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Felicità è…

…postare da un pullman nel bel mezzo del Connecticut. Miracoli di un iPod e del wifi gratuito.

  1. febbraio 13, 2010 alle 15:23

    eheheh. la dipendenza…

    ma voi due dovete staccarvi da internet e pensare a ny!!
    (salutatemela, mi raccomando)

  2. febbraio 13, 2010 alle 17:13

    ormai sarete arrivati, felici e connessi

  3. febbraio 13, 2010 alle 19:09

    Eccazzo però armeno 4 de righe!
    PPPP

  4. febbraio 14, 2010 alle 09:58

    wow! ora ti tocca farci la cronaca minuto per minuto, caro!

  5. febbraio 14, 2010 alle 10:03

    forte. io dal BB nn ci ho ancora provato.

  6. febbraio 14, 2010 alle 22:55

    E non è poco!

  7. febbraio 15, 2010 alle 10:15

    Con l’ipod? I-POD?!
    Pensavo lo facesse solo l’I-Phone, si vede che sono indietro.

  8. febbraio 15, 2010 alle 10:56

    ma che  figo mi sei?! 
    ggiovane abbestia!

  9. febbraio 15, 2010 alle 11:59

    Commento tipo: eh?
    🙂

  10. febbraio 17, 2010 alle 16:53

    e che ci fai in un bus?

  11. febbraio 17, 2010 alle 18:23

    sullepunte: come hai potuto vedere, si è trattato solo di quel piccolissimo episodio 🙂
    YBAN: e anche tornati, ora che rispondo!
    zaub: mai dire in 4 righe quel che puoi dire in 2!
    Kat: e invece no!
    cinas: è una vera palla. Uno lo fa solo perché può, ma è scomodissimo.
    svivi: sputateci su, oh!
    FdV: l’iPod Touch lo fa, purché ci sia un WiFi disponibile
    Pillow: deppiù!
    Winter: eh…
    diVerde: precipitata a commentare senza aver letto il post precedente, eh?

  12. febbraio 17, 2010 alle 20:09

    Il wi-fi messo a disposizione dal pullman?

    saluti.

  13. febbraio 17, 2010 alle 20:20

    Loading: ebbene sì. Non una scheggia, ma usabile.

  14. febbraio 18, 2010 alle 13:09

    Da noi è già tanto se mettono a disposizione l’autista.

    saluti.

  15. febbraio 20, 2010 alle 15:51

    San Wifi!!!

  16. febbraio 24, 2010 alle 19:48

    Infelicità è… leggere un post come questo, dall’Italia.

    😦

  17. febbraio 24, 2010 alle 19:58

    Dariocavedon: beh, c’è chi potrebbe scrivere un post del genere dall’Italia parlando della meravigliosa operazione salvavita a costo zero che ha subito. E qui sì che un americano avrebbe da piangere (e neanche se ne rende conto)

  18. febbraio 24, 2010 alle 20:10

    Vero anche quello!
    Non conosco la realtà americana, quindi mi tengo la sanità pubblica (del Nord est), e appunto aspetto tempi migliori.

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Emmò, ariccontateme quarcosa VOI!

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