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Questa poi…

Volete imbrogliarvi la lingua già solo leggendo una pagina a mente?

Andate su questa pagina (chissà perché da altre parti del sito il giochino non c’è)

In alto a destra, piccolo piccolo, c’è un link con scritto "Welsh". Fateci su clic. Poi ditemi se secondo voi non è la trascrizione fedele di un attacco d’asma…

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  1. gennaio 11, 2008 alle 07:44

    Spettacolo….

    pensa se lo facessero in Italia: dovrebbero mettere il sardo, il napoletano, il bergamasco, il pugliese, lo romano, il maceratese, ecc ecc. … fico.

  2. gennaio 11, 2008 alle 08:10

    ussignur, ma le vocali gliele fanno pagare come alla ruota della fortuna?

  3. gennaio 11, 2008 alle 08:12

    No, ma fichissimo!!!

    Oh, m’hai fatto venire in mente il mio interrail irlandese post maturità.
    Chiedo a degli autoctoni indicazioni sul porto di Dublino.
    Che si scrive Dun Laoghaire.
    Dopo mezz’ora di comunicazione fra primati mi rispondono aaah, ma intendi Donlerì!
    Li mando a quel paese.

    Rita

  4. gennaio 11, 2008 alle 12:02

    Il post preceednte e questo hanno una certa affinità.
    Potresti prendere spunto dal Welsh in alto a destra per mettere un link Davide che consenta di leggere il blog in Davidese.
    O trascrivere i versi di Davide e spacciarli per una lingua credibile: chessò, un dialetto africano.
    Tutti ammirerebbero il tuo sfoggio di cultura e noi in futuro potremmo chiedere a Davide che cosa voleva dirci quel famoso giorno…

  5. gennaio 11, 2008 alle 12:15

    No, non è come dici tu… S’è sicuramente rotta la tastiera del programmatore…
    A proposito: Mi dai una email a cui scriverti che devo chiederti una cosa in privato?

  6. gennaio 11, 2008 alle 12:28

    Ah, ecco cosa cercava di fare Davide ieri!!!

  7. gennaio 11, 2008 alle 12:55

    beth yw hwn?

  8. gennaio 11, 2008 alle 13:08

    che secondo me i Gallesi per scrivere in quel modo dimostrano di avere i denti scapsulati, prob hanno anche loro dei dentisti abusivi

  9. gennaio 11, 2008 alle 13:23

    quanto mondo interessante ci riveli, Bostonia’…….

    e comunque, m’è passato il catarro, per leggerlo……

  10. gennaio 11, 2008 alle 13:43

    Per scrivere il gaelico basta schiacciare la tastiera a palmo aperto.
    #2 Coda: battuta formidabile!

  11. gennaio 11, 2008 alle 15:00

    Io preferisco il gaelico ma vivendo in Scozia sono un po’ di parte.

    Il welsh, tuttavia, ha acquisito lo status di lingua ufficiale e come tale ogni servizio britannico deve essere offerto sia in inglese che in welsh.
    Gli scozzesi non riescono a farsene una ragione 😛

  12. gennaio 11, 2008 alle 16:25

    gattosecco: esistono delle wikipedia in dialetto che sono un capolavoro
    colpodicoda: invece ho notato che regalano le w e le y
    Rita: conosco, conosco! A Dun Laoghaire (che ha pure un cavolo d’accento da qualche parte, mi sa) c’era la sede europea della mia ex azienda e ci sono stato. Ma il buffo era quando avevi a che fare con i project manager della sede: stai lì a guardare terrorizzato il nome “Siobhan”, sai che devi telefonarle e ti chiedi da che parte si inizia a leggere. Poi la chiami, lei risponde con “This is ‘Scivòn'” e tu pensi: ma vaffanculo, tutte ‘ste storie e ti chiami praticamente Giovanna?
    Pigrazia: si può fare. Metto un link che passa la pagina per il traduttore di Google e lo imposto su Klingon
    Fiodor: fatto
    katika: c’è voluta un po’ di ricerca, ma finalmente lo abbiamo capito
    salvietta: sicuramente, ma mai prima dei pasti
    gattosecco: forse ha più a che fare con il rugby amatoriale e la risoluzione di vertenze da pub
    pillow: allora lo brevetto!
    mintossicobirra: mica così facile, devi prendere proprio il gruppo di tasti giusto. Non sia mai ti scappasse una “a”…
    Esp3ria: già il fatto che tu sia in grado di distinguere fra gallese e gaelico ti pone a un livello totalmente “altro” rispetto a questa conversazione. Possiamo solo osservarti meravigliati dal nostro abisso di becera ignoranza…

  13. gennaio 11, 2008 alle 16:41

    Hehe, non esageriamo adesso. Qui ci sono programmi televisi in gaelico con sottotitoli in inglese, sono guardabili ( almeno per un paio di minuti) e ti danno l’idea di come suona la lingua. Il welsh l’ho sentito molto di meno, principalmente su programmi inglesi.

    C’e’ pero’ una parola welsh molto facile che sembra uno spiraglio di buon senso in quel groviglio di consonanti:
    Nos da= Buona notte 🙂

  14. gennaio 11, 2008 alle 20:58

    il caso vuole che abbia appena studiato un paragrafo del mio libro (Introduzione alla linguistica storica) in preparazione all’esame di Glottologia…che parlava proprio del Welsh! Pensa un po’…
    Comunque dato che al momento sono informata, vorrei spezzare una lancia anche a favore dell’Etrusco, lingua autoctona centro italiana, le cui uniche due testimonianze VERAMENTE certe sono: i numeri da uno a sei scritti su un dado (ma non sappiamo a cosa corrisponde cosa) e ECA MUTNA VELTHURUS STALANES LARISALISLA. Iscrizione funebre.
    No, per dire.

  15. gennaio 11, 2008 alle 21:27

    La piega della discussione si sta facendo coltissima. Può “Sao ke kelle terre” essere molto lontano?

  16. gennaio 11, 2008 alle 21:55

    meraviglia… vorrei anche fare un grosso in bocca al lupo a “cilidif”… ai miei tempi Glottologia era un gran bell’esame… ma il migliore era Filologia, di cui ancora ricordo la frase in Runico “Flagda Faikinar Ist magoR minas staina daR faihido” … mamma miaaa!

  17. gennaio 11, 2008 alle 23:04

    Voi mi fate paura! Ma veramente io vi guardo dall’abisso “della mia becera ignoranza” come dice il maestro boston! Io per l’esame di filologia germanica ho dovuto studiare il gotico ma per quanto mi sforzi di scavare nella memoria per contribuire con qualche citazione ad effetto, il risultato è il nulla. Però potrei parlarvi della I e della II mutazione consonantica. Va bene uguale?

  18. gennaio 11, 2008 alle 23:53

    Oddio la chiamano anche Mutazione? Io la conosco come Rotazione consonantica 1 (Legge di Grimm)/rotazione consonantica 2 (legge di nessuno perché è una cosa inutile..).
    Grazie dell’in bocca al lupo. L’ateneo pisano è patria di grandi glottologi e perfidi esaminatori…….
    aiuto!!

  19. gennaio 12, 2008 alle 00:38

    Allora io butto un “Hwæt. We Gardena in geardagum, þeodcyninga, þrym gefrunon, hu ða æþelingas ellen fremedon” ma non vado oltre perché non son o del tutto preciso. E la Toscana è roccaforte di chomskiani, indi per cui io linguisticamente parlando ci vado a nozze.

  20. gennaio 12, 2008 alle 03:14

    “If they are calling on their God against us, though they bear
    no arms, they still fight us by pursuing us
    with hostile prayers”.
    (The Heathen King Aethelfrith refering to the Christianity of
    Welsh monks)

  21. gennaio 12, 2008 alle 07:09

    Wayne: Beowulf?

  22. gennaio 12, 2008 alle 07:13

    Cilidif: quando l’ho studiata io la chiamavano così, mutazione. Ma non ti preoccupare, è la stessa cosa.Vai tranquilla, è un’esame che dà soddisfazioni.

  23. gennaio 12, 2008 alle 09:00

    Sì, Beowulf. Anche io comunque l’ho sempre sentita come rotazione (anche perché rende meglio l’idea: “mutazione” fa pensare alle affricate che si trasformano in rane).

  24. gennaio 12, 2008 alle 13:48

    #10 mint! mi commuovi. senti, visto l’andazzo qui mi sento una merdaccia, perchè non ci facciamo una frittatona di cipolla, un paio di moretti da litro e poi gara di rutto libero?
    scusa boston se abbasso il livello…

  25. gennaio 12, 2008 alle 14:04

    no no aspettate! Ok che è bella la Glottologia, ma anch’io voglio partecipare alla frittatona…del resto bisognerà puR godersi i piaceri della vita! 😀

  26. gennaio 12, 2008 alle 15:02

    Vengo anch’io, vengo anch’io! I rutti liberi sono la mia specialità, soprattutto dopo il filoncino con provolone e mortadella e birra raffo. Oh.

  27. gennaio 12, 2008 alle 15:04

    E poi a mechemmefrega? mutazione, rotazione: ma la chiamassero come cazzarola vogliono! E ora datemi la birra!

  28. gennaio 12, 2008 alle 17:06

    Avete finito? Posso tornare? No, perché se no attacco con le lingue camitiche e la yamatologia. Ne so pochissimo, ma dovrebbe bastare a recuperare un po’ di autostima…

  29. gennaio 12, 2008 alle 17:13

    volevo appiccicarla ma non ci riesco…a me i rutti non vengono bene, ma posso migliorare, ho solo vent’anni!sono piccola ancora per queste cose.. 😀

  30. gennaio 12, 2008 alle 18:17

    Con i rutti io so cantare il Nessun Dorma, Amami Alfredo, With A Little Help From My Friends nella versione di Jow Cocker, Innocent When You Dream di Tom Waits, e Autumn In New York. Ma credo di poter improvvisare anche molte altre canzoni.

  31. gennaio 12, 2008 alle 20:25

    Wayne: a me viene mica male il Don Giovanni, la scena in cui arriva il fantasma del Commendatore (basso) e canta “Dooooooon Giovaaaaaaaaaanniiiiii a cenar teeeeeecooooooo
    m’invitaaaaaaastiiiiiii e son venuuuuuuutoooooooo”
    cilidif: così ci piace. Meno glottologia e più controllo d’epiglottide.

  32. gennaio 12, 2008 alle 21:56

    ehi ehi… anche io voglio venire alla serata frittata+rutto… non lasciatemi quiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

  33. gennaio 12, 2008 alle 23:59

    OK, la cosa sta prendendo una piega tale che non possiamo limitarci alla frittata. Direi: organizziamo una bella Genovese (piatto napoletano: si cuociono lungamente cipolle e un pezzo di carne e alla fine si condisce la pasta con il risultato) o una zuppa di cipolle (ho una ricetta io che ALTRO che quella francese, HA HA HA!), bene per la frittata, magari un po’ di bruschette, un bel gulash… Birra a volontà e POI gara di rutti.

  34. gennaio 13, 2008 alle 00:30

    guarda che ti prendo in parola… la prox estate pensavamo giusto di passare per Boston e dintorni + sud est canadese… 😉

  35. gennaio 13, 2008 alle 01:18

    D’estate, dici? Beh, d’estate magari ci limitiamo davvero alla frittata, se no si schiatta prima di arrivare ai rutti…

  36. gennaio 13, 2008 alle 11:48

    beh, purtroppo il periodo in cui possiamo prendere ferie + lunghe è l’estate… ma se dici che Boston è meglio vederla… che so? in primavera? magari ci organizziamo per Pasqua 😀

  37. gennaio 14, 2008 alle 07:23

    ma allora siete umani! alè, un rutto ci unirà.

  38. gennaio 14, 2008 alle 15:23

    Vabbè, vi cito il fratello della Nina che è una specie di nume tutelare della materia rutti:

    Fratellonina: “BUU-U-U-UUURP!!!”
    Mammanina: “Ma… ma…!
    Fratellonina (facendo una faccia rammaricata tale per cui tutti si aspettano che stia per chiedere scusa): “Nooooo! Se lo facevo ieri vincevo!”

    Rita

    (PS: e comunque Calvin rulez in questo ambito, you know Bostie…)

  39. gennaio 14, 2008 alle 15:34

    E come no?

    Calvin: BU-HURRRR-PPPPP!!!
    PapàCalvin: “Calvin!!! What do you have to say?”
    Calvin: “Great diaphragm control, eh?”

  40. gennaio 14, 2008 alle 15:35

    Ma più che altro: vogliamo parlare delle facce che fa quando rutta?

  41. gennaio 14, 2008 alle 15:40

    Calvin è Il Più Grande.

    (Quella in cui la madre gli dice: “Calvin! Come si dice…?”
    e lui: “‘Ehi, questo deve avere avuto un sapore migliore scendendo che salendo!’…”
    “CALVIN!”
    “‘Dev’esserci un tir in avvicinamento’…”
    (Questa è più bella in inglese): “Three strikes and you’re history, kid.”
    “Sorry…”)

    (Basta, guarda, io delle perle di quel fumetto potrei andare avanti a parlare tutto il giorno…)

    Rita

  42. gennaio 14, 2008 alle 15:58

    Meglio di no, Rita: anche io. E sono bene armato, l’opera omnia è qui a un braccio di distanza dalla mia tastiera

  43. gennaio 14, 2008 alle 16:10

    (Okay, saremo condannati a farci venire in mente nuove irresistibili strisce tutto il giorno e a non poterne parlare. Destino crudele).

    😀

    Rita

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