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Inverno

Freddo, il mondo là fuori
cielo tersissimo, aria secca
un sole splendente, che urla
"Io sono potente"
ma lo urla dietro un vetro, qui a meno quattordici non si sente

Freddo, il mondo là fuori
e gli alberi spogli
la neve, un abbacinante
guscio di sporca plastica bianca
interrotto qua e là da erba secca che occhieggia, e terra brulla

Freddo, il mondo là fuori
freddo che conosco poco
che mi entra nelle ossa
nell’anima
e nella serratura della mia portiera, bloccandola un’altra volta per venti minuti

E vaffanculo!

  1. gennaio 3, 2008 alle 19:01

    Uah uah uah! Ragazzo, tu sei un mito!

  2. gennaio 3, 2008 alle 19:14

    mi fai morire 😀 😀 😀

  3. gennaio 3, 2008 alle 20:05

    Anche a Milano oggi nevica. A me però il freddo piace e ti dirò mi fa pure bene. A Natale sono andata a Palermo dai miei e quella temperatura mite da finta primavera mi ha fatto venire una tosse fastidiosa che mi è passata non appena sono tornata al freddo di Milano. Il freddo conserva meglio, coraggio.
    Caroline

  4. gennaio 3, 2008 alle 21:20

    Un plauso per il vate!
    Qui piove, ma c’è un’umidità tremenda, la temperatura non scende sotto i 15 gradi.
    E i mandorli stanno per fiorire…

  5. gennaio 3, 2008 alle 22:38

    Nevica anche qui. Bostoniano, musicista, blogger e financo poeta? Ma quante ne sai? 😀

  6. gennaio 4, 2008 alle 02:06

    katika: ma dai…
    cilidif: ma dai…
    caroline: ti piace il freddo? E ti trovi meglio a Milano che a Palermo? Parliamone… 😉 (comunque, qui non nevica. Fa solo un accidente di freddo)
    Salvietta: ah, i mandorli in fiore… E comunque: ma dai…
    Viperavenerea: ne so un pochino moltissime ma davvero bene nessuna. In ogni caso: ma dai…

  7. gennaio 4, 2008 alle 03:17

    katika: se lo chiami ragazzo me lo fai morire dall’eccitazione. Sai, a una certa età il cuore è debole…
    Caroline: il freddo conserva meglio, eh? forse per questo qualche anno fa ha deciso il grande salto oltreoceano. IO però ero giovane, non ne avevo bisogno, uffa! 😦
    Vipera: ne mancano due fondamentali: cuoco (ha anche lavorato in un ristorante, sai?) e scassacazzi. Per me quest’uomo è ancora una scoperta continua. Però ho iniziato a considerarlo solo dopo che ho visto casa sua: un bordello inenarrabile! Fino a quel momento lo credevo la reincarnazione completa del Furio verdoniano. Ora mi diverto a scoprire le molteplici variazioni sul tema

  8. gennaio 4, 2008 alle 07:30

    hai ragione, il vero freddo maiale, quello bastardissimo, ti entra proprio nel pensiero, ti stritola. e poi ti sigilla la macchina, sto gran figlio de na perturbazione.

  9. gennaio 4, 2008 alle 08:00

    Basta un po’ di alcool (denaturato, che non si dica sempre) sulla chiave.
    Pigrazia, spiega un po’ questa cosa di Furio per favore. E’ davvero così precisini?

  10. gennaio 4, 2008 alle 13:48

    In effetti, quando ci vuole ci vuole. Anche in una poesia.

  11. gennaio 4, 2008 alle 15:02

    Colpodicoda: il mio capo (un metro e novanta e dispari di stampellone scoordinato) mi ha detto che sono settimane che lui entra nella sua macchina dalle portiere dietro. Vorrei proprio vederlo mentre lo fa
    mintossicobirra: il punto è che non è la serratura che non gira (la macchina si apre, e poi uso il telecomando) ma il blocco che non scatta quando poi chiudo la portiera. Comunque, facciamo un bel distinguo: io non sono precisino. È che ci sono dei momenti in cui le cose sono bianche o nere o di una ben definita sfumatura di grigio, non la sfumatura accanto, proprio quella, altrimenti non è chiaro, uno potrebbe anche riderci su ma non è affatto divertente perché la cosa va inquadrata nel contesto di quella sfumatura precisa e non di un’altra simile ma non identica e… Sì, sono precisino. Anche se poi so passare sopra a una chitarra scordata quando è il caso, tanto per riallacciarmi a certi discorsi fatti a casa di Wayne.
    MT: Vero? E andiamo…

  12. gennaio 4, 2008 alle 20:00

    È precisino, è precisino…;-)

  13. gennaio 4, 2008 alle 20:55

    MT: zitta, tu! Pensa alla Candy…

  14. gennaio 4, 2008 alle 21:07

    Ma è un misto di invidia/ammirazione e senso di perenne inferiorità nei confronti di precisini come voi. Sai com’è, scatta immediatamente l’ansia da prestazione di fronte a modelli irraggiungibili…Chiedi alla Candy…

  15. gennaio 4, 2008 alle 21:14

    MT: ma dai…

  16. gennaio 5, 2008 alle 07:14

    bostonià, la Shaddamobile ha dato forfait allo stesso modo il 30 dicembre, ed ero a Verona.. pazientare, utilizzare mantra e farsi aiutare da amichetto a prendere a spallate le portiere ^__^
    domanda da profana: nello stabile dove abiti non esiste una rimessa auto? almeno ti eviti lo sproloquio libero tutte le mattine -___-

  17. gennaio 5, 2008 alle 14:13

    Shade: no, niente rimessa. La casa ha un driveway scoperto al quale, in ogni caso, non abbiamo diritto d’accesso se non in situazioni di emergenza. La padellata la devo ancora provare, ma questa volta particolare purtroppo ero già partito. Ho aperto lo sportello per pagare l’autostrada (il vetro si è rifiutato tassativamente di scendere) e non si è più chiuso fino a che il riscaldamento a palla non lo ha convinto.

  18. gennaio 5, 2008 alle 14:15

    Dimenticavo: sentendomi molto furbo, per evitare la manfrina sotto casa ero entrato dalla portiera del passeggero. Di solito, dopo dieci minuti anche quella del conducente si sgela, ma quella volta evidentemente ancora no!

  19. gennaio 5, 2008 alle 15:02

    Io li vorrei sentire gli esattissimi, puntualissimi, miratissimi, ponderatissimi epiteti che Mr. Precisino deve aver indirizzato al Dio Supremo del Tempo Atmosferico dal decimo al ventesimo minuto.

    (Pigrazia, la Donna Che Sapeva Troppo. Oh, se vuoi vuotare il sacco mandami un pivvittì che lo pubblico sul blogghe mio e della Nina, eheheh).

    Rita

    (Bost, prego notare che di tutti i post che ho ritrovato al mio ritorno ti ho commentato SOLO e UNICAMENTE l’unico che non parlasse di cibo) 😀

  20. gennaio 6, 2008 alle 17:26

    ho trovato questa qui

  21. gennaio 7, 2008 alle 11:19

    Ah, riconosco l’influenza stilistica del mio poeta preferito: l’Oreglio zelighiano. Complimenti!! 🙂

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