    Debbono arricciarsi e croccare e dorare.
    Le adagi sul un largo vassoio dove avrai precedentemente fatto un ricco e dovuto tappetino di rughetta leggermente oliata e salata.
    E da lì, ancora tiepide…… inonda di aceto balsamico!!!!!!!!!

    (ricetta fantastica presa da ristorante meraviglioso dei castelli. Quando tornate, c’annamo!)

  24. novembre 20, 2007 alle 17:13

    Pillow: azz… criminale! Ossia, da sperimentare quanto prima!

  25. novembre 20, 2007 alle 17:18

    (no, non scherzo, è una figata deliziosa, fai bellissima figura, poi!!!!!!)

  26. novembre 21, 2007 alle 08:12

    adesso copioincolo tutto nella directory ricette. azz pillow sei fenomenale! ma quante ne sai? mi hai fatto venire voglia di pancetta alle 9 di mattina.

  27. novembre 22, 2007 alle 07:48

    allora buon ringraziamento!

  28. novembre 25, 2007 alle 17:46

    diobono come passa il tempo!

    A proposito la tacchinella ce la faremo a Natale, Così ha deciso la gattamammona dopo aver sfogliato una rivista di cucina per le feste…

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