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Trun-cià-cià Trun-cià-cià

(Bostoniano sale sul palco. Lo sfondo è interamente nero, al centro del palco uno sgabello davanti a un microfono. Bostoniano è vestito in maniera molto semplice, ha una chitarra classica senza grosse pretese. Si siede sullo sgabello e, ritmando come nel titolo, inizia una base in La maggiore. Inizia una canzone non-canzone)

Io non capisco la gente
che non ci piacciono i crauti,
bisogna andare molto cauti
perché… non si sa mai!
I crauti son quella cosa
che si schiaffano dentro i barili,
e dopo si vendono a chili
o mezz’etto, quattr’etti… a piacer.

Sfrigolato del lardo in padella
con aglio e scalogno tritato
nell’olio di già ben scaldato
quindi i crauti aggiunto vi ho
una volta scaldati nell’unto
li ho conditi con pepe e cumino
ci ho versato un buon mezzo birrino
ed il resto me lo son scolà

Preso wurstel, sia rossi che bianchi
fatti tanti taglietti d’intorno
quindi li ho infilati nel forno
a lasciarli scolare gli untùm
Poi la senape e una salsa un po’ strana
di rape rosse, con rafano e aceto
messi in tavola, fra il serio e il faceto
mentre in forno scaldavo i panìn

Li ho mangiati assieme a Pigrazia
e ci siamo sentiti un po’ crucchi
chissà, forse eravamo un po’ ciucchi
per la birra mandata giù
Ma sono stato ancora più pirla
a prender dell’acqua pesante,
e senza neppur diluirla
usarla per fare il bidet.
Oh, beh!

  1. maggio 1, 2009 alle 06:30

    buona digestione!
    e buon primo maggio

  2. maggio 1, 2009 alle 08:29

    un cuoco cantautore!
    (sei il mio intramontabile mito. ecco.)

  3. maggio 1, 2009 alle 10:41

    e adesso registrala e facci ascoltar!

  4. maggio 1, 2009 alle 14:32

    Simpatica questa spece di filastrocca 🙂
    Ciao…

  5. maggio 1, 2009 alle 16:04

    YBAN: grazie! Qui purtroppo si lavora, ma vi pensiamo
    Exp: visto, eh?
    viadellaviola: dici di non avere nessuna pietà per i visitatori del blog, eh? Ci penserò…
    Pachuca: beh, non è merito proprio mio. L’autore del pezzo che ho spudoratamente plagiato è Bruno Lauzi, ed era stato già ripreso (assai meglio) da Guccini

  6. maggio 1, 2009 alle 20:18

    Grüß Gott !

  7. maggio 1, 2009 alle 20:23

    Aber, guten Abend, mein freund! Alles gut?

  8. maggio 1, 2009 alle 21:54

    Io non capisco la gente/che non ci piacciono i fichi… 😀
    Ma davvero prima di Guccini era di Lauzi? Non lo sapevo. I crauti fatti così (senza lardo!) mi ispirano.

    • Alessandro
      febbraio 4, 2016 alle 12:11

      Lo ha detto lo stesso Francesco Guccini nell’ultimo brano del suo album “D’amore, di morte e di altre sciocchezze, “La canzone si chiama ‘I fichi’ e potrebbe ricordare a qualcuno ‘I crauti'”.

  9. maggio 1, 2009 alle 23:11

    Vip: essendo il grande che è, ci cazzeggia su lo stesso Guccini:
    “Io non capisco la gente / che non ci piacciono I FICHI!… Vedete? Già diversa!!!” Comunque, se posso permettermi: usa anche un po’ di brodo di verdura (che non hai il carnoso a combattere l’acido). Inoltre, ci stanno da dio pezzi di mela verde e bacche di ginepro. Però, con la carnassa sono un’altra cosa!

  10. maggio 2, 2009 alle 05:59

    Mi capita spesso di cantare il ritornello di questa canzone…un pezzo della nostra storia.
    Certo che leggere il testo del plagio fa venire l’acquolina in bocca.
    Complimenti…bello qui : )

  11. maggio 2, 2009 alle 07:09

    molto simpatica questa filastrocca….buon sabatoo

  12. maggio 2, 2009 alle 19:13

    io la conosco anche cantata da Monica Vitti, non so perché

  13. maggio 3, 2009 alle 02:16

    angeliss: rimando al commento 5, ti ringrazio ma di merito ne ho poco. Ho solo riempito i vuoti fra l’incipit e la fine, plagiando un’idea di Bruno Lauzi!
    Tortadimele: perché è vero, ricordi benissimo. Credo che sia forse l’interpretazione più conosciuta.

  14. maggio 3, 2009 alle 02:30

    Lallodola: scusa, ogni volta che rispondo a più commenti mi tocca farlo a memoria e me ne perdo qualcuno. Per me questa canzone è mio padre con una chitarra che, all’inizio degli anni Settanta, intratteneva così un gruppo di persone dopo cena, al mare, in un posto dove la televisione non si prende bene neanche adesso.

  15. maggio 3, 2009 alle 21:50

    ecco vedi, lo sapevo!
    I meriti del padre ricadono sul figlio.
    alles gut!

  16. maggio 4, 2009 alle 11:38

    Ma sei un poeta nato sei! Un rimateur che levete:) Io sono una sega chelle rime, sarà che un mi piaciono i crauti.

  17. maggio 5, 2009 alle 07:18

    quando penso che oramai la mia stima nei tuoi confronti ha raggiunto vette irraggiungibili, ecco che te ne esci così… e mi accorgo che la cima è ancora lontana!!!!
    amovi!
    ciao, Da’!

  18. maggio 5, 2009 alle 11:18

    “Vorrei far notare come il microfono che dovrebbe essere qui e qui in relatà sia qui e qui. Il fatto che qui e qui in italiano si dica allo stesso modo complica orrendamente le cose”

  19. maggio 5, 2009 alle 20:46

    poesia per le mie orecchie!
    Io seguo ancora la vecchia ricetta abruzzese che prevede bagno nel vino rosso e salsiccia…
    Sbavo

  20. maggio 6, 2009 alle 01:11

    … ma attento a non far come quello, che in preda a pensieri lassai incauti
    finì sotto un camion di crauti…
    Epperò non mi è chiara quella chiusura con riferimento al bidet… licenza poetica o vita vissuta?
    Alice canticchiatrice
    (che adesso chi me la leva dalla testa la voce arrugginita del Guccini?!)

  21. maggio 6, 2009 alle 06:12

    buona giornata io vado a lavorar….

  22. maggio 6, 2009 alle 13:27

    Giapatoi: beh, dai, io la vedo più come un passaggio di testimone 🙂
    Zaub: interessante questa teoria amore per i crauti = capacità di rimare. Chissà se però verrebbe avallata dall’esperienza scientifica… 😉
    Pillow: ma dààààààààààààààààààài, mi imbarazzi come al solito!
    Mint: “L’ouverture mi è riuscita al sessanta per cento”
    Salvietta: mi chiedo se esiste qualcosa in Abruzzo che non preveda vino rosso e salsiccia (come d’altronde mi chiedo se esista qualcosa che vino rosso e salsiccia non migliorino. Persino vino rosso e salsiccia.)
    alicen: come ricordavo più sotto, Guccini con “i fichi” ha fatto una parodia dell’originale “i crauti”, che era di Bruno Lauzi (anche se adesso vedo che quella di Guccini è diventata la versione più nota). Io ho preso l’inizio e il finale dell’originale di Lauzi e ci ho infilato in mezzo la ricetta, quindi per la storia del bidet si sarebbe dovuto indagare con l’autore 🙂
    angeliss: ma tu come ti poni davanti a quelli che ti vogliono comprare un Duplo Nocciolato Leggero pagandolo con un Ticket Restaurant da sei euro e trenta e ti chiedono il resto in contanti? 🙂

  23. maggio 6, 2009 alle 15:42

    Non è una brutta percentuale.

  24. maggio 6, 2009 alle 16:52

    Beh, considera che l’ultima nota era un do. Beethoven, che era Beethoven, il do gli riusciva l’ottanta per cento delle volte. Aveva persino composto la decima sinfonia senza do, ma l’associazione “amici delle sette note” non gliel’ha fatta pubblicare.

  25. maggio 6, 2009 alle 17:52

    senza do perché mi fa rabbia.
    Boston, sembriamo due rain men.
    Ancora ancora!
    (Ma quanto ciucco era!?)

  26. maggio 6, 2009 alle 20:10

    (chissà, dicono che la tolleranza del Guccini all’alcol fosse sovrumana)

    (Ma tu hai letto le avventure diPaz e Pert partigiani? Quella sull’appennino tosco-emiliano in cui sono persi nella notte e incontrano il Guccino?)

  27. maggio 7, 2009 alle 06:17

    Nella spensierata e sfacciata gioventù dei vent’anni andai a suonare a casa di Guccini (il campanello, dico) e gli chiesi se voleva venire a bere un’ombra.
    Andammo da Vito e ci scolammo un bottiglione di vino e quando dico bottiglione, intendo bottiglione, cioè due litri e mezzo.
    Poi st’omone si mise a giocare a carte con degli amici.
    Quello che mi ha raccontato lo ricordero’ sempre come una delle cose più belle della vita. E pago’ lui.
    (No, spiegamelo bene che lo prendo)

  28. maggio 7, 2009 alle 13:50

    Mint, ricordo che ne avevi accennato da qualche parte. Secondo me, è ora di farci un post alla Mint (se il “da qualche parte” non era già un post alla Mint). Comunque, ricordi che c’era una serie di vignette su Pertini e Pazienza partigiani? Quella che dico io fa parte di quella serie e a un certo punto incontrano l’Orco Guccino la notte sulle montagne. “L’Orco Guccino! Ma allora esisti!” “Sì!!!” “E porti sfiga?” “Tantissima!!!”

  29. maggio 7, 2009 alle 14:49

    Non le ho mai viste!
    Riesci a postarle?
    No, Guccini non lo posto, o meglio non posto quello che ha detto perché sono egoista 😛

  30. maggio 7, 2009 alle 14:59

    Mint, purtroppo no. Non ho mai avuto il libro, l’ho letto religiosamente dal mio spacciatore di fiducia tanto da ricordarmene una gran parte, ma non l’ho mai comprato. Ma tu cercalo assolutamente, ce ne sono di geniali (“A Pert, a me la figha me fa ‘mpazzi’!!!”)

  31. utente anonimo
    maggio 7, 2009 alle 15:43

    bè? la foto con le candeline?

  32. maggio 7, 2009 alle 15:51

    Whooops, che mi hai ricordato! Non le abbiamo neanche ancora viste… (la candelina era solo una, a forma di 2. Le mani nella torta non le ha infilate, ma a fine festa se n’era spalmata una buona dose sulla camicia)

  33. maggio 8, 2009 alle 20:12

    State ancora digerendo i krauti, Bost?

    (sempre sia lodata Monica Vitti quando canta questa canzone)

    Mirabelle sloggata anche nel cervello.

  34. maggio 11, 2009 alle 07:35

    ciao volevo dirti come vedevi il mio blog..cioe’ se lo vedi chiaro e bene

  35. maggio 11, 2009 alle 14:17

    Mirabelle: no, quelli da quel dì. Sono un po’ giù di creatività e di voglia (e dov’è la notizia, mi dirai?)
    angeliss: lo vedo bene con Explorer (che non uso quasi) e con Google Chrome (che uso pochissimo) e una mezza fetenzia con Firefox (che è il mio browser principale). Mi sa che nel template c’è un po’ di HTML non standard…

  36. maggio 12, 2009 alle 04:36

    grazie…..ho cambiato template ho messo quello vecchio ora come lo vedi??

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