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Barbie Boy

Barbie Boy non si chiama così perché sia gay o abbia atteggiamenti effemminati (è stranamente sposato) ma perché, pur avendo lo stesso numero di capelli di Bostoniano, li porta lunghi fino al sedere, raccolti in una bionda coda o sciolti a effetto covone.
Barbie Boy ha un’età apparente fra i tardi trenta e i tardi quaranta. Faccia da studente delle medie di quelli timidi e asociali, occhiali, perennemente vestito con camicia bianca, golfino blu (se fa freddo), pantaloni avana e scarpe da ginnastica nere da americano pensionato in gita turistica.
Barbie Boy canticchia continuamente fra sé e sé qualunque cosa faccia, si sospetta che smetta solo davanti a un computer.
Barbie Boy gira spesso senza scarpe.
Barbie Boy va ANCHE IN BAGNO senza scarpe (lascio a voi la soluzione dell’addizione "Barbie Boy senza scarpe" + "gocce di urina per terra").
Barbie Boy l’inverno gira con un formalissimo cappotto blu (l’unico che abbia, credo) e un cappello da giullare in pile multicolore con tanto di sonagli.
Barbie Boy una volta si dice che sia scappato urlando dal suo ufficio e abbia trascorso mezz’ora nel parcheggio, rientrando solo dopo essersi calmato. La teoria più accreditata è che stesse partecipando a un gioco di ruolo on line e che il suo personaggio sia stato ucciso.
Barbie Boy una volta si dice che era sul palco durante una delle riunioni plenarie trimestrali e che, in un momento di distrazione, abbia mandato l’indice in spedizione speleologica nelle narici. I più cattivi sostengono che anche le qualità organolettiche dei campioni raccolti siano state debitamente testate (pubblico stimato, un centinaio di persone).
Barbie Boy una volta stava arrivando alla mensa mentre Bostoniano stava pagandosi il pranzo. Fu così che Bostoniano udì una cassiera dire all’altra "Oh, no, eccolo che arriva". Quella serpe di Bostoniano disse: "Chi dite, Barbie Boy?" "LO CHIAMATE COSI’???" "Eh…" Ora le cassiere sono al corrente del soprannome, mentre Bostoniano deve assolutamente farsi raccontare che cosa, nei pochi mesi di anzianità che avevano accumulato, le avesse già portate a dire di Barbie Boy "Oh, no, eccolo che arriva".
Barbie Boy è con l’azienda da una vita, è vicepresidente, gestisce un reparto di sviluppo di qualcosa di non esattamente semplice e ha nove persone che dipendono da lui.

Barbie Boy oggi era in bagno senza pantaloni. Stava sciaquando qualche macchia dai medesimi nel lavandino, canticchiando, immemore e indifferente agli sguardi di non meno di tre astanti (Bostoniano compreso).

  1. giugno 16, 2009 alle 18:09

    vicepresidente?
    questo qui?
    beh, comunque sai che è apprezzabile la sua naiveté? soprattutto se paragonata alla spocchia che uno nella sua posizione avrebbe in italia.

  2. giugno 16, 2009 alle 18:09

    (però i piedi nella pipì, nooo! speriamo che almeno se li lavi prima di andare a dormire)

  3. giugno 16, 2009 alle 18:41

    Kat, la sua naiveté non è affatto sintomo di assenza di spocchia. Per quel che ho visto, qualunque umano è guardato con disprezzo. Non per una questione di casta, ma per una questione di essere “qualcun altro”. Deve avere un autismo neanche tanto latente.

  4. giugno 16, 2009 alle 20:15

    Ricorda Caccioppoli. I tipi così si somigliano tutti.
    Baci a quello con le guanciotte.🙂
    Bye. L.

  5. giugno 16, 2009 alle 20:48

    eh la fauna delle grandi aziende…La mia vanta una crucca capo marketing perennemente scalza, che mangia solo e solamente cocomero. In continuazione. Accanto a me.
    Le sue dita fanno fatica a staccarsi dalla tastiera, credo abbia inventato un nuovo tipo di colla

  6. giugno 16, 2009 alle 21:04

    Lemny: fra questo e Caccioppoli ce ne corre (infatti questo non penso che sia a rischio suicidio, per sua fortuna!)
    Salvietta: più che sbalordito dalla stranezza, sono sbalordito che un esemplare del genere sia a capo del Marketing, dove uno si immagina che la gente abbia il pieno controllo della propria immagine

  7. giugno 17, 2009 alle 06:20

    E’ il mio nuovo idolo.

  8. giugno 17, 2009 alle 07:04

    posso fare una donazione a suo favore?

  9. giugno 17, 2009 alle 08:35

    Vicepresidente? 9 persone da gestire? Io proprio non capisco… a volte mi pare di essere di un altro pianeta!!!

  10. giugno 17, 2009 alle 11:25

    Boston, sarà la vocazione professionale, sarà che pazzi cum pazzibus (anche seio no, non ispeziono il mio naso – non in presenza di terzi) ma io codesto figuro lo ADORO.

  11. giugno 17, 2009 alle 13:43

    di sicuro è uno che non si fa troppi problemi…

  12. giugno 17, 2009 alle 14:11

    giustamente Barbie Boy va a c*** con tutto e con tutti e ha tutta la mia solidarietà

  13. giugno 17, 2009 alle 14:39

    Mint: mentre ne scrivevo pensavo ai tuoi personaggi e mi dicevo che avrebbe potuto far parte del quadro
    feder: ho dato un’occhiata all’organigramma. Secondo me, le cose sono messe in modo che lui risulti responsabile ma in pratica i galloppini li dirige un suo vice, che probabilmente discute di fatti esecutivi non con lui ma col suo capo. Più un paio di indipendenti pari grado del vice, che probabilmente si coordinano anche loro col capo e non con lui.
    Zaub: è un bel caso da manuale, in effetti
    gattosecco: ma meno di zero. Una volta è arrivato in mezzo a un compleanno con cui non avrebbe potuto entrarci di meno, non ha detto una parola, si è servito una fetta di torta e se n’è andato mugolando le sue solite melodie
    ziacris: a volte anche “ingiustamente”, dammi retta.

  14. giugno 17, 2009 alle 18:04

    A me invece non sta simpatico per nulla. Lavorare con un tipo così deve essere difficilissimo, e se anche le tipe della mensa lo temono, deve infilarsi le dita nel naso e poi toccare il cibo comune, no?
    Non mi sembra un mito uno così!
    Ciao
    Angela

  15. giugno 17, 2009 alle 18:32

    Angela: vattelappesca! Io non credo di voler fare l’esperienza, ma per mia fortuna ci occupiamo di cose talmente differenti che le possibilità di dover cooperare sono zero. Ah, alla mensa non c’è praticamente nulla che uno possa prendere da solo, e quel poco si prende più comodamente con le posate. Almeno da quel punto di vista, siamo abbastanza garantiti

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