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La cucina degli uomini

Una delle cose di cui le donne più ci accusano è che, quando cuciniamo noi uomini, sporchiamo il triplo delle cose che sporcano loro. Fra una cosa e un’altra, io me la cavo sempre. OK, abbiamo anche una lavastoviglie, ora, ma il motivo è probabilmente un altro. Faccio quest’esempio:

Insalata di gamberi e asparagi

Presi mezzo chilo di gamberoni, lessati un minuto in acqua salata (una pentola), sgusciati e privati del filaccio nero interno, che dite quello che volete ma secondo me è l’intestino e contiene cacca (ciotola, colino di raccolta, coltello), e tenuti da parte.
Nel frattempo, puliti un mazzo di asparagi (coltello, tagliere) tagliati gli steli in pezzi di 5 cm e separate le punte, e messi a cuocere tre minuti a vapore (pentola, cestino per cottura a vapore). Fermata la cottura sotto il getto dell’acqua fredda (colapasta), asciugati, conditi con poco olio e sale (ciotola, cucchiaio) e separati i gambi dalle punte (ciotolina apposita).
Gli asparagi vengono a questo punto messi su una griglia calda ma non rovente (griglia, pinze per maneggiare), prima i gambi e, qualche minuto dopo, le punte che sono più delicate. La cottura prosegue fino a che la griglia inizia a lasciare qualche bel segno di grigliato.
Il clou è ora: spremuto un limone (spremiagrumi) e fatta una citronette sbattendo il succo del limone con olio, sale e pepe (ciotola, forchetta). Trasferiti asparagi e gamberoni in un’insalatiera (insalatiera), mescolati (posatone di servizio) e serviti (piatti, posate). Per non sapere né leggere né scrivere, ci abbiamo bevuto su un Sancerre (bicchieri).

Beh, non ci crederete, ma la frase "Tutta questa roba per fare un’INSALATA???" non si è sentita…

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Categorie:Uncategorized Tag:
  1. utente anonimo
    settembre 3, 2008 alle 05:56

    A parte la consueta acquolina in bocca, ma ti appoggio completamente, quando si cucina, BISOGNA usare tanti aggeggini, e ti assicuro che io ne uso proprio tanti. Quando mio marito vuole cucinare, ha campo libero, usa quello che vuole, ma sa che poi deve lavare tutto. Quindi mi metto comoda e lo lascio fare, fino a che non grida dalla cucina “Viperaaaaaaaaaaaaaaaa, ma dove trovo xyz?”
    In casa nostra ci sono tutti gli aggeggini, in questo sono stata contaminata da un’amica che e’ ossessivo-compulsiva e che ha assolutamente tutto. Quando entro nella sua cucina sbavo e non x il cibo. Addirittura ha trovato un macina pepe a forma di testa di coniglio. Tu stringi le orecchie e….zac il pepe esce macinato. LO voglio!!!!!!!!!!!!!!
    ogni volta, prima di partire, faccio un giro all’IKEA e vai sotto a comprare tutti questi aggeggini che mi fanno tanto sentire l’idea di casa.

    Vipera Pignola

  2. settembre 3, 2008 alle 06:29

    sei bravo

  3. settembre 3, 2008 alle 07:29

    ettecredo, chi potrebbe in alcun modo muovere critiche! quasi quasi mi faccio il bostoricettario… mo’ copioincollo, vualà…

  4. settembre 3, 2008 alle 07:30

    ma tu la vizi così, come può lagnarsene!!!!

  5. settembre 3, 2008 alle 09:04

    Ma tu non conosci mia madre!
    Lei, per fare solo l’insalata di asparagi, avrebbe sporcato il triplo delle cose che hai usato tu!
    A lei basta guardarlo il piano cottura per sporcarlo!

  6. settembre 3, 2008 alle 09:34

    Ma guarda, io infatti non imbratto tutte queste ciotoline e posatelle perchè dirigo le fetenzie nella monnezza diretta e uso le mano.
    In compenso al momento del condimento sono capace di lanciare l’olio fino ar soffitto.

  7. settembre 3, 2008 alle 11:40

    eh però, però, mica si sentirebbe la frase se fosse il cuoco a lavare e pulire la cucina quando ha finito: potrebbe usare tutto il contenuto della madia! 😉 santo subito l’inventore del citato elettrodomestico

  8. settembre 3, 2008 alle 15:36

    ah, questa era l’insalata per le cotolette? non era cicoria?

  9. settembre 3, 2008 alle 15:40

    leggere le ricette a quest’ora non può far altro che aumentare la mia voglia di porcherie.

    Appena torno a casa mi strafogo.

    E ci metto pure la birra, toh.

  10. settembre 3, 2008 alle 15:57

    Vipera Pignola: lo dici a un gadget-dipendente! Sto anzi cercando di contenermi e prendere solo cose che so che userò
    yetbutaname: mai quanto mi piacerebbe
    colpo: quel honeur!
    pillow: beh, a volte guardo il casino che ho creato e mi sbalordisco che non lo faccia, visto che mette a posto lei nove volte su dieci
    ProfAntigone: sarebbe una bella lotta!
    zauberei: dipende da che sacchetto c’è nel secchio dell’immondizia. Noi ricicliamo quelli della spesa e, se è uno di quelli piccoli, non copre la bocca del bidone. Quindi, mi viene più pratico usare un raccattazelle da svuotare nel bidone alla fine, tenendo il sacco aperto con una mano, piuttosto che provare a fare centro dal piano di lavoro
    sunflower: ti assicuro che mi è capitato sentirmelo dire persino da persone che non si avvicinavano alla cucina né prima né dopo
    sullepunte: no, questa è stata il piatto principale di venerdì sera. Non servo mai cose così ricche come contorno, distraggono dal piatto forte. Ieri sera è stata proprio cicoria (ripassata, non in insalata)
    gattosecco: brindo alla tua decisione. Metticene due, anzi.

  11. settembre 3, 2008 alle 16:22

    se penso che ad ogni macchia di colore rosso corrisponde ad un utensile o piatto sporcato mi viene da dire che pigrazia dev’essere una santa…io ti avrei ribaltato!

  12. settembre 3, 2008 alle 17:13

    Katika: OK, per te uova al tegamino

  13. settembre 3, 2008 alle 19:22

    uova al tgamino? dunque: pentolino per riscaldare l’olio, coppettina per spaccare l’uovo, bicchierino per poggiare il rosso (e mica butti tutto insieme, vero?) mentre il bianco si cuoce, affetta tartufi (e che fai, non mi tratti con una spolveratina di tartufo?) spatolina per prendere l’uovo, piattino per mangiare, posate varie…uhm…meglio l’insalata di prima, va.

  14. settembre 3, 2008 alle 19:28

    Nonnonno, TU hai fatto la spiritosa. Quindi, uova aperte direttamente nel tegamino, pizzico di sale se mi sento buono, servite direttamente nel detto tegamino con la forchetta usata anche per maneggiarle in cottura.

  15. settembre 3, 2008 alle 20:23

    Da quando siamo nella casa nuova con la lavastoviglie, amo quest’uomo anche più di prima…

    Comunque, quando parla di uomini che cucinano e sporcano, dovrebbe anche menzionare venerande eccezioni. Bostoniano, raccontaci un po’ di tuo padre…

  16. settembre 3, 2008 alle 21:59

    Che c’è da raccontare? Mio padre cucina esattamente secondo la modalità in cui ho detto a Katika che le avrei preparato l’uovo: si fa il caffè per tre persone, si versa nelle tazzine e si fa girare un solo cucchiaino per mescolarlo. Se a due persone non secca condividere la tazzina, si risparmia una tazzina e si usa una tazza più grande. La pasta per due, condita magari con qualcosa che non necessita di cottura separata, si mangia nella stessa zuppiera in cui è stata mescolata. Una forchetta per uno, zuppiera nel mezzo e buon appetito.

  17. settembre 3, 2008 alle 22:11

    zuppiera? io ho sempre sentito parlare solo di pentole

  18. settembre 4, 2008 alle 07:00

    Come in baita, insomma.

  19. settembre 5, 2008 alle 05:34

    questa teoria boston del raccattamonnezza portatile mi sembra saggia.
    non sempre è facile fare centro, e io pure naturallement uso le buste della giesse.
    (Che non so manco più quelle de na vorta e se bucano)

  20. settembre 5, 2008 alle 16:27

    ah, allora se è per questo: io ho visto con i miei occhi una ragazza scozzese cucinare la pasta direttamente nel sugo (ovviamente non molto denso e preparato con aggiunta di ketchup opportunamente diluita). sai che risparmio di pentolame?

  21. settembre 5, 2008 alle 16:36

    kat, che poi a questo livello io mi chiedo: a che pro cuocerla? mangiata bella croccante, appena rammollita dal ketchup, deve essere una delizia, un piatto unico e inimitabile, no?

  22. settembre 5, 2008 alle 17:29

    Katika: in realtà non è il principio che è sbagliato (in fondo è lo stesso del risotto), ma il CHÈCCIAPP (bleagh)

  23. settembre 22, 2008 alle 13:45

    uahuahuah!
    mi sto ribaltando dalla sedia.

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