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Prima di scordarmela…

Stamattina, sotto la doccia mi sono lasciato andare a reminiscenze musicali e di vita vissuta. Stavo ricordando una canzone che mio padre cantava sempre nelle serate estive chitarrose degli anni ’70 che ricordo con forse anche troppo struggimento (immagino che la tenerezza del ricordo le esalti più di quanto non meritassero), il cui testo era stato composto da un insospettabile cantautore che fece poi un carrierone seguendo un’ispirazione ben diversa.

E invece, trovo che questo pezzo, scritto quando l’insospettabile era ancora agli ultimi anni di liceo classico, sia una delle cose migliori che abbia mai scritto. L’ispirazione nasce da aver sentito il fratello (anche lui cantautore ma assai meno famoso) eseguire assieme a mio padre "La guerra di Piero" di De Andrè e averla trovata troppo triste. Il giorno dopo, aveva partorito la versione che sto per riportare.

Prima del disastro, intendo, perché mi sono reso conto che la mia memoria già inizia a perdersene qualche pezzo. Quindi, consegnamola qui, sperando che il ventre molle del Web ne mantenga traccia. Signori:

La cacca di Piero
(XXX – De Andrè)

Cachi nascosto in un campo di grano
e per pulirti non hai che la mano
emerge il culo dall’ombra dei fossi
in mezzo a mille papaveri rossi

Volevi cacare in maniera decente
su cessi comodi e sterilizzati
ma sei finito a cacare per prati
sopra la merda di tanta altra gente

Fermati Piero, fermati adesso
che forse poco più avanti c’è un cesso
abbi pazienza, sopporta il dolore
caca più avanti e avrai salvo l’onore

Ma t’accorgesti che il tempo passava
sempre più forte la merda incalzava
per cui alla fine, con pena sincera,
dovesti abbassare calzoni e bandiera

E mentre cacavi rivolto alle stelle
lasciando sfogo alla merda ribelle
non t’accorgesti d’un uomo vicino
che stava cacando appoggiato ad un pino

Vattene Piero, vattene ora
che l’altrui merda, si sa, maleodora
vattene Piero, vattene in fretta
prima che l’aria qui attorno sia infetta

E per pulirti di già cogli un fiore
quando dell’altro ti arriva l’odore
ed intontito dall’aria nemica
ti strazi il culo con foglie d’ortica

E mentre gli usi questa premura
l’altro si volta, ti vede, ha paura
e senza un minimo di cortesia
ti caca addosso e se ne va via

Cadesti a terra senza un lamento
ma t’accorgesti in un solo momento
che era una merda davvero fatale
da andare dritti all’ospedale

Cadesti a terra senza un lamento
ma t’accorgesti in un solo momento
che era davvero un enorme peccato
che proprio in bocca ti avesse cacato

Ninetta mia, davvero un oltraggio
dell’altrui merda subire l’omaggio
d’ora in avanti è senz’altro promesso
non cacherò in altri posti che al cesso

Cachi nascosto in un campo di grano
e per pulirti non hai che la mano
emerge il culo dall’ombra dei fossi
in mezzo a mille papaveri rossi

  1. agosto 21, 2008 alle 18:24

    hahahahahhahahahahhahahahhahaha

    guarda sto di m***a (per rimanere in argomento) ma questa chanson de bostonian mi ha tirata su di morale.

    🙂

  2. agosto 21, 2008 alle 18:42

    Oh… mi spiace (fatto 1). Spero per niente di irreparabile…Comunque, mi fa piacere (fatto 2).

  3. agosto 21, 2008 alle 20:44

    anche io cambiavo le parole alle canzoni… ma io scrivevo canzoni da ragazzina innamorata… 🙂

    …vedi com’è diverso l’universo femminile da quello maschile^ 😉

  4. agosto 21, 2008 alle 20:47

    ely, “canzoni da ragazzina innamorata” sono proprio quello che scrive per mestiere anche l’autore di questi versi immortali. Il che, a mio avviso, ne aumenta considerevolmente il valore.

  5. utente anonimo
    agosto 24, 2008 alle 15:27

    cosa riusciresti a combinare con Bocca di rosa??????

    Vipera Pignola

  6. agosto 25, 2008 alle 11:39

    luca barbarossa? che poi non sono proprio sicura che si chiami luca, ma insomma quello lì.
    notevole, il ventre molle del web conserverà con cura e diffonderà.

  7. agosto 25, 2008 alle 13:28

    Vipera Pignola: IO nulla, magari riuscissi a comporre cose del genere. E poi, Bocca di Rosa non ha bisogno di interventi: è di per sé una canzone hard.

    Colpo: spiacente, non dirò mai chi è l’autore. Comunque, non è Barbarossa! 😛

  8. utente anonimo
    aprile 23, 2009 alle 01:10

    E’ De Gregori

  9. aprile 23, 2009 alle 13:42

    Solo perché ha un fratello meno famoso? Anche Bennato, se non è che per questo

  10. Francesco
    aprile 21, 2012 alle 06:29

    @Bostoniano: Non so se segui ancora questo blog ma non so dove altro scriverti. Vorrei farti una richiesta perchè credo che tu possa conoscere quello che cerco. Potresti contattarmi a rfrancesco54@yahoo.it che ti spiego? grazie mille,
    Francesco

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