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Il dì delle ricette 2) tutte le altre

Miiiii! È venuto bene incredibilmente tutto. Ma non "bene" che dici "il sapore è buono", "bene" che dici "ma è tutto assolutamente giusto!" E quindi, eccoci qui a raccontare a chi interessa.

Partiamo dai ravioli di zucca. Per 4 persone, ossia circa 40 ravioli, ci vuole (ho scoperto poi, dopo aver abbondato assai troppo) mezza zucca grossa circa quanto un melone; due manciatone molto abbondanti di parmigiano; più o meno altrettanta mollica di pane raffermo passata in forno a 150 gradi per un dieci minuti; due uova; due etti di farina, più quella necessaria a infarinare il piano; spezie a piacere, io ho usato maggiorana, noce moscata e 4-grani-4 di pepe di Szechwan, che non so se in Italia si trova e sono tristissimo all’idea di non trovarlo; salvia fresca; burro; altro parmigiano.

Come fare il ripieno: taglia la zucca in 2-3 spicchi, copri la polpa con la carta d’argento e inforna a 220 gradi per una mezz’oretta. A quel punto sarà cotta ma, se ti sembra un po’ troppo umida, leva la carta, abbassa il forno a 120 gradi (esiste? Boh…) e asciuga pian piano. Nel frattempo, metti il pane precedentemente asciugato in forno in un robot da cucina (che do per scontato che tu abbia), frullalo a secco con le spezie. A zucca pronta, sbucciala e metti la polpa nel robot assieme al parmigiano e al pane frullato. Una volta che l’impasto è omogeneo, sei a posto. Io per prudenza terrei un po’ di pane da parte: se vedi che il composto è lento, puoi buttarcene dentro un po’.

Come fare la pasta: impasta uova e farina, poi fai una palla, avvolgila nella pellicola e mettila un’oretta in frigo. Tira la sfoglia nella macchinetta (che do per scontato che tu abbia) cercando di farla sottilina.

Come fare i ravioli: stendi una striscia di pasta , metti una pallocchetta di impasto grossa quanto una nocciola distanziando le pallocchette di circa un dito pollice. Inumidisci i bordi. Piega la pasta a metà a coprire il ripieno e premi bene fuori l’aria. Fin qui la teoria. La pratica gronda di lacrime e sangue: è quel momento in cui prendi atto che anche questo è bricolage e tu sei sempre stato negato, ma poi ti consoli pensando che i ravioli hanno quell’aria di fatto a mano che si capisce che Giovanni Rana non è passato per il tuo frigo. Taglia i ravioli con un coltellino (se non hai la rotellina fighetta che fa i merlettini), buttali in abbondante acqua bollente salata, tienceli fino a che non odorano di cotto (quando vengono a galla + qualche decina di secondi). A parte, avrai fatto andare abbondante burro e salvia in una pentolina. Scola i ravioli in una zuppiera calda, versaci su burro, salvia e parmigiano, mescola e levati la soddisfazione di sentire la tua amica riminese che solo un anno fa ti aveva umiliato con le sue tagliatelle fatte a mano dire "Ma sono venuti una MERAVIGLIA!!!"

Saltiamo a piè pari il secondo perché ho fatto solo il contorno, banali patate novelle arrosto, e parliamo del dessert. La mia amica aveva portato una torta di ricotta, io ho deciso di contribuire con una salsa di frutti di bosco di quasi imbarazzante semplicità: una busta di misto bosco surgelato buttata in pentola con un dito di vino rosso, un paio di cucchiaiate di zucchero e un cucchiaino di spezie miste per il vin brulè, che mi avevano appena regalato. OK, a volerle fare da soli, c’è dentro cannella, chiodi di garofano, scorza d’arancia e un affare che si chiama "allspice", sono grani simili a pepe. Bollire il tutto fino a che il vino (e il succo dei frutti) sciroppa e passa la paura.

Naturalmente, dall’esperimento "ravioli" mi sono avanzati due terzi della pasta (sì, perché avevo usato 5 uova e mezzo chilo di farina). Beh, riciclata oggi! Fatto le tagliatelle. Condite con un sugo fatto stracuocendo un paio di pezzi di coniglio con sedano, carota, cipolla, un po’ di funghi secchi, vino, qualche pomodoro pelato e un rametto di rosmarino. Un po’ prima di fine cottura, si sfalda la carne a botte di forchetta, si eliminano le ossa e si rimescola il tutto. Poi, zuppierona piena, dentro le tagliatelle scolate, su il sugo e il parmigiano, un po’ d’acqua di cottura e mescolare senza riserve. Buone pure queste. E anche quest’anno, niente tacchino!

Categorie:Uncategorized Tag:
  1. novembre 24, 2007 alle 09:37

    Non sono una grande fan della zucca però la salsina ai frutti di bosco,

  2. novembre 24, 2007 alle 09:38

    ..la copio ben volentieri.

  3. novembre 24, 2007 alle 10:37

    ce l’avrei pure la zucca nel frigo insieme alle proteine…

  4. novembre 24, 2007 alle 15:45

    MMMMMMMMMMMMMMM che buoni i ravioli di zucca! Li copio immantinente.
    Per dessert, oggi faccio i cannoli…
    B.al B. e cari abbracci per voi.
    Bye. L.

  5. novembre 24, 2007 alle 21:48

    katika: non discuto i gusti, ma la zucca valeva la pena
    expecting: è un segno del destino! Che poi, a parte la farina, è tutto proteico (ok, la zucca è dolce. Ok, il parmigiano contiene grassi. Ok, il burro pure. Vabbè, smetti ‘sta sfaccetta di dieta!)
    Lemny: miiii, ma i cannoli cannoli? Chiddi ca’ ricotta e i canditi?

  6. novembre 24, 2007 alle 22:33

    ma di mantiene la zucca per altri quattro giorni? perchè ‘sta c***o di dieta dura solo una settimana…. ormai sono al quarto giorno… oltre la metà, ormai la finisco! ma per festeggiare l’abbuffata di ravioli di zucca ci starebbe tutta

  7. novembre 25, 2007 alle 23:57

    Dipende da quanto tempo ce l’hai. Se la surgeli, magari…

  8. novembre 26, 2007 alle 08:35

    5 uova son tantissime!!!
    la ricetta della poverella me la faccio scrivere da mio marito così son sicura che è tutto perfetto..

  9. novembre 26, 2007 alle 09:04

    complimenti. (sbaaaaav). sono sicura che pigrazia l’hai conquistata a tavola. perchè, sappiatelo cari maschi frequenttaori del blog, un uomo che impasta la tagliatella o il raviolo a mano è un figo pazzesco. l’uomo che sa abbinare in un piatto profumi e sapori con gusto e intelliogenza ti sdraia più efficacemente di un bronzo di riace. che l’addominale a tartaruga sparisce con il biondo dei capelli, ma l’estro del cuoco è imperituro. e terribilmente sexy.

  10. novembre 26, 2007 alle 14:35

    tortadimele: in realtà puntavo a far avanzare pasta per le tagliatelle il giorno dopo. Quello che non pensavo è che per i ravioli ne bastasse meno della metà (ma le tagliatelle, ancorché molte, sono finite!)
    colpodicoda: perdonami il commento alla Zeus, ma non resisto. Il bronzo di Riace, oltre a non saper cucinare, è famoso per un altro problemuccio a cui l’addome scolpito difficilmente può supplire…

  11. novembre 26, 2007 alle 14:59

    oh ma son proprio contenta!!! è che quando le robe ti riescono bene bene ti senti gratificato all’ennesima puteeenz!
    oh, io il suggerimento del sugo di coniglio me lo acchiappo al volo eh…

  12. novembre 26, 2007 alle 15:37

    MoiSimplement: infatti, come si sarà capito dal tono, dopo camminavo a un metro da terra. Il sugo di coniglio è una gran dritta e ti funziona con quasi qualsiasi cosa: lepre, piccione, manzo, agnello… L’importante è mettere poco pomodoro e una cifra di sedano/cipolla/carota

  13. novembre 26, 2007 alle 19:26

    consiglio per la tagliatella:impastare uova e farina insieme a salvia tritata in abbondanza….poi per condire basta un po’ di pomodoro oppure burro /olio e parmigiano..

    stasera invece ho fatto: risotto con salsicce,patate,cipolla e un goccino di prugna. Perfezionabile ma buonissimo!!

  14. novembre 27, 2007 alle 13:10

    #10 del resto sono stati secoli e secoli nell’acqua gelida in fondo al mar, l’effetto gamberetto era inevitabile. certo che anch’io a forza di seguire il puppablog…

  15. novembre 27, 2007 alle 15:42

    tortadimele: alla prossima occasione, ora mi sa che per un po’ si cucinano cose banali. Le feste sono finite… 😦
    colpodicoda: “l’effetto gamberetto” è impagabile. D’altronde, una che ha una coda di balena per avatar non può che essere un’esperta di metafore marine

  16. novembre 27, 2007 alle 17:42

    qui non è mica festa…
    comnque visto che il marito latita, ti do’ un’idea della poverella: fai un aglio olio e peperoncino, ci aggiungi una manciata di pangrattato e spegni. Intanto sbatacchi le uova, ci aggiungi sale, (parmigiano) e poi fai esattamente quel che fai per la carbonara, perché anche qui l’effetto frittata non va bene
    quando la vicina Tsunami ci da le uova fresche per Enrico la mangiamo sempre (a Enrico le uova non piacciono, ci dobbiamo sacrificare)

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