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E, come sempre…

…quando mi dicono "dobbiamo fare un prelievo", mi sento mancare.
Quando prendono la sacchettina con l’ago, mi giro dall’altra parte se no svengo.
Quando mi infilano l’ago, sento effettivamente un fastidio piccolopiccolopiccolo unito all’imbarazzo per aver montato tutta quella scena e sapere che la rimonterò al prossimo prelievo.
Invece, il vero dolore arriva poi: quando devo staccare il cerotto dai peli.

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  1. marzo 31, 2009 alle 19:23

    il meglio e’ quando c’hai pigrazia accanto che per non farti pensare agli aghi ti dice che pochi giorni prima hanno fatto a davide una PUNTURA SOTTO IL PIEDE.
    che l’ago ancora non l’hai visto e gia’ soffri come san sebastiano…

  2. marzo 31, 2009 alle 19:39

    Pensa noi con la ceretta!
    (difatti le persone furbe vanno di rasoio, come me)
    Una puntura sotto il piede? O povero davidino.

  3. marzo 31, 2009 alle 19:40

    mezza sega… dovresti sopportare una gravidanza e tutti i relativi esami…

  4. marzo 31, 2009 alle 20:09

    Sullepunte: PUNTURA SOTTO IL PIEDE, ODDIODDIODDIODDIO!!!
    ViperaVenerea: ci ho pensato e mi sono chiesto come facciate. In particolare, mi sono chiesto come a quella pazzoide della Svitata sia mai passata per la testa l’idea di farsi la brasiliana, sono ancora scosso per il dolore somatico
    Tortadimele: ma non ci penso neanche! Avete tutta la mia incondizionata ammirazione e nessuna invidia!

  5. marzo 31, 2009 alle 20:52

    SOTTO IL PIEDE??????ops…
    bostoniano: pprrrr

  6. marzo 31, 2009 alle 21:06

    Tortadimele: gnàgnàgnàgnà

  7. marzo 31, 2009 alle 21:30

    aaaaargh…a me ogni volta devono inventarsi un punto nuovo dove beccare la vena…l’ ultima volta si sono aggiudicati il premio il polso destro e la mano sinistra (ovviamente 2 posti perché il polso non ha retto). i cerotti li evito perché oltre al male cane mi fanno anche allergia…che vita tragica!

  8. marzo 31, 2009 alle 22:07

    ma solo io sono la sadica che guarda la affascinata la siringa nel momento topico? Misa di siO_O. Avrei dovuto fare medicina…

  9. aprile 1, 2009 alle 08:06

    Quoto la tortadimele: se i bambini avessero dovuto farli i maschi, la specie umana si sarebbe estinta nel giro di un paio di generazioni.
    Questo non toglie che quando mi levo il sangue giro la testa anch’io e che qualche mugolìo con la ceretta all’inguine ogni tanto mi scappa.

  10. aprile 1, 2009 alle 10:01

    quindi non doni il sangue, eh.

  11. aprile 1, 2009 alle 10:29

    Uno strappo secco e passa la paura.
    Ma il dolore rimane
    ehehhehehehehhe

  12. aprile 1, 2009 alle 11:30

    L’eterno dilemma: meglio lo strappo secco o staccare il cerotto lentamente?

  13. aprile 1, 2009 alle 13:04

    Sei proprio un UOMO.Punto.

  14. aprile 1, 2009 alle 13:30

    :)))
    frescone che tu sei!!!!

  15. aprile 1, 2009 alle 15:32

    il cerotto si stacca quasi da solo se stai ammollo nella vasca da bagno
    e non è così strano svenire guardando (o immaginando) il proprio sangue che se ne esce

  16. aprile 1, 2009 alle 15:48

    “Mi son strappato i peli del braccio perché avevo un prelievo da fare.”

  17. aprile 1, 2009 alle 20:00

    per non strappare dolorosamente bagna bene il cerotto con un batuffolo di cotone imbevuto d’alcol denaturato

    per la paura degli aghi non so…

  18. aprile 1, 2009 alle 20:09

    Artemisia: evitare il cerotto… magari la prossima volta glielo chiedo, tanto basta tenere premuto un batuffolo di cotone 10 minuti e si ferma tutto
    Salvietta: te lo confermo senza tema di smentita: sei una dei pochi!
    Perladarsella: nessuno lo nega. È per questo che la femmina è stata dotata dalla natura di una soglia del dolore più alta
    cinas: no, né mi faccio le pere. E ti dirò di più: non mi sono fatto toccare da un ago per via endovenosa fino a 5 anni fa.
    ProfA: non dire “strappo secco”, per carità, che somatizzo!
    Mint: staccare il cerotto lentamente, con attenzione e, se del caso, tagliando i peli con le forbicine man mano che si procede
    ziacris: nessuna donna che abbia indagato a fondo lo metterebbe mai in dubbio (pardon, la risposta alla Zeus era troppo telefonata perché non arrivasse! 🙂 )
    Pillow: perché, a te non ti spaventa l’idea?
    YBAN: questo era uno di quei mefitici pezzi di nastro di carta adesiva, hanno una colla maledetta
    Frank: mi sono perso una citazione?

  19. aprile 1, 2009 alle 20:13

    Layla: ma se poi l’alcol bagna la ferita e MI BRUCIA DI BESTIA??? No, c’ho paura…

  20. aprile 1, 2009 alle 21:33

    e non hai mai fatto la ceretta!

  21. aprile 1, 2009 alle 22:47

    Geakaren: sì, l’esperienza in effetti mi manca. D’altronde, scommetto che tu non ti sei mai fatta la barba.

  22. aprile 1, 2009 alle 23:30

    oddio come ti capisco! anche io a ogni prelievo vado in crisi, ho una paura smisurata (da quando una volta sono svenuta appena fuori dall’ambulatorio)e chiedo sempre di farli direttamente da sdraiata, così più giù di così non posso cadere!
    Il cerotto lo pretendo…se no poi vedo il buco sul braccio e mi impressiono! E ti dirò di più, me lo tengo addosso anche due giorni, fino a che una doccia calda non mi aiuta a tirarlo via!

    scarlett

  23. aprile 2, 2009 alle 00:45

    Scarlett: codardi di tutto il mondo, unitevi! Non abbiamo niente da temere se non praticamente tutto!

  24. aprile 2, 2009 alle 07:26

    I prelievi no, come Salvietta, guardo, magari non affascinata, ma senza particolari problemi.
    Se devo fare un’iniezione devo ricorrere a tutto il mio autocontrollo e fare training autogeno
    “Piantala. Ormai sei adulta. Puoi farcela. Niente teatrini, donna!”

    Questo immagino grazie a un’infermiera… no, dai, diciamola tutta, era una suora, che alla (mia) tenera età di sei/sette anni, ricoverata, dovevo fare iniezioni di quella roba gialla oleosa che fa malissimo e siccome avevo paura e saltavo come una ranocchia da un letto all’altro per non farmi prendere, la donna di fede, piena di carità cristiana, quando aveva finito di martoriarmi la ciappetta, per farmi passare la paura tirava fuori l’ago e poi mi ribucava!

  25. aprile 2, 2009 alle 08:19

    parli con una donna che adora farsi tatuare… no, direi che certi dolori me li vado cercando…

  26. aprile 2, 2009 alle 10:57

    “Maschi…”(cit. parafrasata, da pronunciarsi scuotendo la testa e con espressione rassegnata in volto)

    L’unica cosa che odio sono le iniezioni fatte come se la chiappa fosse un puntaspilli, ZAC! Ecco, lì potrei cavare gli occhi all’iniettante.

  27. aprile 2, 2009 alle 14:11

    Esse16: certe persone pare che abbraccino la vita religiosa spinti da uno spirito sadomaso di sublimazione della/nella sofferenza
    Pillow: ecco, mi dimenticavo di dire a Cinas che manco mi tatuo. Non so dove ho trovato l’incoscienza quando mi sono fatto il buco all’orecchio
    Mirabelle: è tutta la mattina che cerco una meravigliosa immagine dello Sconosciuto di Magnus che, scrollando appunto la testa, pensa “Femmine…” Purtroppo, pare che sia una delle poche che nessuno ha messo in rete

  28. aprile 2, 2009 alle 15:34

    Eh no, allora mi metto a cercarla anche io!
    (anche se in verità non pensavo a questo Sconosciuto di Magnus quando ho paracitato :-DDD)

  29. aprile 2, 2009 alle 17:02

    Mettiamola così…noi donne partoriamo e sopravviviamo, ma se una cosa così dovesse capitare a voi? per esempio, tanto per fare un esempio, partorire per voi potrebbe essere come…. far uscire un melone dal naso…ecco è la stessa cosa, quindi………

  30. aprile 2, 2009 alle 17:42

    ziacris: stavo per lasciarti una lunga risposta seriosa ma lasciamo perdere, che non mi piace. Solo, non vedo perché dovrei pormi il problema di come sarebbe partorire visto che, nel male ma anche nel bene, l’esperienza mi è preclusa per natura. Dove la natura ha deciso, mi pare che non ci sia colpa né merito.
    Mirabelle: puoi sospendere la ricerca!

  31. aprile 3, 2009 alle 06:35

    … ma ti succede anche coi prelievi al bancomat? O_o
    Cassandra

  32. aprile 3, 2009 alle 13:35

    eh no, eh, risposte seriose no, per favore risparmiami, se mi dai una risposta seriosa ti mando il nostro premier (e non è un’avvertimento)

  33. aprile 3, 2009 alle 15:34

    Cassandra: ma no, anzi, il bancomat è un giochino che mi piace tantissimo, vinco sempre! Pensa, il mio numero fortunato funziona tutte le volte e, tutte le volte, quando scelgo la vincita poi indovino l’importo e il giochino mi paga il premio! Non capisco perché poi il mio conto in banca sembri diminuire in ragione delle mie vincite, ma vabbè, cerco di giocare relativamente di rado.
    ziacris: per carità, no, che poi quello si sente in dovere di alleggerire la tensione con qualche lieve battuta, magari dedicata all’avvenenza delle signore presenti…

  34. aprile 3, 2009 alle 15:39

    Bos #27, sarà pure vero, ma lo spirito sadomaso è il LORO, invece le chiappe erano le MIE… 🙂
    Se la controparte non gradisce, si chiama tortura!

  35. aprile 3, 2009 alle 16:11

    Esse: ma dai, la pia donna pensava alla tua anima, a quante benemerenze avresti guadagnato tramite la sofferenza (e poi le dava uno SFIZIO…)

  36. aprile 4, 2009 alle 16:38

    So di gente che ha rifiutato l’antitetanica obbligatoria, per fare volontariato, per il terrore degli aghi.

    So che quando vanno a fare un prelievo devono fare lunghe sedute con loro stessi prima di accettare anche solo l’idea di sedersi a quel malefico lettino.

    Io, come Esse detesto le iniezioni, e le suore per stavolta non c’entrano, ma quando ero piccina e mi dovevano operare alle tonsille non mi trovavano la vena per il prelievo.

    Il dottore tutto gentile mi dice:
    OH devo provare con l’altro braccio.

    Io alzo il mio povero braccino ancora incolume e questo genio dice a mia madre:
    “Ma che brava bimba, senza fare storie.”

    Io lingua biforcuta già da piccola lo guardo malissimo e gli dico:

    “Se dicevo di no tanto me lo prendevi lo stesso!”

    tze…dottori!

    ^_^

  37. aprile 7, 2009 alle 14:39

    Volare85: beh, grande!

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