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Laudato si, mi Signore, per sor’Acqua

Visto che un paio di persone hanno chiesto, faccio rapporto. Sì, la storia dell’acqua è una scocciatura e sì, facciamo parte dei due milioni di fortunati che ci si sono trovati in mezzo. Certo, Palbi a New York si trova davanti casini forse peggiori (non posso pensare a quanto deve essere problematico girare per Manhattan in questi giorni), ma comunque non ci dispiacerà quando sarà finita.

Com’è andata davvero:
Boston è servita da una rete idrica piuttosto intricata, ma una bella fetta di comunità è coperta da un unico tubo di tre metri di diametro (sembra poco? Un centimetro lineare di quel tubo contiene oltre sette metri cubi, o settemila litri, o sette tonnellate, d’acqua)*. A un bel momento, un certo punto di quel tubo ha avuto quello che è stato definito "problema catastrofico". La definizione di "problema catastrofico" secondo l’azienda fornitrice dell’acqua è "qualcosa che ci costringa a fornire la rete dalle riserve alternative". In termini più comprensibili, significa che otto milioni di galloni (= trenta milioni di litri circa) di acqua potabile all’ora hanno iniziato a defluire disciplinatamente nel fiume Charles senza passare per un rubinetto. Le riserve alternative non sono certificate da un punto di vista biologico (lo sono da quello chimico, per fortuna), quindi l’acqua va bollita prima di berla o farci qualunque cosa che ne possa provocare l’ingestione.
* Errata corrige: ho rifatto i conti e ho detto una vaccata. Se il tubo è 3 m, ossia 300 cm di diametro, la superficie della sua sezione è (150 x 150 x 3,14 = ) 70.650 cm quadrati. Una fetta di tubo spessa un centimetro conterrebbe quindi 70.650 cm cubi d’acqua, ossia appena 70 dm cubi, ossia 70 litri. Mi sono fatto fregare dalle equivalenze.

Estensione del problema:
Notevole: circa venticinque comunità. Ma ci sono state delle stranezze. Ad esempio: Boston, Somerville, Arlington e Watertown sono state tutte interessate dal problema. Cambridge, che è nel bel mezzo di tutte queste, no. Indovinate dove abita la sorella di Bostoniano. Anche Needham, dove Bostoniano lavora, non è interessata. Come già detto, Boston, dove i Bostoniani abitano e cercano di lavare un Davide recalcitrante (che è quindi già difficile da lavare anche quando le cose sono normali), è interessata eccome.

A che punto si sta:
Dopo aver detto per metà della giornata di ieri che ci potevano volere giorni e forse settimane per la soluzione del problema, dando l’impressione che prima di sabato prossimo l’emergenza non sarebbe stata risolta, le fonti ufficiali stamattina dicono che la perdita è stata identificata e riparata, il tubo già testato sotto carico e ora resta solo da fare test biologici per massimo un altro paio di giorni.

Implicazioni pratiche:
Logicamente, prendere le pentole più grandi di casa, bollirci l’acqua e metterla da parte. Alternative possono essere le pasticche potabilizzanti tipo Amuchina o, come soluzione artigianale, due gocce di candeggina per litro d’acqua da lasciare poi riposare una mezz’ora. Lavare i denti necessita di tutta una serie di trucchi per non sprecare troppa acqua ma avere di che sciacquare bocca e spazzolino. Per il resto, non granché: i nostri nonni bevevano acque peggiori. Il peggio che può succedere a non prendere precauzioni ed avere proprio iella è un po’ di diarrea.

Effetti collaterali:
Innanzitutto, la stampa. Con la pacatezza e l’equilibrio che caratterizzano il giornalista medio, gli articoli dipingevano scenari a tinte fosche. Buone alleate della stampa, le persone che ricoprono una posizione ufficiale in questo frangente non si sono fatte pregare per dare raccomandazioni al di là del ragionevole: "non usate la lavastoviglie" (ma sei fuori? Che va a sessanta gradi, spara dentro detersivo a Ph 9 e asciuga tutto?); "non usate la lavatrice" (ma sei doppiamente fuori? Come cavolo posso venire contaminato dai vestiti?); "fate scorta di acqua minerale" (bellissimo: scorte d’acqua minerale esaurite dai supermercati di tutta la zona entro due ore dall’annuncio). Si mescoli il tutto con la pecoronaggine diffusa e il clima è apocalittico: file ai supermercati come se fossimo in guerra, pastiglie potabilizzanti vendute in mastelli da venti chili (buone per tenere pulita una piscina olimpica un anno), messaggi terrorizzati nelle mailing list tipo "è caduta un po’ d’acqua per terra dal rubinetto, ho asciugato ma sono preoccupato che l’aerosol che si è formato durante l’impatto possa aver contaminato l’aria che ho respirato mentre asciugavo: devo fare un’inalazione con la candeggina?"

Conclusioni:
Insomma, c’è di peggio. Grazie a tutti quelli che si sono posti il problema.

Aggiornamento (7/5/2010):
Perdonate la scarsa tempestività: l’acqua è tornata martedì scorso, una volta ultimate tutte le analisi del caso. Ci è stato chiesto di far scorrere l’acqua fredda finché diventava, appunto, fredda, e quella calda fino a svuotare il cassone e poi tutto come prima. Mercoledì sono arrivati invece i risultati delle analisi sull’acqua "di scorta": era perfettamente bevibile anche quella. Qualcuno vuole una bottiglietta di acqua naturale?

  1. maggio 3, 2010 alle 15:24

    La mia prof di scienze al liceo diceva sempre che ci estingueremo per la troppa pulizia.Al massimo vine un po' di cagotto, che sarà mai.Noi bevitori di Guinness ci siamo abituati, the day after.

  2. maggio 3, 2010 alle 15:52

    non ero al corrente (si può dire corrente?)bene che sia finitaciao

  3. maggio 3, 2010 alle 23:44

    osti che scazzo!!!Ma xke' dici che io sto messo peggio? Per via della bomba?In realta' e' tutto tornato quasi subito alla normalita'. La NY versione 2010 e' bella reattiva. Fosse successo nel 2009 ci sprangavano negli appartamenti e non ci lasciavano + uscire.Quest'anno invece hanno deciso che bisogna essere ottimisti e sai che quando si mettono in mente qualcosa non li ferma nessuno ^^ 

  4. maggio 4, 2010 alle 00:27

    Palbi: fantastica notizia! Ho sempre ritenuto che l'obiettivo del terrorismo sia appunto terrorizzare e che, nel momento in cui reagisci facendo l'iperprudente (cioè il terrorizzato), il terrorismo ha vinto. Questo cambio ci voleva proprio. E poi, nessuno mi toglie dalla testa che possa essere stato un esagitato locale, magari qualche pazzoide che dice che il governo gli toglie libertà ma non fa abbastanza per proteggerlo…

  5. maggio 4, 2010 alle 09:11

    Infatti le reazioni dal vecchio continente sono state: "ti tocca bollire tutto".E basta.Ma si sa, noi siamo nate nella terra dell'alluvione dei '51, cosa vuoi che sia un tubo che si rompe?

  6. utente anonimo
    maggio 4, 2010 alle 11:05

    Mi pare giusto che una città che si chiama Watertown sia interessata dal problema acqua. La coerenza innanzitutto E io che credevo fossimo noi italioti i campioni di pecoronismo da catastrofismo (vedi quelli che subito dopo l'11 settembre invadevano e svuotavano i supermercati)….vado a farmi un cicchetto di acido muriatico, detto "er muriatico" (Rokko Smitherso docet)….così, per solidarietà (sai, ho finito la candeggina).Adele(secondo me se metteste dei pescetti guizzanti nella vasca dove lavate Davide, ci si butterebbe spontaneamente….a pesce )

  7. maggio 7, 2010 alle 18:11

    Oh beh Boston in certe zone della Sicilia è prassi normale avere l'acqua un giorno si e n'antro no. 

  8. maggio 7, 2010 alle 18:42

    ce l'hai un po' di grappa? mio padre la usa come disiinfettante dell'apparato digerente. magari ha ragione.

  9. maggio 7, 2010 alle 19:12

    FdV: beh, dai, fra l'alluvione del '57 e la tua nascita c'è passato uno zinzinino, no?Adele: Davide ama la vasca (piena di papere di gomma), recalcitra sul lavaggio capelli e sul lavaggio facciaZaub: ma proprio per quello sono organizzati meglio!Kat: mica ho bisogno di puerili scuse come questa, per bere la grappa!

  10. maggio 7, 2010 alle 20:20

    mica lo dicevo per trovarti una scusa per bere la grappa: mio padre è davvero convinto che disinfetti tutto. hai presente il papà di "My big fat Greek wedding?", quello che usa il vetril per tutto (dolori, ferite, ustioni, ecc.)? bè, il vetril di mio padre è la grappa.

  11. utente anonimo
    maggio 9, 2010 alle 12:51

    direi che è un bambino più che "regolare" anche io odiavo il lavaggio faccia e capelli e per avere le paperette di gomma avrei fatto qualunque cosa.piuttosto, vorrei portare alla tua attenzione il post odierno tratto da questo blog.  Blogger in pericolo…..Ma aprirgli il deretano con il piede di porco, a 'sta gente, no eh?Adele

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