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2 bastardi…

18.40
– Ciao, allora ti va di prendere e farci una scappata aperitiva da Bukowski’s Tavern?
– Uff, ma Davide deve mangiare, va cambiato, mi devo cambiare, ho i capelli per aria… No, mi deprimo
– Scusa, ma che te frega? Lo sai qual è il livello medio del frequentatore del Bukowski’s
– Ma se facessimo tipo dopo cena?
– Di venerdì sera? Lo sai che diventa un casino e pompano la musica…
– No, ja, facciamo di no. Fammi andare, dai…
– Uffa, vabbè

19.00
– Ciao, ti ho lasciato abbastanza tempo per ripensarci?
– Uffa, ma no, ma non lo so, ma ormai è tardi… Dove sei?
– Western Avenue. Una ventina di minuti ancora
– Non so. Boh. Vieni a casa e poi vediamo. Devo andare, sta mangiando

19.20
– Allora?
– Boh, lui ha finito. Mettigli i pantaloni
– Ma ha quelli della tuta!
– No, fa freddo, non vanno bene, poi no, mettigli i pantaloni
– Ma allora si va?
– Sì, ma mettigli i pantaloni

20.00
– Ordina un altro sacchetto di patatine, guarda com’è piccolo
– Meno male che abbiamo trovato il tavolino alto. Ahh, che bello… Pare incredibile quanto una cosa tipo venti minuti a prendere una birra sia diventata un fatto di stato
– Già. Però è vero, ‘ste cose vanno fatte, se no uno finisce a viverlo solo come un peso, ‘sto povero bambino
– E poi a me diverte troppo che da grande potrà dire che quegli scemi dei suoi genitori lo portavano al pub unsaccalternativo. Io non posso dirlo, tu?
– Neanche io
– Un’altra birra?
– No, mi sa di no, lui sta un po’ infastidito…

20.10
– Guarda se quella cretina si gira, che non riesco a chiedere il conto…
– Ehi… si sta addormentando!
– Davvero? Che facciamo se si addormenta?
– …
– …
– He he he!
– He he he he he! Che due bastardi!
– Mi faccio portare il menu? A me quell’odore di griglia mi aveva messo fame…
– Sì, sì, sì, ma si deve addormentare sul serio
– OK, reclina il passeggino. Dagli il ciuccio, facciamogli due carezze…
– Oooooh, questo piccolino che vuol fare tanta nanna…

21.00
– Che culo!
– Davvero, sembra nulla ma è stata una bellissima serata.
– Fantastica. Poi guarda, non c’è più una nuvola. Sarebbe stato un peccato
– Piccolo, guarda come dorme…
– Anche tu ti senti stronza?
– Sì… ma felice… e stronza perché mi sento felice
– Dovremmo farlo più spesso.
– Già!

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  1. gennaio 12, 2008 alle 17:36

    ha!!Prima!
    scherzi a parte..wow…anche i miei mi portavano sempre al ristorante quand’ero piccola piccola…

  2. gennaio 12, 2008 alle 17:38

    va là, ma che dici? questo non è essere stronzi è far adeguare il bimbo alla vita! 😉

  3. gennaio 12, 2008 alle 20:21

    cilidif: qui il giochino del primo commentatore non è in auge. Non sono una blogstar… 🙂
    freesia: grazie, ditecelo in molti che così ci passa la coscienza nera

  4. gennaio 12, 2008 alle 22:06

    chapeau! che meraviglia! è da poco che commento sul tuo blog e forse non sai, di me, che sono sposata e non ho (ancora) figli perché penso, penso e ripenso a come può essere, non essere, dovrebbe essere, a quanta paura mi fa e non mi fa, a quanto sarebbe giusto o meno giusto averne… e quando leggo post così mi dico “è così che deve/dovrebbe essere”… e allora bravi, bravi e ancora bravi… e un abbraccio fortissimo. Ho letto questo post a mio marito… e a entrambi sono venuti gli occhi lucidi e abbiamo riso… e in questo istante penso che un giorno vorrò scrivere anche io un post così… chissà quanto dura un istante…

  5. gennaio 12, 2008 alle 22:07

    Bellissimo 🙂
    è successo un paio di volte anche a noi. all’inizio. [poi mai più -:D]

    ipazia

  6. gennaio 12, 2008 alle 23:04

    Ma quali bastardi. Da 1 a 10 siete teneri 351 ! (non fattoriale, 351 e basta 😉 )
    Bye. L.

  7. gennaio 13, 2008 alle 00:51

    Lamorachevola: a parte tutto, credo molto in quello che è uscito fuori nel dialogo, cioè che, anche se è difficile, è importantissimo fare queste cose. Aiuta a rendersi conto che sì, la tua vita è cambiata, ma non è vero che i figli ti levano qualcosa. Sei solo tu a farlo.
    Ipazia: allora ci sta dicendo meglio a noi. Tutto sommato, un paio di volte al mese la sera qualcosa di non esagerato riusciamo a farla.
    Lemny: ormai qui si sospetta fortemente che tu sia sicula e abbia a che fare con la matematica a livello non proprio banale. Quando apri un blogghettino e ci spieghi per bene?

  8. gennaio 13, 2008 alle 00:54

    Ma no che non siete bastardi. Lui dormiva, che male c’è?

  9. gennaio 13, 2008 alle 10:08

    Carissimi, indovinato in pieno! Non apro un blog xkè, se con i numeri non ho problemi, un foglio bianco davanti, x quanto elettronico, mi mette l’ansia. Ergo solo commenti.
    n! baci al batuffolo e carissimi saluti x voi.
    Bye. L.

  10. gennaio 13, 2008 alle 10:22

    Ma oltre alle patatine fritte gli avete dato almeno una birra a quel povero bambino? No, vero? Ecco perchè vi sentite in colpa!

  11. gennaio 13, 2008 alle 10:26

    Katika, tu devi essere il genere di insegnante che quando andavo a scuola io, se ti avessi avuta, o mi avresti fatto crescere meglio, oppure mi avresti rovinato del tutto.

  12. gennaio 13, 2008 alle 11:27

    Io trovo che abbiate compiuto un atto di profonda crudeltà.
    Insomma, farvi portare la carne alla griglia mentre dormiva e non offrirgliene neanche un pezzettino!

    😀

    Rita

    (PS: vorrei che sapeste che SOLO ED ESCLUSIVAMENTE la futura pubblicazione di post come questo, che testimonino la possibilità di fare ‘ste cose anche post-figlio, mi spingerà un domani a prendere in considerazione l’idea di farne uno.
    In pratica l’incremento demografico nazionale è nelle vostre mani).

  13. gennaio 13, 2008 alle 11:58

    Dopo mesi e mesi di lettura del blog provenendo da Elasti (o da Giusy,dipende),finalmente ho scacciato il bradipo che è in me….
    Si insomma,t’ho linkato,ecco!

    Per quanto riguarda il post:avete fatto benissimo…anche perchè due genitori felici sono due bravi genitori!

    Però,certo….un pezzetto della carne potevate pure darglielo! 😉

  14. gennaio 13, 2008 alle 12:40

    è giusto che il cucciolo si goda la vita sin dall’inizio!!ed è giusto che voi continuiate a farlo, anche con lui!

  15. gennaio 13, 2008 alle 13:05

    L’importante è che non gli abbiate messo l’aperitivo nel biberon, per il resto tutto bene. (Ieri ero a mangiare fuori, e c’era la proprietaria che girava dietro il bancone con la figlia di pochi mesi in quella specie di marsupio, sai, quello che ti attacchi il bambino davanti.)

  16. gennaio 13, 2008 alle 14:00

    Uèin: tu sei il genere di studente che , se fossi stato alunno mio, mi avrebbe dato grandi soddisfazioni o mi avrebbe distrutto completamente. In ogni caso non ci saremmo stati indifferenti.

  17. gennaio 13, 2008 alle 14:34

    Non siete stronzi, avete fatto bene ad approfittare della situazione.
    Un bimbo piccolo non può diventare “invalidante” e mi pare che il Bostonano collabori, no?

    Poi, se Davide impara a dormire anche in situazioni che non siano di silenzio assoluto, buio pesto ed eliminazione fisica di chiunque produca suoni appena al si sopra della soglia dell’udibile, potrete godere di altre serate sia in casa che fuori senza farvi tante menate.
    Zia Esse.

  18. gennaio 13, 2008 alle 14:54

    E poi se volete potete lasciare Davide a me, Gatto e Mint, che possiamo fare il remake di Tre Uomini E Una Culla e crescerlo a nostra immagine e somiglianza.

  19. gennaio 13, 2008 alle 15:33

    ma quale senso di colpa!

    è che nel post manca l’altra parte della conversazione, cioè il fumetto sulla testa di Davide che diceva:

    “Ce n’è voluta di fatica per trascinarli qua questi due… ma adesso a missione compiuta posso anche farmi un sonnellino, che si sbrighino un pò da soli… è difficile fare il bambino che vi credete?! sempre con voi addossso… vabbèmo’ mi sento un pò stronzo pure io”

  20. gennaio 13, 2008 alle 16:17

    Prima che il consorte intercetti i commenti, approfitto per ringraziare della solidarietà.
    In realtà in quel pub ce lo avevamo già portato un paio di volte quest’estate, alla veneranda età di un mese e mezzo.
    Io e Bostoniano eravamo seduti al bancone ad alcolizzarci e lui dormiva ignaro di tutto.
    Allora non ci siamo sentiti stronzi, perché il marsupio in cui dormiva era praticamente la sua oasi felice, l’unico posto dove riusciva a dormire nella famigerata fase delle colichette. Ma ora ha i suoi ritmi, le sue abitudini di bagnetto-pappa-etc, la sua culla… insomma, a fargli fare troppi spostamenti, soprattutto quando coincidono con i momenti di sonno, ti piange il cuore. Però visto che non succede così spesso, me lo sono già perdonata. Anzi… “Caro, che si fa stasera?”

  21. gennaio 13, 2008 alle 16:35

    Sentito, Boston? Forza, uomo, mettiti una rosa tra i denti e porta la tua bella a divertirsi!

  22. gennaio 13, 2008 alle 16:48

    Ma siete dei trupuchilli zipitini!
    dei cipilicchi tapiranghi!
    dei trufulussi tripitoldi!

    Insomma ecco, me fate tenerezza… questo è il bonus semantico che m’avete poroposto.

    sto Davidillo è un pargolo fortunato eh:)

  23. gennaio 13, 2008 alle 19:23

    Mi piace il modo in cui lo psicanalizza
    “Lui sta un poco infastidito”.
    Grande.

  24. gennaio 13, 2008 alle 20:07

    Sìsì, Opperbacco!
    Ah, e a me è piaciuto tantissimo anche “ja”. 😀

    Rita

  25. gennaio 13, 2008 alle 23:40

    non preoccuparti Bostoniano, il giochino del primo commentatore era una bonaria presa in giro…
    Comunque sia, è bello leggere le tue cose. ciao!

  26. gennaio 14, 2008 alle 07:34

    pigrazia, bostoniano, ma siete proprio belli con davide al tavolino del bar dello zio dave! fate bene a rispettare i suoi ritmi, a non strapazzarlo, ma qualche strappo alla regola non può che essere salutare per tutti e tre.

  27. gennaio 14, 2008 alle 09:05

    quanto cazzo siete belli……..

  28. gennaio 14, 2008 alle 14:27

    Vipera: beh, lui avrebbe avuto tutto il diritto di essere a casa, con qualcuno che gli leggeva la fiaba e lo metteva nel suo comodo lettino. Invece era in un localaccio casinaro da studenti, accocchiato nel passeggino…
    Lemny: passa, il panico da pagina bianca. Dai retta.
    Katika: purtroppo, in questo postaccio non può toccare alcolici prima dei 21 anni. Già tanto che il buttafuori lo abbia lasciato passare.
    Rita: lui si era già strafogato la pappina di verdure e ciccia e la mela grattugiata. Stronzi sì, ma mica fino a questo punto! 🙂
    AleSegretaria: benvenuta. Per la carne, ribadisco: il porcelluzzo, che tanto denutrito ti assicuro che non pare, aveva già mangiato assai
    mikina: diciamo che non sono sicuro che lui se la sia goduta. Fosse così, i sensi di colpa sarebbero proprio fuori luogo…
    Finestraio: ce l’avevamo anche noi il marsupio, le prime apparizioni in quel locale le ha fatte proprio in quell’arnese lì ed era molto più comodo. Poi ha superato i dieci chili…
    Esse: allora dici che è pronto per venire al mio prossimo concerto?
    Wayne: mi sembra una buona soluzione. Basta che lo passate un po’ anche allo Zeus, che qualcuno deve curare l’aspetto motociclistico.
    Expecting: dici? Sarebbe mica male, se le cose stessero così…
    Zauber: mi fai pensare al finale di Supergiovane, con tutti quei vezzeggiativi improvvisati. Eravamo decisamente aperitivi 🙂
    Opperbacco: perché il post l’ho scritto io, che non sono stato un trascrittore fedele. Avrebbe dovuto essere “sfasteriàto”
    Rita: mi fai pensare che devo raccogliere e pubblicare le rarissime uscite in partenopeo di Pigrazia
    cilidif: come, bonaria presa in giro? E io che già iniziavo a farmi i viaggi…
    Colpo: il Bukowski’s non è il locale dello zio Dave, ma mi hai ricordato che dobbiamo portarcelo (per ora, con Davide ci siamo andati solo una domenica per il brunch, e zio Dave non è di turno). Purtroppo, al B-side non si va a piedi e trovare parcheggio non è cosa banale.
    Pillow: roba seria, eh? 🙂

  29. gennaio 14, 2008 alle 15:52

    Dai in fondo non era la sagra della birra ne l’october fest! Davide aveva il pancino pieno e dormiva beato tra la mamma ed il papà…

  30. gennaio 14, 2008 alle 16:18

    scusa ma perché stronzi??
    pensa che brutto se lui crescesse con una casalinga tappata in casa e un padre che arriva e si mette in ciabatte.

    laGiusy

  31. gennaio 14, 2008 alle 16:19

    voglio dire, potrebbe anche diventare democristiano

    laGiusy

  32. gennaio 14, 2008 alle 16:36

    che dolce!!! :)) dovete farlo più spesso!!! 😉 nessun senso di colpa, il bimbo credo stia beneee!! :))

  33. gennaio 14, 2008 alle 16:43

    Giusy: oddiosanto!!! Democristiano NO!!!
    francyna: ci si proverà. Intanto il tempo sta remando contro: la temperatura è scesa di quindici gradi e la neve, da assente, è ora tornata a dieci centimetri. Non proprio condizioni ideali per un giretto col passeggino!

  34. gennaio 16, 2008 alle 09:39

    Pigrazie e Bostoniano, voto per il vostro stile educativo!! Che poi, ad essere genitori troppo ligi ai ritmi quotidiani ti crescono gli uomini italiani che alle 12 vogliono avere le gambe sotto la tavola e la pasta in tavola da consumare in canottiera!! 😀

  35. gennaio 18, 2008 alle 13:21

    GRANDISSIMI. io e mister incredible non lo abbiamo mai fatto. avete tutta la mia ammirazione

  36. gennaio 22, 2008 alle 09:20

    avete fatto proprio bene…speriamo sia laprima di una lunga serie di uscite!!!

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Emmò, ariccontateme quarcosa VOI!

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