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Finché persino le menti dei migliori fra noi…

…si faranno fuorviare dalle apparenze, per seducenti che siano, non ci sarà vera libertà.

No, stasera ho fatto le orecchiette con le cime di rapa per i grandi e le pennette panna e prosciutto per i bambini. E quasi tutti i grandi hanno voluto assaggiare, e preferito, le pennette. Berlusconi ha un futuro…

  1. marzo 22, 2010 alle 07:23

    …lo avrei fatto pure io.ma io sono colitica, è scienza, la mia.

  2. marzo 22, 2010 alle 08:40

    è la panna, ahimèviva sempre le cime di rapa

  3. marzo 22, 2010 alle 08:49

    E ma infatti, l'attrazione irresistibile per il cremoso.Su su, coraggio.

  4. marzo 22, 2010 alle 09:27

    o tempora o mores.la preferenza per il bianco, per il dolce, per il semplice …

  5. marzo 22, 2010 alle 09:38

    ma nooooooo!!!ps: io avrei fatto solo cime di rapa e via…

  6. marzo 22, 2010 alle 10:39

    Mi avresti messo dinnanzi ad un bivio insolubile.Come quando dici ad un carabiniere: "Vieni qua, va là".

  7. marzo 22, 2010 alle 13:36

    Orecchiette con cime di rapa forever!

  8. marzo 22, 2010 alle 15:04

    Mi fa piacere la solidarietà dei più in questo triste momento. Mint, il paragone col carabiniere è geniale, ma l'impasse si è rivelato assolutamente solubile per tutti gli interessati. Hanno preso entrambe le cose ed evitato di scegliere. Gli unici a restare coerenti ai propri principi e a prendere un tipo solo siamo stati io (la panna sta bene nel caffè e sulle fragole) e Sullepunte (cime di rapa? Jamais!!!)

  9. marzo 22, 2010 alle 15:50

    veramente la piu' stoica e inamovibile e' stata la piccola "ho perso il mio anello tutto giallo". manco la panna s'e' filata.

  10. marzo 22, 2010 alle 17:00

    Ahhhh, oooohhh, ma la principessina non fa testo!

  11. marzo 22, 2010 alle 22:03

    Manda qua le orecchiette avanzate!

  12. marzo 23, 2010 alle 18:35

    Anch' io sarei andato per un bis scaccia pensieri.saluti.

  13. marzo 23, 2010 alle 21:06

    ah…le cime di rapa

  14. marzo 24, 2010 alle 11:39

    AAAAAAHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH!dolore!oltraggio!ma come? preferire la pasta con la panna alle orecchiette con le cime di rapa?(ma ci hai messo su il soffrittino di alici sotto sale?)

  15. marzo 24, 2010 alle 14:11

    Loading: se ti piace la pannagghhh è la cosa più logica da fareSvivi: avanzate?Artemisia: poetiche, eh?Katika: ovviamente no, lo sai che il pesce non è cosa. E comunque è una variante assolutamente discrezionale. Io preferisco rinforzare il sapore a pecorino, casomai

  16. marzo 24, 2010 alle 21:41

    C'ho provato…

  17. marzo 25, 2010 alle 07:36

    Ho rinunciato da tempo alle cucine separate. perchè il risultato era lo stesso: Cibo bambini Vs Cibo Grandi 1 a 0.

  18. marzo 25, 2010 alle 19:25

    che poi noi a casa abbiamo l'alternativa al soffrittino olio-alice (ché a noi giovini non piace l'alice)… fai un soffrittino sciuè sciuè con olio cipolla pomodorini e peperoncino e poi fai mantecare orecchiette (o spaghetti) e cime di rapa rigorosamente cotti insieme. Sughetto detto "alla san giuannid"

  19. marzo 25, 2010 alle 23:01

    MadameIdiota: è che ci sono dei grandi (io) che non ne vogliono sapere di adattarsi. Ed essendo loro anche quelli che cucinano, beh, hanno voce in capitolo! artemisia: il sughetto alla san giuannid verrà sicuramente provato alla prima occasione (spaghetti? Li vedo difficili da trattare con le cime di rapa, ho paura che si finisca con spaghetti da un lato e cime dall'altro). Io comunque tendo a cuocere le cime da sole, RECUPERARE L'ACQUA per cuocerci le orecchiette (mettiamolo bene in chiaro) e saltare le cime con olio, aglio e peperoncino mentre la pasta cuoce. A questo punto, a volte frullo metà delle cime (ebbene sì!) e le monto a crema con pecorino e la schiuma dell'acqua di cottura delle orecchiette. Lo so, è poco filologico, ma dà un tono da alta cucina – e, dal lato pratico, condisce meravigliosamente bene le orecchiette perché si fa salsa, senza dover usare un litro d'olio.

  20. marzo 26, 2010 alle 12:22

    mi permetto di contraddirti, dall'alto (anzi, dal basso) della mia provenienza regionale: il soffrittino di alici non è una variante discrezionale bensì parte costitutiva della ricetta a tutti gli effetti. variane è il pecorino o il sughetto alla san giuannidd. comunque sia, viva la fantasia!

  21. marzo 26, 2010 alle 13:18

    Katika: ti voglio tanto bene, ma non mi convinci. Capisco che il nonno di Bitonto mai conosciuto e comunque di cultura napoletana non costituisca una mia credenziale valida, ma non sei la prima pugliese con cui discetto di questa ricetta. Insisto per le alici come variante e, a quanto ho potuto stabilire, neanche frequentissima. Perfettamente sensata, però.

  22. marzo 26, 2010 alle 21:53

    Io, mezza barese, le conosco solo con il soffrittino di alici, mai sentito parlare di varianti…

  23. marzo 26, 2010 alle 21:56

    Svivi: voglio bene anche a te, ma garantisco: il soffritto di alici è una variante. La base non prevede altro che un soffritto di aglio, olio e peperoncino. Raccolto pareri da foggiani, baresi, tarantini e forse un leccese o due.

  24. marzo 26, 2010 alle 22:12

    Oh, mi sembra la storia della ricetta del pesto o della sangria: a tanti chiedi, tante ricette ti danno…

  25. marzo 30, 2010 alle 11:19

    In Italia specialmente… anche io avrei preso le pennette…

  26. marzo 30, 2010 alle 21:06

    dimmi un po' le diverse ricette del pesto…

  27. marzo 31, 2010 alle 00:40

    Donburo: aaaaugggh!!!Tortadimele: oh, semplice. Più o meno olio, più/meno/niente aglio, pinoli sì/pinoli no, aggiunta di noci, solo pecorino/parmigiano/misto dei due, presenza o meno di fagiolini e patate assieme alla pasta, linguine vs trenette vs corzetti… In pratica, le uniche costanti sono l'olio e il basilico… almeno finché non vieni qua. A quel punto, hai varianti fatte col cilantro (coriandolo fresco, un concentrato di prezzemolo, praticamente da vomitare), con la rucola, con aggiunta di pomodoro a pezzetti e via pervertendo. Ah, e di solito non lo si serve con la pasta ma con il pane da pucciare, come salsa nel "panini italiano", addosso a carne o in minestre…

  28. marzo 31, 2010 alle 13:04

    io il pomodoro a pezzetti e la ricotta sulla pasta al pesto gia' la vidi in patria ad opera della coinquilina di masssa carrara.

  29. aprile 1, 2010 alle 11:23

    mmmmm. non mi convinci per niente.prova a gugolare "orecchiette con cime di rapa" e sarai inondato di ricette tutte uguali CON LE ALICI!e poi prova a chiedere ai grandi chef  pugliesi o ai vari presidi slowfood ecc ecc.: ti diranno tutti la stessa verità.(ti voglio sempre bene pure io)

  30. aprile 1, 2010 alle 13:20

    Kat: esclusa tassativamente la possibilità di parlare con chef pugliesi o presidi slow food per evidenti motivi geografici, ho quantomeno guardato in google. Il numero di ricette che prevedono le acciughe è in effetti in maggioranza (a naso, un sessanta-quaranta). Resta il fatto che la maggior parte di ricette sentite "a voce" da pugliesi non le prevedevano. A questo punto, posso pensare che mi dessero la ricetta purgata delle alici a mio uso e consumo perché sapevano della mia avversione per il pesce… E in fondo resta il fatto che, di fronte a simili percentuali, non credo che tu possa escludere l'esistenza radicata di una variante fish-free. Ipotesi: il piatto nasce senza (in fondo è "povero") e incorpora poi le alici appena inizia a girare qualche soldo in più. O nasce con le alici ma ci rinuncia nei tempi di magra (come succede per la pasta con le sarde a mare in Sicilia).

  31. utente anonimo
    aprile 2, 2010 alle 19:01

    io quoto Katika…la vera ricetta è con le alici….in tutti i ristoranti/trattorie e case di Bari vecchia le orecchiette con le cime di rapa vengono fatte con le alici. Poi c'è a chi non piace l'alice e allora scatta la variante…Tra parentesi noi a Bari le alici salate le abbiamo tutto l'anno visto che si usano fare in casa quantità industriali…artemisia barese verace come il polpo =)

  32. aprile 2, 2010 alle 20:07

    Uhm… Uhm!!! Riprendiamo ad esempio la storia del pesto. La Liguria è un murzillo rispetto alla Puglia, che non vorrei dire una bestialità ma dev'essere la regione più lunga d'Italia (e anche la popolazione, rispetto alla Liguria, è più del doppio).Nonostante ciò, l'estensione della Liguria è sufficiente da che i partiti "aglio nel pesto sì" e "aglio nel pesto no" siano radicatissimi ciascuno nella propria ortodossia.Ora, se io avessi trovato un'assoluta unanimità in Google e nelle persone che ho sentito in passato (che qui sul blog l'unanimità dei pugliesi mi sembra incontestabile), potrei pensare che le alici ci vanno e che il senza è un pervertito adattamento mio. Ma, a fronte di una mancanza di unanimità in una regione così estesa, mi è ostico abbandonare l'idea dell'esistenza di varianti…(Comunque, complimenti a chi le alici salate se le fa in casa. Ho molta, genuina invidia per gli amanti del pesce)

  33. aprile 3, 2010 alle 14:25

    Io le ho imparate da papà barese DOC, le alici ci vanno, e io le faccio in casa :)Il pesto lo faccio senz'aglio perchè non piace a me…

  34. aprile 5, 2010 alle 13:36

    Non ti piace l'aglio? Magari quindi non lo metti neanche nelle orecchiette con le cime? (il pubblico ministero sta cercando di discreditare il teste…)

  35. aprile 5, 2010 alle 17:33

    Non mi piace l'aglio crudo! O meglio, lo digerisco in circa due settimane quindi lo evito… ma nel soffritto ci va! Tiè😛

  36. aprile 5, 2010 alle 17:47

    Il pubblico ministero è incerto se soprassedere elegantemente o insistere, accusando la teste di arrampicarsi sugli specchi con dichiarazioni contraddittorie ;-P

  37. aprile 6, 2010 alle 09:11

    Io sono per le orecchiette, ora e sempre! Con tutte le varianti che volete.Comunque l'aglio nel pesto non ci vuole, o almeno faccio parte della scuola di pensiero no aglio (a mia discolpa dico che sono confine Toscana-Liguria e quindi potrei toppare).

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