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Alleggeriamo il tono…

Avete mai trovato una di quelle ricette idiote che iniziano proponendo di utilizzare qualcosa di avanzato per ottimizzare i consumi e poi il qualcosa di avanzato si rivela essere un trascurabile elemento di contorno, magari messo lì perché la redazione della rivista aveva detto "oggi serve una ricetta che usi l’ingrediente dello sponsor" o anche semplicemente "siamo nel mese dell’ortica, fuori le ricette"? Bene. Ecco la mia

Ricetta idiota per usare le patate lesse avanzate: la brioche rustica

Ingrediente FONDAMENTALE di questa ricetta, una patata lessa di circa 2 etti. Poi, come accessorio della patata, vi servono

  • mezzo chilo di "all purpose flour". In Italia, servono 200 grammi di farina normale e 300 di farina Manitoba, quella che si usa per pizza e pane (non chiedetemi dove prenderla, non ne ho mai avuto bisogno!)
  • una bustina di lievito di birra liofilizzato
  • due cucchiaini di zucchero
  • un cucchiaino di sale
  • abbondante pepe di mulinello
  • due etti di provolone a dadini piccolotti
  • due etti di salame napoletano a dadini minuscoli
  • due uova
  • un etto di burro fuso e fatto raffreddare
  • 180 cl di latte intiepidito

La ricetta dice "fate una fontana larga, apriteci dentro le uova, unite la patata pelata e schiacciata, latte, burro, sale, zucchero, lievito. Impastate dieci minuti, unendo il formaggio e il salame a manciate"

HA, HA, HA!!! Poveri ignavi. Voi, poveri piccoli autori della ricetta originale, non AVETE IDEA del fatto che Pigrazia, per il mio compleanno, mi ha regalato un mixer da cucina grosso come un motore fuoribordo. A dire il vero ci assomiglia pure:


Quindi, nella felice cucina dei bostoniani, la ricetta può essere modificata in "sbattete tutti gli ingredienti nel ciotolone, montate il gancio per la pizza, avviate il gibbòrio a metà velocità e lasciate che si diverta un cinque minuti, fino a che tutto vi sembra ben mescolato"

Torniamo dal vivo: la mia preoccupazione adesso è che il lievito di birra qua si trova solo inattivato come supplemento vitaminico. Oppure se lo bevono nella birra, ecco, ma se gli chiedi del lievito di birra per panificazione ti guardano come se fossi un extraterrestre (si può fare di meglio. Provate a chiedere della colla di pesce per fare la gelatina: cercheranno di tenervi tranquilli fino all’arrivo degli infermieri). Ci sbattiamo del lievito normale. Fra l’altro, dosato a occhio: la bustina si fa tre tazze e mezzo (ma che misure del cazzo che si usano qui) mentre mezzo chilo sono due tazze e mezzo e n’antra ‘nticchia circa. La bustina chiede pure la baking soda. A che servirà? Boh, io nun ce la metto.

OK, infarinare una ciotolona, dentro la palla di pasta, copriamo con un canovaccio umido piegato in 4, mettiamo al tiepido per quanto possibile (maro’, fa un cazzo di freddo stamattina!) e aspettiamo un’ora.

Passata un’ora. La ricetta dice "lavorate la pasta per sgonfiarla, fate un salsicciotto e disponetelo in uno stampo imburrato e infarinato abbondantemente. Fate lievitare altre 2 ore fino a che la pasta raggiunge il bordo dello stampo". Che me devo sgonfia’, qua non ha lievitato proprio niente. Mi sa che pe’ ‘sto bastardo la baking soda ci voleva davvero… Boh, buttiamoci lo stesso. Salsicciotto. Coprire con la pellicola trasparente autoadesiva. Se… UNA VOLTA, autoadesiva. QUANDO ERA CANCEROGENA, autoadesiva. Adesso non attacca neanche se canti Creola… Vabbè, mettiamo lo stampo vicino al fornello. Aspettamo du’ ore. Boh, un po’ pare che salga, ma il bordo non lo ripiglierà MAI.

OK, passate due ore. Beh, un po’ è salito. "Infornare a 180° per 45-50 minuti". Quanto sono 180° in Farenheit? Fammi sentire San Google: OK, circa 355. Scaldiamo il forno, dentro lo stampo. Ehi, ma sai che alla fine sta salendo? Cioè, guarda! Cioè, si sta gonfiando! Cioè, si sta dorando! Cioè, senti che odore!

Ma guarda qui… è persino bella. Raffreddiamo un po’, tiriamo fuori dallo stampo, mettiamo a raffreddare ancora su una griglia… Boh, mi pare un po’ troppo umida. Sarà cotta giusta? E il cheddar che ho usato invece del provolone avrà funzionato lo stesso? E quella salsiccia sospettissima? "Salame Daniele", fatto tipo nel New Jersey?

Conclusione: Sullepunte suggerisce che io pubblichi la ricetta. Lo faccio volentieri: se con tutte le licenze poetiche che mi sono preso è venuta buona, è segno che può farla chiunque!

Categorie:Uncategorized Tag:
  1. gennaio 29, 2008 alle 17:01

    le planetarie sono una magnifica invenzione…. io ho il kenwood chef professional pagato solo 200 euro… la provenienza è molto illecita!

    la ricetta è simile a quella del pan brioche salato…riempito con scamorza e mortadella è una meraviglia ma anche quello semplice pomodoro mozzarella ha il suo perchè!

  2. gennaio 29, 2008 alle 18:57

    Uh, io quando becco i filmati promozionali delle planetarie mi imbambolo a guardarli per ore…

  3. gennaio 29, 2008 alle 19:14

    grazzzzzzzzie! 😀

  4. gennaio 29, 2008 alle 23:03

    Si ma hai messo la foto dell’enterprise ma non quella della brioche rustica?

  5. gennaio 29, 2008 alle 23:26

    Salvietta, quando ha avuto tempo per il post, della brioche erano rimaste solo poche briciole…

  6. gennaio 30, 2008 alle 01:54

    Questa è una di quelle cose veramente troppo difficili. Io ciavessi una patata lessa in frigo la mangerei col sale, è il massimo che riesco a fare.
    Ma alla fine era buona? Non ho mai capito come funzionano le misure in cup: ma hanno le tazze tutte grosse uguali in america?

  7. gennaio 30, 2008 alle 02:51

    Eh eh eh… Vipera, all’inizio lo pensavo anche io, ma poi mi sono resa conto che a quel punto pure i piedi e i pollici dovevano essere uguali, e per fortuna non è così…

  8. gennaio 30, 2008 alle 11:11

    Fantastico mixer: brava Pigrazia, quasi quasi vien voglia di cucinare pure a me..
    Però ci vuole mezza giornata per avere il risultato finale. Aspetterò il WE (o aspetterò la foto sul prossimo post, che è meglio..)

  9. gennaio 30, 2008 alle 15:41

    Vipera: ma non ci credo! Non la sapresti neanche fare a fettine e ripassare in padella con olio, salvia e cipolla fino a che fa la crosticina? (slurp…)
    Sunflower: ci vorrà un po’. Deve avanzarmi una patata lessa.

  10. gennaio 30, 2008 alle 18:55

    il mio problema è che matematico, me magno tutto l’impasto dopo la fase motore a scoppio.

  11. gennaio 30, 2008 alle 19:04

    Zaub: in effetti era buonissimo, ma t’assicuro che saresti completamente inchiommata dopo un paio di manciate

  12. gennaio 30, 2008 alle 21:20

    Ergo, l’esperimento è riuscito! E io rosico perchè non posso degustare…Maledette intolleranze!
    L’etto di burro fuso, ora come ora, lo prenderei a morsi

  13. gennaio 30, 2008 alle 21:24

    Salvietta: magari a lunghe sorsate… Scherzi a parte: glab! Non mi ero ricordato della tua tragedia. Ti sono vicino.

  14. gennaio 31, 2008 alle 11:21

    Sei la salvezza di ogni massaio.
    Credo che ogni single qui dentro, nel momento di approcciarsi ai fornelli (soprattutto se maschio) si senta una via di mezzo tra mago Merlino e Attila.
    Più verso il secondo.

  15. gennaio 31, 2008 alle 12:12

    Atvardi: e il bello è che non è vero che il single che cucina cucca. Di solito è così impegnato che la fanciulla ha tempo di farsi du maron inscì e ripensarci.

  16. gennaio 31, 2008 alle 12:23

    Il cheddar!Mamma mia, non lo mangiavo dai tempi in cui ero andata a studiare in Irlanda!

  17. gennaio 31, 2008 alle 15:19

    Cilidif: immagino che non ti sarà mancato! 99% delle volte è proprio un formaggio scemo. Pensare che in Irlanda ne hanno di stupendi, cooleney, beenleigh…

  18. febbraio 1, 2008 alle 08:18

    Boston, è un po’ che te lo volevo chiedere: tu sei stato (o lo sei ancora) cuoco o critico del Gambero Rosso, vero? Hai una competenza eno-birro-gastronomica da urlo. Very metrosexual 😛
    Finiti i tempi del fascino grezzo di panino-pastin-Forst

  19. febbraio 1, 2008 alle 14:31

    wow, il kitchen aid. che regalone! te lo invidiamo tutti!!!!

  20. febbraio 1, 2008 alle 14:57

    qyuel coso lo voglioanche io..
    comunque per le patate lesse avanzate va bene anche tagliarle a fette e saltarle in padella con un goccio d’olio e fargli fare la crosticina

  21. febbraio 1, 2008 alle 15:51

    mintossico: magari! Me la sarei fatta aggratis la competenza, anzi, mi avrebbero anche pagato. No, sono solo uno che finirà dritto all’inferno a mangiare fango e merda per l’eternità.
    lisa2007: il mio cruccio è non poterlo usare ogni santo giorno. Mi dà la stessa soddisfazione di un amplificatore full stack (quelli che vedi tipo dietro a Edward Van Halen, per intenderci).
    tortadimele: e cipolla e salvia, come dicevo a Vipera sotto. E, non dicendolo a Vipera, che è vegetariana, anche qualche cubettino di pancetta o speck. DIO SANTO, HO FAME!

  22. febbraio 1, 2008 alle 17:42

    Buona!! Mitico il Kitchen Aid…noi siamo della concorrenza, abbiamo il Bimby. Hai provato a chiedere il lievito all’omino che sistema il pane nel supermercato? A New York bisognava fare cosi..si vendeva sotto banco, come la droga 😉

  23. febbraio 1, 2008 alle 19:29

    nuriape: beh, no, il lievito normale ormai si trova tranquillamente. Da Wholefoods, anche noto come Wholepaycheck (lo avete anche in Britannia, no?)

  24. febbraio 1, 2008 alle 22:36

    commento fuori tema: hai le tue referenze:-)

    commento culinario: ho cucinato una mega padella di peperoni, patate, zucchine, e petto di pollo tagliato a piccoli bocconcini. Il tutto immerso in un sughetto finto.
    Ho avuto solo il tempo di assaggiarne una forchettata.
    Il tutto si è smaterializzato in 5minuti.

  25. febbraio 2, 2008 alle 08:18

    pigrazia, un regalo da annali della storia. hai fatto felice lui e tutti noi!
    mentre leggevo a ricetta mi stavo chiedendo: ma dove diamine lo trova il salame napoli e il provolone, sto demonio d’un bostoniano? nell’epilogo ho capito… solidarietà. che in questo paese alla deriva, rassegnato e incupito come non mai, l’unica consolazione (tutt’altro che magra, anzi iperlipidica) sono i banchetti alimentari al mercato.

  26. febbraio 2, 2008 alle 09:47

    A CasaEsse, come Nuriape, ci affidiamo al Bimby.
    Per il quale questa ricetta sarà riadattata (mammancotanto) alla prossima patata lessa avanzata.
    F_A_M_E!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  27. febbraio 2, 2008 alle 11:36

    Spero tu non decida mai di aprire un ristorante negli USA…

  28. febbraio 2, 2008 alle 18:27

    il blog di bostoniano mi fa “quasi” venir voglia di cucinare!! un giorno anche io mi procurerò un trabicolo come quello della foto..

  29. febbraio 3, 2008 alle 14:50

    Salvietta: complimentoni!
    Colpo: almeno il provolone lo trovo. Costa quanto l’oro, ma lo trovo
    Esse: poi mi dici l’adattamento come è andato
    N0vecento: duh? E perché no?
    mammaepoi: cucinare mi permette di scansare un sacco di altre rogne 😉

  30. febbraio 3, 2008 alle 14:57

    ma l’attrezzo è spettacolare!!! mi hai fatto venire voglia di tirare giù il mio, che me l’hanno regalato i colleghi quando mi sono licenziata e è ancora imballato dopo tre anni…!

  31. febbraio 4, 2008 alle 09:36

    Perché ti sarebbe preclusa ogni pietanza che necessiti di lievitare, o ingredienti troppo italiani, temo…

  32. febbraio 4, 2008 alle 09:50

    esse, il bimby! com’è? io sto meditando di comprarlo, ma costa come un monolocale al mare. mi faccio sempre più convinta che ci abbiano separate alla nascita…

  33. febbraio 4, 2008 alle 10:41

    Niente di personale, Bostie, ma sono le undiciemmezza, ho fatto il prelievo del sangue, nello specifico SEI provette, sono al lavoro, ho FAME, e ti odio.

    Rita

    (PS. Sto caldamente considerando l’idea di attivare un feed RRS o come cazzo si chiama che mi avverta dei tuoi post culinari onde io li EVITI).

  34. febbraio 4, 2008 alle 13:36

    uh si…il wholefoods…hai ragione, per fare una spesa settimanale li’ ci vuole il mutuo 😉

  35. febbraio 4, 2008 alle 15:06

    Colpo, sorella, quell’attrezzo costa un botto (anche a rate, però) ma fa veramente tutto.
    Il mio consiglio é di partecipare a una delle dimostrazioni per renderti veramente conto di quello che fa.
    I dettagli te li passo in PVT sennò sembra che io li venda o prenda percentuali.
    Poi, se decidi, ti passo anche le ricette per la crema per il viso o il detersivo per la lavastoviglie.
    O se serve, il didò, le cipster, la lemonsoda, i raffaello… ok, la pianto.

  36. febbraio 4, 2008 alle 15:26

    Expecting: purtroppo però non pialla, trapana o avvita… 😉
    N0vecento: nulla possono le circostanze contro la creatività e il genio tipicamente italici! Scherzi a parte: mi sto arrangiando mica male a trovare delle cose “giuste”, dei validi sostituti e anche imparando a usare cose che da noi non abbiamo. Più che altro, il ristorante fallirebbe perché a questi beceri la roba autentica non piace, gli piace solo quello che sono convinti debba essere la cucina italiana (spaghetti & meatballs, chicken parmigiana over fettuccini alfredo ecc ecc).
    Rita: me ne dolgo, ma tu la spesa mai? Guarda che basta un pezzo di formaggio, eh?

  37. febbraio 4, 2008 alle 15:52

    OT: chi, ioooo??????

  38. febbraio 4, 2008 alle 16:24

    tortadimele: no, mi’ sorella…

  39. febbraio 4, 2008 alle 16:59

    aaaah eccooooo

  40. febbraio 4, 2008 alle 17:06

    LOL

  41. utente anonimo
    febbraio 5, 2008 alle 04:00

    (Parziale) OT: dove lo compro, a Boston, del caffe’ macinato da moka, che’ la scorta portata da casa si sta pericolosamente assottigliando?
    Grazie Mille 😉
    G.

  42. febbraio 5, 2008 alle 11:53

    io di quei motori a scoppio ce ne ho uno bellissimo, che però non ho dovuto accendere un mutuo e ci ha 9 tipi di lamette palette.
    Pure non riesco a spingermi oltre la mezza luna e talora lo spolvero cro pimuno.

  43. febbraio 5, 2008 alle 14:26

    G.: il problema non è trovare il caffè (Illy e Lavazza sono ben distribuiti, Wholefoods ce li ha di sicuro). Il problema è dove trovarlo a un prezzo inferiore ai 10-12 dollari per 250 grammi. Il solito Russo’s a Watertown tratta un Guglielmo Espresso (che ti devo dire…) a sei dollari e mezzo. Nel North End trovi sicuramente qualcosa, comunque vale la pena di spulciare i “neighbourhood shop” italiani nelle cittadine tipo Roslindale, Everett, Charlestown eccetera, chiaramente scegliendo quelle con una forte presenza italiana.
    Zaub: ma no! Leggi un po’ meno e cucina di più, aiuta a digerire quanto hai letto 😉

  44. febbraio 5, 2008 alle 15:09

    G., bostoniano ha dimenticato di dire che anche se la pacchia sta per finire, pure noi campiamo sulle scorte importate illegalmente, quindi non compriamo caffè da un po’. Nella fattispecie, ogni volta che qualcuno della mia famiglia viene qui da Napoli, si riempie ogni tipo di borsa di caffè Mexico, mentre quando vengono i parenti di bostoniano da Roma, ci portano del Kimbo, dato che il Mexico ha una distribuzione più locale.
    Meraviglia delle meraviglie, però, una volta che eravamo sforniti abbiamo trovato il Mexico in un negozietto di Roslindale, e glielo abbiamo fatto fuori tutto…

  45. febbraio 5, 2008 alle 15:21

    Precisione per precisione: non si chiama mica Mexico, quello è il nome della catena di bar dove lo usano. Si chiama Passalacqua…

  46. febbraio 5, 2008 alle 17:39

    Oh cavoli, non immaginavo di essere così fortunata vivendo in Italia. Lì mangiare qualcosa di decente è un’impresa.

  47. febbraio 5, 2008 alle 19:33

    Scusami, PuffoQuattrocchi, andavo di fretta e mi ho confusa. prometo di non sbaliare mai piu nel tuo bloggo. Crocie sul quore.

  48. febbraio 5, 2008 alle 22:31

    OT: perché irrimediabilmente? (e neppure lo ha fatto apposta, ghghghghghgh)

  49. utente anonimo
    febbraio 5, 2008 alle 22:38

    Grazie per i suggerimenti: mi avevano gia’ parlato del North End, ci faro’ un giro.
    Ma siamo messi veramente cosi’ male, sigh?
    E il Lavazza in lattina che hanno da Shaw’s, dite che per la moka non va bene?
    G.

  50. febbraio 5, 2008 alle 22:42

    (grazie Signore grazie, che Mister C non va per blog)

  51. febbraio 5, 2008 alle 23:11

    G.: non ho visto il Lavazza che tratta Shaws, ma qui si trovano qualità rossa, qualità oro e crema & gusto. Uno dei tre va bene di sicuro.

  52. utente anonimo
    febbraio 6, 2008 alle 00:32

    E tu in che negozi li trovi? O non ce n’e’ uno che li tiene fissi e giri tutto il MA?
    Tra l’altro, su amazon te ne mandano 20 sacchetti a 91dollari, consegna gratis: se qualcuno ci sta, si potrebbe dividere, io 5 pacchetti li consumo di sicuro:
    http://www.amazon.com/Lavazza-Italian-Ground-Espresso-bricks/dp/B000C119O8/ref=sr_1_32?ie=UTF8&s=gourmet-food&qid=1202252046&sr=8-32
    G.

  53. utente anonimo
    febbraio 6, 2008 alle 00:33

    (92, vabbe’…)

  54. febbraio 6, 2008 alle 01:45

    G.: come spiegava mia moglie Pigrazia qualche commento fa, noi non prendiamo più il caffè qua da anni. È una delle cose, assieme all’olio di oliva e al parmigiano, che vale la pena farsi portare dall’Italia. Chiunque arrivi a farti visita può portarti fino a un chilo di caffè. Se non hai modo, come ti ho detto sotto, più che Wholefood’s, Russo’s (a Watertown) o qualche negozietto locale (non ne conosco nessuno in particolare) non saprei consigliarti…

  55. febbraio 6, 2008 alle 01:52

    Dimenticavo: il prezzo di Amazon è ottimo (4,5 dollari a pacco), tutto sta a vedere quanto è fresco il caffè e a trovare gente con cui dividere la spedizione, se non puoi assorbirla tutta. Noi purtroppo (per la tua proposta) non abbiamo bisogno di caffè a breve, al di là di non amare granché il Lavazza.

  56. utente anonimo
    febbraio 6, 2008 alle 02:06

    Eh, neanch’io sono un fan del Lavazza (bevo equo e solidale da anni), ma pensavo che in una citta’ cosmopolita come Boston trovare del caffe’ decente non fosse un problema…
    Comunque ho un Wholefood’s sulla strada di casa o quasi, mi fermero’ a dare un’occhiata, grazie mille.
    G.

  57. febbraio 6, 2008 alle 13:48

    Ah, non è che potresti portare di là all’okkupazione del blog di katika un po’ di questa roba che hai preparato con Hal9000 qui?

    Rita

  58. febbraio 6, 2008 alle 18:21

    Rita: la brioche è troppo “pulita”: niente salsa di pomodoro, niente unto, niente cose che colano. Porto un po’ di pizza, va’
    G.: di negozi che fanno commercio equo e solidale conosco Harvest a Central Square (ci arrivi con la linea rossa). Però il discorso è che qui l’espresso italiano è una “specialty”. Il caffè “normale” per fare la loro brodaglia lo trovi di novantacinquemila tipi, compreso equo e solidale/organic, ma l’espresso è già di per sé una stranezza esterofila e radical-chic…

  59. utente anonimo
    febbraio 7, 2008 alle 01:51

    Direi che sono salvo: da Wholefood’s hanno, oltre a Illy (che costa ‘na cifra) il Lavazza Qualita’ Oro, che pero’ ha la scritta ‘Espresso’ e non vorrei fosse macinato per la macchinetta…
    Cosi’ ho chiesto a loro e ho provato, di Allegro, l’Organic Espresso Sierra, comprato a peso e macinato self-service al momento (viene 11 la libbra): c’e’ anche l’icona della napoletana sul selettore del macinino, non si puo’ sbagliare.
    Risultato? forse dopotutto viene macinato un po’ troppo sottile perche’ un minimo di polvere e’ passata dal filtro, pero’ il gusto non e’ male: un po’ piu’ tostato e amaro di come sono abituato io, ma forte e ha fatto pure la cremetta, salendo 😉
    G.

  60. febbraio 7, 2008 alle 14:09

    sgrunt!

  61. febbraio 7, 2008 alle 21:58

    guarda che se vuoi puoi cancellare il mio commento numero 43…. sono molto buona oggi

  62. febbraio 7, 2008 alle 22:20

    naaah, “il secchio e il mare”… lasciamo perdere e teniamoci il 44

  63. febbraio 8, 2008 alle 07:38

    poi non dire che non te lo avevo detto..

  64. febbraio 8, 2008 alle 12:25

    e allora? niente più post? sempre a cazzeggiare sul blog di katika TU!

  65. febbraio 8, 2008 alle 14:29

    Colpo: anche tu è un po’ che non posti, per dirla proprio tutta

  66. febbraio 8, 2008 alle 15:33

    ehm..mi era sfuggita una cosa: PUFFO QUATTROCCHI???

  67. febbraio 8, 2008 alle 15:49

    # 64 e 65:

    vai Colpo, gimme five

    vai Bostie, gimme five

    Rita 😀

  68. febbraio 8, 2008 alle 16:03

    Tortadimele: vedi che mi tocca sopportare? E pensa che sono uno e ottanta e non porto gli occhiali! Non si capisce proprio perché Pigrazia insista a chiamarmi così
    Rita: òlràit!

  69. febbraio 8, 2008 alle 16:33

    povera donna…. nessuno ha appoggiato la sottoscrizione per te sul mio blog

  70. febbraio 8, 2008 alle 18:08

    Bos: non ti dice nulla il fatto che tu stia sempre lì a puntualizzare con l’aria da sotuttoio (che poi quello che mi fa incazzare è che lo sai davvero)?

    torta: troppo gentile! Ma non possiamo delegare agli altri le nostre responsabilità, bisogna espiare con l’esilio e tornare solo quando i tempi saranno maturi per un patteggiamento. O quando ci avranno ripescati con una lagge ad personam.

  71. febbraio 8, 2008 alle 18:09

    IIIIIOOOOOOOOO??? Ma quando mai…

  72. febbraio 9, 2008 alle 08:15

    @expecting: vuoi dire che dobbiamo aspettarci un Bostoniano senatore e una legge che depenalizza le multe di moto non pagate?

  73. febbraio 11, 2008 alle 13:10

    visto che e’ riuscita la storia del puffo quattrocchi: la pigrazia mi fa troppo ridere ecco!

    comunque non e’ proprio vero che nessuno aderiva alla colletta per la multa. io ci avevo messo ben 80 centesimi. ma anche qui sara’ il solito magna magna e chissa’ chi se li e’ intascati…

  74. febbraio 11, 2008 alle 15:22

    @expecting, non mi starai mica accusando???? i tuoi 80 cent sono arrivati dopo, ma sono gli unici, i miei lettori non hanno a cuore la multa di Bostoniano….sob

  75. febbraio 12, 2008 alle 07:51

    avevo un libro di ricette dove per ogni cosa da cucinare ci voleva sempre e solo “olio carli”. Senza quello il piatto non veniva.

  76. febbraio 12, 2008 alle 19:19

    Il Kitchen Aid..io ho pure sfiorato l’idea di svaligiare una banca pur di averlo.

  77. febbraio 12, 2008 alle 19:28

    branzinoalsale: quelli dell’olio carli sono a loro modo dei geni del marketting. Il loro olio è un assemblaggio di olii di incerta origine (spagna, marocco, grecia, un po’ di italia ma non molta) ma gode fama di cosa pregiatissima.
    silviam: Pigrazia ha beccato un’offertona clamorosa, grazie alla quale abbiamo potuto rimandare la rapina

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