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Qualcuno, altrove, ha parlato di Sting

Caro Sting, che dire…

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Sì, non malaccio. Ma continuo a preferire la versione di Klaus Nomi:

Categorie:Uncategorized Tag:,
  1. ottobre 19, 2009 alle 15:20

    Facciamo che a me non piace nessuna delle due.

  2. ottobre 19, 2009 alle 15:21

    Xan: pensavo che eri amica mia…

  3. ottobre 19, 2009 alle 15:24

    Boston, mi sono dovuta fare violenza per arrivare alla fine del video.
    Ascoltarlo, dico.
    Che di guardarlo ho smesso prima.
    (Pure quello di Sting, chiariamo.)

    Dai, facciamo pace?
    Mica mi terrai il broncio per così poco?

  4. ottobre 19, 2009 alle 15:33

    Minchia, Boston, chi m’hai riportato alla mente.

  5. ottobre 19, 2009 alle 16:58

    Xan: sgrunt!
    Mint: ne giravano di matti, eh?

  6. ottobre 20, 2009 alle 10:46

    Ti dirò…io quasi quasi prefesisco la versione di Sting, senza nulla togliere alla drammaticità di Klaus

  7. ottobre 20, 2009 alle 13:48

    Salvietta: de gustibus. Io trovo che Sting canti come un cavallo bolso nel tentativo di suonare credibilmente lirico, e che l’abbiano presa troppo veloce. Il Genio del freddo, che canta la canzone, lamenta di essere stato svegliato dal suo sonno, chiede se non ci si rende conto di come si muova penosamente e rigidamente e prega di lasciarlo nuovamente congelarsi fino alla morte. Per questo il pezzo suona così lento, affaticato e a singhiozzo. Nella migliore delle ipotesi, Sting sbaglia completamente interpretazione.

  8. ottobre 20, 2009 alle 17:09

    Ma cristo, mi ricordo mio padre in gelateria che aveva un poster di questo alieno.

  9. ottobre 20, 2009 alle 18:15

    Tuo padre aveva un poster di Klaus Nomi in gelateria? Interessante… Il mio, di padre, non solo a oggi dubito che sappia chi sia quest’uomo, ma probabilmente il solo vederlo basterebbe a convincerlo che non vuole saperne di più

  10. ottobre 20, 2009 alle 20:10

    E’ vero il pezzo suona a singhiozzo. Ma per questo mi piace.
    E’ riuscito a creare un quadro di poesia musicale tutto personale, allontanandosi si’, dall’interpretazione comune e corrente, ma dando al pezzo un’accezione particolarissima,
     un po’ come prendere un quadro, un ritratto, e disegnarci attorno un corpo o un paesaggio.
    Ma forse sono io ad essere troppo melensa e smielata in questo periodo…

  11. ottobre 20, 2009 alle 22:14

    Ma solo a me mi si apre il post con una voce che fa: "intestino pigro?"
    Comunque (premesso che sono un’analfabeta musicale) concordo con la Xanthippe: Sting pare che sbadigli dall’inizio alla fine o in alternativa che gli sia rimasto qualcosa sullo stomaco e stia trattenendo degli sbuffi clamorosi, il clown Augusto è troppo sopra le righe per i miei gusti.
    E con questo sarò bannata per sempre, ciao a tutti, è stato bello finchè è durato.

  12. ottobre 21, 2009 alle 01:26

    Perla: Repubblica mica ti lascia embeddare i video così aggratisse, l’intestino pigro o quale altra pubblicità per lui capita a tutti! Sopra le righe o no, il clown Augusto è stato un grandissimo. Nei tre anni che è durato, l’avanguardia New Wave di New York pendeva dalle sue labbra. Ha collaborato anche con Davide Bove, a proposito di gente sopra le righe.

  13. ottobre 21, 2009 alle 04:30

    Il basso slappato nella pubblicità Lacoste è di Les Piscinadargilla.

  14. ottobre 21, 2009 alle 20:01

    Se non è lui, è suo fratello

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