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Zecchino d’Horror

Grazie a Davide che ascolta lo Zecchino d’Oro a martello, sorgono in me una serie di interrogativi:

  1. Ma la Peppina, che prova a fare il caffè col tritolo e salta allegramente per aria, sono mai riusciti a trovarne abbastanza per celebrare un funerale?
  2. Popoff rotola felicemente sulla pancia fino al fiume Don e salva il sedere. E tutti gli altri cosacchi, persi nella steppa sconfinata a quaranta sotto zero e ormai esausti e in avanzato stato di congelamento, che gli succede? Recuperano le povere salme dopo il disgelo?
  3. Noè si scorda i due liocorni perché, astuti come aquile, non si fanno vedere. In un libretto che accompagna la canzone, i liocorni in questione sorridono in primo piano seduti su due salvagenti in mezzo al nulla con l’arca che si allontana sullo sfondo. Quanti squali saranno riusciti a sfamare, i due furbacchioni?
  4. Ma gli autori delle canzoni ci pensavano un momento a quello che scrivevano?
  1. novembre 23, 2009 alle 03:43

    ah ah ah! davvero! a pensarci bene certi testi sono a dir poco ASSURDI!!

    Scarlett

  2. novembre 23, 2009 alle 06:58

     sicuro che ci pensavano
    l’assurdo è la più libera espressione dell’arbitrio creativo, no?

  3. novembre 23, 2009 alle 09:01

    E quei rincoglioniti di 44 gatti che erano in uno dei numeri più banalmente divisibili del mondo e si sono andati a infognare mettendosi in fila per tre?

    Rita

  4. novembre 23, 2009 alle 11:53

    Ah Bosaton eppure quella faccenda dei liocorni è una hit di tipo imperituro eh.
    Per il resto io ho somministrato con discreto successo Vinicio Capossela al nipote e toccherà presto anche al figlio.

  5. novembre 23, 2009 alle 13:39

    beh, la Peppina avrebbero dovuto internarla già prima del tritolo…peraltro sareste voi riusciti a vivere anche senza sapere il coccodrillo come fa?

  6. novembre 23, 2009 alle 14:04

    Segui un consiglio: se tra le canzoni c’è anche "La zanzara", cancellala subito, non fargliela ascoltare MAI.
    In caso contrario potresti assistere, la prossima estate, a crisi isteriche se solo penserai di provare ad accennare a spiaccicare una zanzara.
    Casa di Bà quest’estate era il rifugio di tutte le zanzare del quartiere.

  7. novembre 23, 2009 alle 17:16

    Scarlett: la cosa che dà da pensare è che erano destinati ai bambini. Forse ora ci scandalizziamo troppo, chissà…
    YBAN: sì, ma boh, secondo me c’era del candore in tutto ciò
    Rita: beh, ho messo solo quelli con un risvolto horror, ma allora considera quella su Gugù, bambino dell’età della pietra che arrivava a scuola in ritardo per trascinare il suo libro pesante un quintale e il maestro gli metteva 4 in condotta. Insomma, o era il solo povero stronzo che portasse il libro di pietra, quindi c’era un’ingiustizia da risolvere, oppure gli altri stavano come lui ma riuscivano a non arrivare in ritardo, quindi il maestro faceva bene. Oltre al valore diseducativo della frase finale, dove i bambini che si lamentano dei libri pesanti dovrebbero pensare al libro di pietra di Gugù e tacere. Un paio di palle! Protestare e ad alta voce!
    Zaub: tempo fa scuoteva la testina cantando "Hallo, hallo, hallo, hallo" al ritmo di "Smells like teen spirit" dei Nirvana. C’è speranza che abbandoni lo Zecchino d’Oro prima o poi.
    Tortadimele: Ma noi SAPPIAMO il coccodrillo come fa! Mesi fa girava un video di una coccodrilla innamorata del camion dell’immondizia perché fanno lo stesso suono.
    Xan: per carità, immagino che Bà se le vedesse tutte in abito da sera per far bella figura. Sempre odiata, quella canzone…

  8. novembre 23, 2009 alle 17:17

    Scarlett: la cosa che dà da pensare è che erano destinati ai bambini. Forse ora ci scandalizziamo troppo, chissà…
    YBAN: sì, ma boh, secondo me c’era del candore in tutto ciò
    Rita: beh, ho messo solo quelli con un risvolto horror, ma allora considera quella su Gugù, bambino dell’età della pietra che arrivava a scuola in ritardo per trascinare il suo libro pesante un quintale e il maestro gli metteva 4 in condotta. Insomma, o era il solo povero stronzo che portasse il libro di pietra, quindi c’era un’ingiustizia da risolvere, oppure gli altri stavano come lui ma riuscivano a non arrivare in ritardo, quindi il maestro faceva bene. Oltre al valore diseducativo della frase finale, dove i bambini che si lamentano dei libri pesanti dovrebbero pensare al libro di pietra di Gugù e tacere. Un paio di palle! Protestare e ad alta voce!
    Zaub: tempo fa scuoteva la testina cantando "Hallo, hallo, hallo, hallo" al ritmo di "Smells like teen spirit" dei Nirvana. C’è speranza che abbandoni lo Zecchino d’Oro prima o poi.
    Tortadimele: Ma noi SAPPIAMO il coccodrillo come fa! Mesi fa girava un video di una coccodrilla innamorata del camion dell’immondizia perché fanno lo stesso suono.
    Xan: per carità, immagino che Bà se le vedesse tutte in abito da sera per far bella figura. Sempre odiata, quella canzone…

  9. novembre 23, 2009 alle 17:19

    Allora: i gatti erano in fila per sei, almeno che io ricordi.
    Poi…la ninna nanna che mi hanno insegnato all’asilo diceva:
    "quando è ora di fare la nanna
    sai che fanno i bravi bambini?
    Lasciano i giochi e corron da mamma
    che li accompagna a lavare i dentini.
    Dopo si infilano nel pigiamino,
    a babbo e mamma danno un bacino
    poi si addormentano piano pianino con la preghiera a Gesù bambino.
    E tu bambino mio che non vuoi far la nanna
    NON FARE PIU’ I CAPRICCI SENNO’ SARAN PASTICCI
    ALLA TUA MAMMA DAI GIA’ TANTE PENE
    POTREBBE CREDER CHE NON LE VUOI BENE…"

  10. novembre 23, 2009 alle 17:36

    FdV: ma chi gestiva il vostro asilo, che vi insegnavano ‘ste ninne nanne da Yiddishe Mame creatrice di figli coi complessi di colpa? Cavolo, potrebbe citarla Moni Ovadia nel suo spettacolo sulla mamma…

  11. novembre 23, 2009 alle 19:23

    Non ce la posso fare…

  12. novembre 24, 2009 alle 00:20

    Aiutoooo, zecchino d’oro anche qui nooooo! Ieri sera ho fatto da niñera al ElRubio, mi sono sorbita tuttla la compilation. E alle 10 ancora aveva gli occhi sbarrati.
    Effetto caffè della Peppina.

  13. novembre 24, 2009 alle 00:41

    Winter: c’è chi non ha scelta e deve farcela per forza!
    Salvietta: ecco, appunto.

  14. novembre 24, 2009 alle 14:26

    Guarda, se insisti, "I due liocorni" te la posso anche ballare, te la posso mimare, come pure "Ma il coccodrillo come fa"…tu scegli che io vado di canto e danza

  15. novembre 24, 2009 alle 16:15

    Ziacris: "torero Camomillo", dai

  16. novembre 24, 2009 alle 16:16

    Parto io: "Uàllera uàllera uàllera uàlla, Uàllera uàllera uàllera uàlla, Uàllera uàllera uàllera uàllallà… Olé!"

  17. novembre 24, 2009 alle 16:29

    io andrei sul catalicammello.

    Nina

  18. novembre 24, 2009 alle 23:07

    Nina: eccone un’altra bislacca. Dove glielo avranno montato, il catalizzatore?

  19. dicembre 14, 2009 alle 07:51

    Stavo per commentare "Il solito precisino", poi ho letto i commenti. Me li fate provare anche a me gli intrugli che vi fumate?
    (Io comunque già all’epoca taroccavo il testo del Torero Camomillo. La rima la fecevo con "lillo". E qui mi fermo)

  20. dicembre 15, 2009 alle 00:59

    Zeus, io cerco di non fare troppi taroccamenti ora, che se no Davide me li impara. Ma, giuro, l’iperesposizione allo zecchino d’oro me li sta tirando fuori col cavatappi. Da quelli fecali ("e all’occasione poter cacare sulle poltrone") a quelli deprecatori ("per precisare chi è il più coglione") a quant’altro.

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