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La neve…

Insomma, voi vedete la coltre bianca e siete felici. Vi ispira un senso di pace. Vi fa pensare al Natale, al calduccio di casa con il bianco manto fuori, a sci, palle di neve, slittini e pupazzi.

Una volta era così anche per me… Poi sono venuto qui. Ecco che cosa significa per me la neve adesso.

  • Dalla strada va via quasi subito. Si accumula sui marciapiedi, rendendo il tragitto a piedi "interessante"
  • La neve accumulata sui marciapiedi resta "bianco manto" per dieci minuti netti, poi, mercé il passaggio delle macchine che ci rivoltano su la fanghiglia dalla strada, diventa di un colore sporco e triste che sembra presa da un film di guerra
  • Dai marciapiedi, la neve cola. Intasa abbondantemente gli scarichi e forma delle pozze profonde trenta centimetri esattamente dove tu attraverseresti la strada (prima e dopo dovresti valicare un mucchio di neve alto un metro). Il primo giorno sprofondi nella pozza con tutto il piede, poi l’acqua ghiaccia ma continua ad avere l’aspetto liquido, per cui ti ci fai delle scivolate atroci
  • Le colate che si formano in punti dove tu non attraverseresti sono dove passano le macchine, a distanza tale dal marciapiede che, se le auto corrono un po’, ti fanno la doccia
  • Se la neve è tanta, le strade vengono pulite (beh, QUASI). Naturalmente, anche questa neve va a finire sui marciapiedi. Lì si vede se nei dintorni abita un signore di mezza età (una bella pista linda, pulita, larga, con il sale sul fondo) o un gruppo di studenti (un budellino largo quel tanto che basta a non farsi fare la multa ma assolutamente insufficiente alla deambulazione)
  • Un altro punto di accumulo della neve tolta dalle strade sono i (già pochi) parcheggi. Questo significa che esiste una legge non scritta per la quale chiunque abbia passato 2 ore a spalare neve da un posto macchina lo ritenga IL SUO e ci metta una sedia o altro oggetto atto a significare "parcheggia qui e ti faccio le gomme". La minaccia di solito viene attuata. Si unisca questo al fatto che certe strade diventano zona rimozione in caso di neve e il risultato è che, quando nevica, non si trova più un parcheggio manco a morire
  • In teoria siamo nel paese che dovrebbe essere più tutto del mondo: più preparato, più tecnologico, più bravo, più ricco eccetera. Inoltre, questa è una parte del paese dove, da fine novembre a fine aprile, è normale che possa nevicare. Spiegatemi perché allora un tetto su tre fa acqua appena ci si deposita un millimetro di neve. L’impresa edile non aveva previsto che potesse nevicare?
  • Ultimo ma non meno importante: nonostante a Boston ci sia neve per terra per almeno 60 giorni all’anno, per l’automobilista bostoniano la prima neve dell’anno è sempre come se fosse la prima della sua vita. Fai scendere due fiocchi e improvvisamente, anche se per strada siete tu e quello davanti a te, quello davanti a te andrà ostinatamente a dieci chilometri all’ora e inchioderà per un nonnulla

Si capirà perché ora, meno romanticamente, considero la neve solo una gran rottura di scatole

  1. dicembre 3, 2007 alle 21:45

    Comprendiamo e, silenziosi, rispettiamo il tuo dire. 😉
    B. al B.
    Bye. L.

  2. dicembre 3, 2007 alle 22:16

    Posso essere cattiva e molesta? Qui oggi la MINIMA era di 16 gradi. Cielo terso e leggera brezza marina;-).

  3. dicembre 3, 2007 alle 22:19

    Oh, vai tranquilla, dì pure… (TI ODIO!!!)

  4. dicembre 3, 2007 alle 22:28

    Fidati, in caso di neve te la passi meglio tu a Boston che noi qui a Milano…

  5. dicembre 3, 2007 alle 22:53

    Mi fido! A Milano ci ho abitato un anno e non sono molte le situazioni in cui mi sembra che si stia meglio lì che altrove!

  6. dicembre 3, 2007 alle 23:30

    Portacene un po’ qua! (quest’anno la temo anche io, perché ho scoperto che i miei stivaletti, dopo solo dieci anni di servizio continuato, si sono rotti)

  7. dicembre 4, 2007 alle 08:48

    E io che pensavo che fosse come nei film (tutto bianco, lucine di natale, bambini con i cappottini colorati che costruiscono il jackfrost, adulti che guidano i pickups disinvoltamente sulla neve candida e pulita, quasi profumata, musica natalizia di sottofondo). Sei virtualmente responsabile di una grande delusione e perciò vai punito. Pertanto, è con un certo malcelato sadismo che ti comunico che domenica a mezzogiorno qui c’erano 18 gradi e un sole quasi estivo. Ecco!

  8. dicembre 4, 2007 alle 09:23

    e “lui” che dice?

  9. dicembre 4, 2007 alle 12:04

    ti quoto in tutto… passata l’etàin cuii neve era=non andare a scuola, quando è arrivata l’età in cui neve= catene per andare a casa o uscire di casa, sta sulle balle anche a me…

  10. dicembre 4, 2007 alle 12:06

    concordo con te..anche se io..quando vedo la neve torno bambina per 2 minuti…:)
    poi inizio a sbraitare perchè non si cammina e bla bla bla

  11. dicembre 4, 2007 alle 14:46

    Katika: devi bruciare sulla stessa pira di Salvietta!
    Pillow: “ah-gù”
    Tortadimele: great minds think alike
    Superpomettomel: ma sì, due minuti di gioia passeggera non si negano a nessuno, in fondo me li sparo anche io

  12. dicembre 4, 2007 alle 15:37

    La iettatura transatlantica funziona! Niente fiamme ma gran temporale. E siccome comm barbarea, natalea….

  13. dicembre 4, 2007 alle 15:49

    a parte che questo prendersela con gli studenti che fanno il budellino… qui e’ un freddo cane io sto in una casa mediterran-sudamericana che ne sappiamo di spalare la neve, mi ci sono fatta venire i dolori alla schiena l’anno scorso per far star su il muretto di neve… ‘sti precisini mai contenti! :p
    a parte cio’, dicevo, concordo su tutto. e’ freddissimo, barateve in casa!!!!!

  14. dicembre 4, 2007 alle 16:08

    sullepunte: OK, la tua inesperienza con la tassa bianca si può giustificare, ma uno del minnesota dovrebbe avere un po’ meno scuse, no?

  15. dicembre 4, 2007 alle 19:57

    accidenti che complimentone!

  16. dicembre 4, 2007 alle 22:43

    Fa così freddo a Boston?

    Io la neve la detesto: sono figlio maschio, praticamente unico (mia sorella è sposata), di madre vedova con cortile immenso dove ho il garage del furgone del lavoro, e vialetto lunghissimo per garage dove ho la macchina. Se la sera e la notte nevica, significa che devo alzarmi alla cinque a spalare la neve per potere andare a lavorare. Una tragedia.

  17. dicembre 4, 2007 alle 22:51

    Wayne: non mi è ancora capitato di dovermi alzare alle 5 per spalare la neve (ho preso una trazione integrale proprio per evitare, se possibile). Di sicuro mi è capitato di abbattere a palate un muro di neve di un metro per due (in profondità) per uscire con la macchina alle dieci di sera per disperazione, visto che erano 30 ore che Pigrazia e io eravamo chiusi in una stanza di un residence. Comunque sì, fa così freddo. I meno 25 li ho visti e sentiti!

  18. dicembre 5, 2007 alle 07:27

    lo dice anche una canzone che a Boston c’è la neve

  19. dicembre 5, 2007 alle 08:09

    boston, con me sfondi una porta aperta: la neve è splendida se sei in vacanza a cortina a sorseggiare cognac davanti al caminetto. per il resto, è uno scassamento di marons incredibile.

  20. dicembre 5, 2007 alle 08:20

    Ho sempre pensato che il Canada fosse più avanti: ora ne ho la conferma. Non ho ricordi così tremendi della neve, a parte qualche livido sulle chiappe dovuto al ghiaccio sui marciapiedi. Forse, però, un inverno è troppo poco per stancarsi delle neve che sparisce ad aprile e dei meno 25..

  21. dicembre 5, 2007 alle 13:20

    tortadimele: quale?
    colpodicoda: stesso commento che per tortadimele al numero 11 😉
    sunflower: confermo anche io, in Canada SONO più avanti che qui. Purtroppo, anche il dollaro canadese si è adeguato!

  22. dicembre 5, 2007 alle 14:15

    non credo sia il tuo genere, non sono gli Who. E non è nemmeno una delle migliori canzoni dell’interessato. Comunque non è difficile da scoprire

  23. dicembre 5, 2007 alle 15:09

    tortadimele: posso sempre contare su Pigrazia per turare le falle della mia ‘gnuranza! “Dolce Italia” di Eugenio Finardi

  24. dicembre 5, 2007 alle 15:11

    x torta: effettivamente non è il suo genere, gli ho appena citato la canzone ed è sceso dalle nuvole.
    ha una conoscenza enciclopedica della musica angloamericana, ma quel che succedeva in Italia nei suoi anni non ha quasi idea.
    Pensa che ieri gli ho detto che aveva appena scoperto che Roma Spogliata di Barbarossa aveva già 25 anni e lui mi ha detto: “non l’ho mai sentita!” Oddio, Barbarossa non sarà ganzo come gli Who, ma come fai a non averla mai nemmeno ascoltata di striscio, se a quell’epoca avevi 17 anni???

  25. dicembre 5, 2007 alle 15:36

    Basta che a 17 anni ti piacessero MOLTO di più Talking Heads, Dire Straits e Devo, ad esempio

  26. dicembre 5, 2007 alle 16:21

    # 24 pigrazia, mi sa che il maschio della specie ha il timpano selettivo. possiede una membrana che si solleva quando l’onda sonora reca messaggi non graditi. il mio nonconsorte ha delle paratie che manco il mose, basta nominare diamanti, suocera, e aspirapolvere.

  27. dicembre 5, 2007 alle 20:25

    @pigrazia: sono sempre essere inferiori….

  28. dicembre 5, 2007 alle 20:32

    torta e colpodicoda: concordo!
    E a proposito di colpodicoda, concordo pure con Rita: dovresti aprire un blog! È sempre un piacere leggere quello che scrivi, peccato che il piacere sia breve come un commento…

  29. dicembre 5, 2007 alle 21:51

    mi correggo: esserI, prima che il precise Bostoniano mi corregga

    e comunque…Luca Barbarossa non è quanto di meglio offra la discografia mondiale, ma non è malaccio, e quella come prima canzone era carina
    e poi Dolce Italia non è il meglio di Finardi, ma negli anni 70 era un grande, e non si può mica essere così esterofili!!! Tu tra l’altro negli anni 70 avevi anche quasi un’età per ascoltare la musica, quindi niente scuse!

  30. dicembre 5, 2007 alle 21:52

    e comunque: basta scrivere “a Boston c’è la neve” su Google e si scopre anche senza la suggeritrice

  31. dicembre 5, 2007 alle 22:01

    Certo che c’era bella musica in Italia negli anni 70: Banco del Mutuo Soccorso, Area, PFM, primo Pino Daniele, QUEL Dalla… Ma i cantautori NO, non potete proprio chiedermelo. Al più hanno scritto qualche bella POESIA con qualche accordo dietro, ma (tranne episodiche eccezioni) non me la chiamate musica. E comunque parlo di gente come Guccini e De André, non di altri

    Bostoniano l’Inflessibile

  32. dicembre 5, 2007 alle 22:10

    ehm veramente anche Dalla era un cantautore… QUEL Dalla…definizione che ti assicuro non so quanto piacere farebbe a Finardi…
    per il resto:HA!

  33. dicembre 5, 2007 alle 22:35

    Che c’entra, anche Pino Daniele era un cantautore (perfino QUEL Pino Daniele). Ma è chiaro che per “cantautore” al dispregiativo intendo baglionidegregorivendittieccecc. E se la categorizzazione non piace al Finardi… Sorry. Neanche a me piace lui, in fondo!
    “Ma a te piacciono solo cose estere e complicate”
    No. A me piace Rino Gaetano. Estero? Complicato? No. Fico? Sì.

  34. dicembre 6, 2007 alle 02:50

    Oh, dimenticavo: Gaber. Jannacci. Bennato (fino a Burattino senza fili).

  35. dicembre 6, 2007 alle 08:13

    a me piace quello che piace a te, solo che mi piace anche dell’altro..
    ps grazie per la visita, io i 35 però li ho già passati…

  36. dicembre 6, 2007 alle 15:46

    rigrazie

  37. dicembre 10, 2007 alle 07:43

    Venitelo a dire a me della neve… Paesino a 1200 m, casa sulla stradina che porta all’asilo. Quando passa lo spazzaneve crea un muro di neve che è oggetto di studio degli ingegneri cinesi. Poi ghiaccia e bisogna distruggerlo col piccone.
    Saluti da Brontolo.

  38. dicembre 10, 2007 alle 15:56

    Ciao, Brontolo

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