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Quanto tempo è che non descrivo una cena?

Dunque, mi sa che è un po’ che non aggiorno i miei sempre meno lettori sulla situazione cucina. La novità più eclatante è che, grazie a una follia entusiasta di mia mamma la settimana che ci è venuta a trovare ed è rimasta tutta contenta della casa nuova, abbiamo un barbecue. Ma non uno qualsiasi, bensì quello che per gli USA è lecito considerare la Fiat Punto dei barbecue. Eccolo qua:

L’unica differenza è che il mio è nero. La forma a sputnik? Beh, pare che la fabbrica originariamente producesse boe. Poi, un giorno, uno che ci lavorava ha avuto quest’idea balzana, ha segato la cima di una boa, ci ha sistemato una griglia, messo le gambe e aperto qualche foro. Il resto è storia: per chi non può permettersi una cosa d’alto bordo, il grill Weber è un classico. Economico, efficiente, ben fatto, robusto e con una marea di accessori (sto concupendo lo spiedo motorizzato). Magari è pensato per cuocere all’americana (bassa temperatura e un sacco di fumo), ma con qualche accorgimento si può grigliare anche alla maniera nostra. Ovviamente, anche se (confesserò) prima di averlo non avevo praticamente mai usato un grill, è tutta l’estate che griglio almeno una volta a settimana. E stasera?

Stasera ho iniziato tardissimo, ma per fortuna ho fatto cose che richiedevano cottura relativamente breve. Cose varie, perché Pigrazia ha voluto l’agnello (che io non mangio). Ma procediamo.

Per prima cosa, ho preso dei broccoli siciliani (tre rami belli grossi), ho tagliato tutte le cimette e pelato e fatto a rondelle spesse i gambi, li ho cotti qualche minuto al vapore e poi li ho messi in un ciotolone con sale, olio, aglio e peperoncino fresco a rondelle. Sono rimasti a insaporire una quarantina di minuti. Poi mi sono dedicato al carré d’agnello per Pigrazia: era già "francesizzato", come dicono qui (significa che gli ossi delle costoline sono già ripuliti benissimo dai residui di carne), quindi si è trattato solo di fargli un motivo a rombi di tagli incrociati sul grasso, strofinarlo con sale e pepe, ungerlo appena e mettere un po’ di rosmarino sul grasso. Anche lui a insaporire. Quindi la mia costoletta di maiale: strofinata di sale e pepe e messa a marinare in olio, rosmarino e aglio.

A questo punto ho acceso il carbone. Che qui non si fa impazzendo come da noi stendendolo sulla griglia e inventandosi seimila trucchi per cercare di farlo prendere, nossignori. Qui si usa una cosa geniale che sarebbe opportuno importare da noi:

Se siete romani e avete QUALCHE anno, vi ricorderà un cestino dell’immondizia di quelli che si trovavano per strada, appesi ai pali. Invece è una cosa furbissima: sul fondo ha una griglia conica, che forma una concavità sotto. Si carica il carbone sopra, si mette carta nella concavità e si appoggia sulla griglia inferiore del barbecue (dove poi andrà la brace). Si dà fuoco alla carta dai fori rettangolari sotto e si va a farsi l’aperitivo. Venti minuti dopo la brace è rossa incazzata e pronta per l’uso, praticamente senza un cilecca. Si versa in posizione. Nel mio caso, ho fatto il mucchio di brace da una parte sola del grill.

Ora di mettere la roba: ho messo le carni dalla parte senza brace, con il grasso dell’agnello e l’osso del maiale rivolti verso la brace e le parti "delicate" verso il lato freddo. Ho caricato i broccoli in un’apposita padella d’acciaio forata (sembra un po’ quella delle caldarroste) e messo anche loro sul lato meno caldo. Dopo qualche minuto (e chi sa quanti erano?) ho girato la carne. Dopo qualche altro minuto, l’agnello era fatto e l’ho trasferito in un piatto, mentre il maiale è finito qualche secondo sul lato caldo a rosolare.

Il risultato: l’agnello era al rosa-rosso (Pigrazia è ferocemente carnivora, ricorderete) con l’esterno rosolato e il grasso praticamente sparito. Il maiale era ben cotto (che non è il caso di tenerlo indietro), con una bella tinta rosolata all’esterno. I broccoli sono usciti molto più divertenti di quanto non vi aspettereste da un broccolo. Un Rosso di Montalcino tenuta Caparzo ha contribuito a lubrificare adeguatamente la faringe, favorendo la discesa del tutto verso i grati stomaci in attesa. Direi che a poco a poco sto imparando.

  1. agosto 22, 2008 alle 08:52

    ma sei un grande!
    m’è venuta voglia di broccoli…. 😐

  2. utente anonimo
    agosto 24, 2008 alle 15:26

    ho l’acquolina alla bocca. Sei un sadico.

    Vipera Pignola

  3. agosto 25, 2008 alle 11:43

    ah, voglio il weber! ho sempre ammirato degli americani (che se ne parlo sempre e solo male sembra che sono comunista… ehm ehm ehm) la capacità di circondarsi di piccole cose utili che fanno intelligentemente una cosa semplice ma rompina. tipo fare la brace. tipo dare l’aspirapolvere (ho comprato il roomba! e il mio rapporto con gli usa si è vieppiù ammorbidito)

  4. agosto 25, 2008 alle 13:23

    Pillow: ciao! Appena ci vediamo te li faccio (magari non alla brace, ma anche in padella sono simpatici)
    Vipera Pignola: è da poco che frequenti il blog, una volta i resoconti alimentari erano almeno settimanali. Quindi, sei avvisata: se lo vivi come sadismo, preparati! 😉
    colpo: posso ridimensionare? Diciamo che è statisticamente inevitabile che, quando uno si circonda di una miriade di cazzate, qualcuna sia utile e faccia qualcosa intelligentemente una cosa semplice ma rompina. Però, queste eccezioni vanno scelte pazientemente fra le dozzine di cianfrusaglie perfettamente inutili. E ora datemi del comunista… 🙂

  5. agosto 25, 2008 alle 13:24

    “…faccia qualcosa intelligentemente una cosa semplice ma rompina.” Facevo meglio a restarmene a letto…

  6. agosto 26, 2008 alle 06:45

    comunista!

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Emmò, ariccontateme quarcosa VOI!

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