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Cenetta inaugurale (seconda di una lunga serie)

Da quanto tempo non vi rompo con l’ennesima ricetta? Direi da abbastanza da attutire le mie paranoie che le ricette fossero diventate la spina dorsale tematica del blog. Eppertanto, ieri abbiamo avuto a cena due coppie di amici con prole e ho fatto un paio di cose azzeccate.

La prima, un risotto che avevo mangiato da mia madre un paio di estati fa. Quando le ho detto che avrei fatto "Quel risotto lì, sì, sai quello che fai il risotto di base semplice (soffritto, tostatura, sfumata col vino bianco, brodo, chiudi pentola a pressione, sei minuti in pressione, fai sbuffare, apri, parmigiano, brodo aggiuntivo se serve e via in tavola) e poi salti a parte le verdure fatte a fettine (zucchine e cipolla rossa saltate velocemente con un filo d’olio perché restino un po’ al dente, verso la fine aggiungere il sugo dei pomodori fatti a dadini e, quando si è ritirato un po’, i pomodori stessi e levare dal fuoco, mescolare basilico a listarelle) in modo che non ti escano stracotte e mescoli appena prima di servire", la sua risposta è stata: "Potrei GIURARE di non averlo mai fatto. In effetti mi sembra un’ottima idea, ma non mi ricordo proprio". Beh, i commensali hanno concordato che l’idea era buona, quindi raccomando. Eventualmente un pugno di spinaci, qualche fiore di zucchina, cose così si possono aggiungere alle verdure saltate per amor di varietà (eviterei le melanzane, non cuocerebbero abbastanza).

La seconda invece si deve all’aver trovato i gamberoni con tutte le teste. Solita insalata? Uno spreco. Sugo per la pasta? No grazie, vorrei mangiarli anch’io, li avete fatti così la settimana scorsa e sai che è una delle poche maniere in cui non mi piacciono i crostacei (dice Bostoniano a Pigrazia davanti al banco del pesce). Quindi, i gamberoni sono stati messi a insaporire con olio, sale, pepe e scorza di limone per un’ora, poi sono stati infilati su spiedini e messi nel forno alla temperatura più insensata disponibile (oltre 250 gradi), avendo cura di metterli sulla griglia di sopra con una teglia appoggiata alla griglia di sotto, se no i vicini chiamano i pompieri. I poveri malcapitati hanno soggiornato in cotanto inferno per minuti 3 circa, quindi ci hanno raggiunti a tavola assieme a un’insalatina di finocchi e crescione e patatine rosolate nel famoso padellone della morte, come a suo tempo lo definì Loading.

Ciambellone, gelato (uvetta al rum, sciroppo d’acero e noci, creme varie). Vini: Gruener Veltliner, Pinot Bianco, Aleatico. E casa è battezzata.

  1. ottobre 5, 2009 alle 16:05

    stavo giusto postando la mia cena di ieri. a questo punto aspetto un pochino per evitare l’inflazione di offerta culinaria. prosit.

  2. ottobre 5, 2009 alle 16:10

    Giap: no, per carità, posta, posta!
    Xanthippe: scusa se ho ucciso il tuo commento all’altro post, il cui scopo era solo far uscire questo. Non vorrei che questo post passasse in secondo piano perché la gente si concentra su “che palle, ‘sto Splinder”. Comunque, mi fa piacere che tu condivida!

  3. ottobre 5, 2009 alle 16:17

    Potevi ucciderlo tranquillamente senza pietà.
    Il commento, dico.
    E pure il post.
    :o)

    Quanto alle cene di inaugurazione, mi sa che pizza e birra faranno benissimo al mio caso, quando verrà il momento.
    E la cucina la metterò in funzione per il caffè.

  4. ottobre 5, 2009 alle 16:19

    “Pizza e birra” è un’opzione che vedo bene per il party inaugurale, per il quale non mi andrebbe davvero di fare altro che partecipare al casino.

  5. ottobre 5, 2009 alle 16:42

    Ma quante inaugurazioni fate?😀
    Il risotto sembra buonissimo, hum…

  6. ottobre 5, 2009 alle 16:45

    bene il riso
    non mangio crostacei da un pezzo e non li cucino più
    passo il protocollo al consorte
    grazie

  7. ottobre 5, 2009 alle 16:57

    Vip: a te piacerebbe moltissimo – oddio, salvo sorprese! Nel passato ho scoperto che non tutte le verdure ti scendono altrettanto bene…
    YBAN: uh, come mai? Sopraggiunta saturazione? Intolleranze e/o allergie?

  8. ottobre 5, 2009 alle 17:59

    Ti detesto.

  9. ottobre 5, 2009 alle 18:20

    Mint: va bene, va bene. La prossima volta servo Guinness, contento?

  10. ottobre 5, 2009 alle 19:00

    Questa sera sarò sintetica, promesso:

    slurp!

  11. ottobre 5, 2009 alle 19:30

    il risottino estivo mi sembra buonissimo. ma che riso usi? Io una volta il carnaroli, adesso amo l’integrale.

  12. ottobre 5, 2009 alle 21:52

    Volare:🙂
    Cinas: Carnaroli anch’io. Non mi dispiace il Vialone Nano e una volta ho usato per disperazione del riso da sushi (viene benissimo, ma tagliare i tempi di un quarto). Non ho mai provato l’integrale. Mi incuriosisce, ma ho paura che servirei una cosa dura e senza crema, se prima non mi faccio spiegare bene quale prendere e come va trattato.

  13. ottobre 5, 2009 alle 22:52

    questa sarebbe la vendetta per aver cucinato per gli amici nella sera che avevate gia’ l’impegno di gente a cena?

    TANTO tra la cipolla rossa e quell’altro coso verde non mi sarebbe piaciuta.
    ECCO.

  14. ottobre 6, 2009 alle 08:24

    sì, ma ‘ste foto?

    Nina

  15. ottobre 6, 2009 alle 09:36

    beh potevate chiamarmi…
    io vado avanti a forza di uova sode e pachino…

  16. ottobre 6, 2009 alle 12:11

    1. Boston ma che nun zo stata chiaraaa? volemo le foto della casa nuova.
    2. il riso sembra buono, tuttavia mi pare troppo gremito di cose verdi, per le quali ho una spiccata antipatia.
    3. senti, ot: a Torino ho mangiato un risotto ficherrimo: con fragole spumandino e menta. Ti assicuro na robba stellare.
    Ma secondo te come se fa?

  17. ottobre 6, 2009 alle 13:35

    Sullepunte: ah, mi piace. Invece di vederla come un “non posso andare, fanno le cose che non mangerei invece di impormele quando ci vado” lo vedi come una vendetta. Bene, bene. La prossima volta che vieni, zuppa di cipolle e flan di broccoli.
    Nina (e Zaub 1): la casa è appena tornata presentabile. Appena gli astri si allineano in maniera tale che abbiamo voglia di far fotografie simultaneamente col tempo di farle e col tempo e la voglia di caricarle su Flickr e postarle, giuro che le pubblichiamo.
    Superpomettomel: e ti lamenti? Vitamine, minerali, proteine, i giusti lipidi… Se olio e pomodori sono buoni anche il gusto è soddisfatto… Pensa sempre a quel mio amico che si faceva pane e dado da brodo.
    Zaub: 2) male, male. C’è tanto di buonissimo fra le cose verdi. 3) Ne avevo letto, che ti devo dire… già prima di venire qui, dove il confine fra salato e dolce è ben più labile di quanto sarebbe adatto alla vita umana, guardavo con sospetto questi esperimenti anni ottanta. Se mi dici che era buono ci credo, ma sulla carta non solletica le mie corde.

  18. ottobre 6, 2009 alle 13:53

    mmmmhh, sei pure coraggioso..io il risotto non mi fido a perderlo d’occhio in una pentola a pressione!Giusto oggi ne abbiamo fatto uno con un buon tot di porcini, per consolarsi dell’autunno in corso: è stato piuttosto efficace :-))
    Stasera etnico/fusion, con un buon guacamole, fagioli neri e al posto delle tortillas, copiose nostranissime piade!!Bacibà Cusèina

  19. ottobre 6, 2009 alle 14:03

    gne gne gne.

    [certo che la zuppa di cipolle mi da’ l’idea del giudizio universale proprio.]

  20. ottobre 6, 2009 alle 14:18

    LaCusèina: questo è un colpo basso, non vedo un VERO porcino dal duemilaequattro😦 Comunque, la Ziamamma è la gran maestra del risotto in pentola a pressione, io per anni l’ho fatto normalmente. Poi, sotto sua insistenza, ho provato: non c’è ritorno. Riso al dente, cremina magnifica, un terzo del tempo. Oh, e le piade vostrane: bell’esperimento, ma io ho ancora in testa quelle tigelle con quel criminale pesto modenese che ci sparammo a due alla volta quella sera da te a Brescia :-PPPP
    Sullepunte: se il padreterno avesse inventato di meglio, lo avrebbe tenuto per sé. LaCusèina qui sotto può testimoniare che cosa sia la zuppa di cipolle nella ricetta di famiglia della nonna W (che ce l’avevo anch’io una nonna W, mica solo Elastigirl!)

  21. ottobre 6, 2009 alle 14:38

    Facciamo che il risotto nella pentola a pressione lo faccio provare a mia mamma che lì dentro ci fa di tutto.
    POI
    FORSE
    EVENTUALMENTE
    rispolvero la mia, di bomba a orologeria.
    Mi farebbe comodo più che per il risotto per il brasato, che la settimana scorsa in preda alla casalinghitudine ho fatto una bella scorta di ravioli ripieni (brasato, classici ricotta&spinaci, taleggio&asparagi) e a fare i primi ci ho messo una vita.

    (ooohhh… era una vita che volevo bullarmi un po’ anch’io su argomenti culinari)🙂

  22. ottobre 6, 2009 alle 15:02

    RAVIOLI AL BRASATO!!! Prendi il primo aereo, dovrebbero esserci delle ottime tariffe.

  23. ottobre 6, 2009 alle 18:16

    MALEDETTO! io ho appena iniziato la dieta e mi stai facendo sbavare come un sanbernardo. porcaccia di una eva schifa!

  24. ottobre 6, 2009 alle 18:24

    Io? Tutte cose leggere. Pensa piuttosto a Esse e ai ravioli al brasato…

  25. ottobre 6, 2009 alle 20:14

    (Guarda Boston che quel riso li l’è bbono, non ci ha niente de dolce niente niente!
    Bono.
    Ah se è bono
    tanto deligato)

  26. ottobre 6, 2009 alle 20:34

    (“tanto deligato” me fa penzà a’a mortazza de Funari versione Corrado Guzzanti…)

  27. ottobre 7, 2009 alle 03:42

    “Hermo, che te sei magnato? I biuster?”
    (Tanto per ribadire il discorso dello studente volenteroso ecc. ecc.)

  28. ottobre 7, 2009 alle 15:48

    1-la zuppa di cipille è paradisiaca
    2-io nella pentola a pressione ci ho 3-fatto pure il creme caramel
    4-quel funari lì mi faceva ammazzare…..aa capito a sottile metafora?ar sindacco de pariggi jo detto..

  29. ottobre 7, 2009 alle 15:49

    non so esistano la cipille, io comunque intedevo cipolle. Ma dal nome le cipille potrebbero essere buone

  30. ottobre 7, 2009 alle 15:55

    amissi: la storia delle cipolle è una cosa fra me (che le adoro e non riesco quasi a cucinare senza) e Sullepunte (che non capisce perché la natura abbia sprecato tempo ad evolverle e l’uomo a coltivarle). Le cipille, boh? A che regno apparterranno? Avranno a che fare col fiero cipiglio?

  31. ottobre 7, 2009 alle 16:07

    Bos, quoto. Per me la cipolla sta bene praticamente dappertutto. Per i risotti preferisco lo scalogno, ma sempre in famiglia rimaniamo.
    Avevo la ricetta per una zuppa di cipolle che mi faceva commuovere (in tutti i sensi) e che non trovo più da nessuna parte dentro casa.
    Cipolle rosse da far imbiondire col burro, poi mi pare un po’ di farina, poi il brodo… una delizia.
    Se solo mi ricordassi chi me l’aveva passata…
    Finora mi sono rifiutata di provare con altre ricette.
    O quella o niente!
    Sigh…

  32. ottobre 7, 2009 alle 16:07

    di preciso non lo so
    un po’ c’entra che i granchi sbollentati, secondo me, diventavano rossi dalla rabbia
    e un po’ che per un lungo periodo non ho potuto mangiarne per motivi di salute
    ora non mi piacciono più
    vado di conchiglie varie, calamari e moscardini

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