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Del perché l’omo griglia

Nei commenti al post precedente, Zauberei si chiede perché uomini che magari non si avvicinerebbero a una cucina neanche sotto tortura amino invece l’esperienza della griglia.

Ora, non posso parlare per gli altri, ma posso dire questo: che se uno prende un chilo e mezzo di lombo di maiale disossato, gli fa fare alcune ore di salamoia, lo "srotola" col coltello ottenendo un rettangolone, spalma il rettangolone con pesto modenese (lardo salato frullato con pepe, rosmarino e aglio), ricompone il cilindro arrotolando il rettangolone con l’impasto di pesto modenese all’interno e chiudendolo con lo spago, fa dei tagli sulla fascia di grasso esterna in un motivo a rombi e sala e pepa il tutto, a questo punto si trova davanti a una scelta:

Prima possibilità, lo sbatte nel forno a 220 gradi fino a cottura

Seconda possibilità, accende il grill mettendo tutto il carbone da una parte sola, rosola l’arrosto direttamente sui carboni per una dozzina di minuti e poi lo sistema dalla parte senza carbone, coprendo il grill, e portandolo a cottura girandolo ogni tanto.

Beh, a parte l’indiscusso maggior fascino della seconda procedura, diciamolo: il risultato ha anche un aroma che il forno non può dare. E questo secondo me trascende le banali preferenze di genere.

Ah, dove ho trovato il pesto modenese? Da nessuna parte, ho fatto un etto circa di salt pork (lardo salato) a pezzettini e l’ho messo nel robot con un pugnetto di aghi di rosmarino fresco, una manciatina di grani di pepe e un minuscolo spicchio d’aglio ripulito del germoglio. La cosa più ostica? Spalmare il pomatone sulla carne viscida!

  1. maggio 21, 2010 alle 16:48

    bostie, questa ricetta me la scrivo, perbacco! sembra deliziosa! ma la salamoia di cui parli come la prepari?

  2. maggio 21, 2010 alle 16:50

    mitico il pesto…con due belle tigelline o un bel borlengo? :-Pbuona però la tua ricetta, come al solito copio, anche se dovrò usare la versione forno.

  3. maggio 21, 2010 alle 16:57

    Kat: una fesseria: un cucchiaio o due di sale grosso in mezzo litro d'acqua. Metti salamoia e carne in una busta di plastica, spingi fuori quanta più aria puoi e sigilla. Infila in un contenitore che prevenga eventuali inondazioni e metti in frigo per almeno un paio d'ore. Il trucco busta funziona anche per le marinate.Lublu: oddio, le tigelle col pesto modenese!!!😦 Che poi, è inutile che io dica, non è che in Italia troverei 'sta roba a sud di Bologna e a ovest di Milano (sì, Milano, sui navigli c'è un locale specializzato in fondute che serve tigelle e pesto)

  4. maggio 22, 2010 alle 08:12

    Pubblicane un'altra cosí e mia madre metterá una tua foto al posto del Mangiafagioli del Talismano della Felicitá.E ti diró ti piú, come sai io preferisco il pesce, ecco, sono le 10.10 de mattino e il kg e mezzo di lombo alla griglia me lo sparerei in 10 minuti…

  5. maggio 22, 2010 alle 09:32

    delle tigelle non sento la mancanza ma i borlenghi….

  6. maggio 22, 2010 alle 10:25

    Sembrerebbe facile, ma io sono pigra.Niente vieta, però, di obbligare mia sorella a prepararlo, mo' che scendo in ferie!:o)

  7. maggio 22, 2010 alle 11:04

    alla faccia del colesterolo

  8. maggio 22, 2010 alle 19:02

    Devo smetterla di leggerti dopo pranzo/cena…mi riviene sempre fame!!!!!!

  9. maggio 22, 2010 alle 21:32

    ma com'era buono…

  10. maggio 23, 2010 alle 08:20

    sullepunte, che fai, provochi?

  11. maggio 23, 2010 alle 22:35

    copio e incollo…..meglio, copio e griglio!

  12. maggio 24, 2010 alle 08:05

    La ricetta è mitica, e copieròmmela:) ma rimane il fatto che intorno all'ineffabile griglia c'è un certo glamour daa savana, l'allure della corrida ecco. Entrate baciati daa civirtà e uscite caa pelle de leopardo.

  13. maggio 24, 2010 alle 14:03

    Quoto, molto buono!

  14. maggio 24, 2010 alle 14:19

    Salvietta: LOL! Pensa che mia mamma ne ha una copia con dedica autografa di Ada Boni, ricevuta come regalo di nozze. Invece dell'insulso set di bicchieri da liquore mi pare meglio, no?Pieroski: anche io, perché non li ho mai assaggiati. E non posso morire ignorante!Xan: ma proprio nulla!YBAN: ah, io non credo al colesterolo. È tutta un'invenzione della stampa comunista.Saparunda: :-)sullepunte: :-)Kat: ormai la conosci, no? Kazzimma a mille…giap: poi mi diciZaub: ripeto, generalizzi troppo. Più che cavernicolo io mi sento Efesto, alle prese con la materia semplice per creare la complessità.FdV: servirà da incentivo a tornare a trovare la sorellina?

  15. maggio 24, 2010 alle 14:32

    http://www.incantatisapori.it/ricetta/borlenghi.htmlSe vuoi provare a farli qui c'è la ricetta del borlengo. Non so come vengano perché in casa non li ho mai fatti e li ho sempre mangiati alle sagre sulle montagne intorno a Modena.Considera che sono una specie di crêpe, ma molto più sottile e friabile, spalmata con il pappone di lardo e spolverata di parmigiano!…che sembrano leggeri leggeri e al secondo sei steso!🙂

  16. maggio 24, 2010 alle 14:56

    Lublu: oddio, non mi stupirei se nella convenzione di Ginevra ci fosse un sottoparagrafo appositamente destinato ai borlenghi: chi li ha creati sa che sono l'arma perfetta, perché la vittima si lancia con gioia in un'overdose fatale. Comunque, non so se proverò a farli: mi pare il tipo di cosa che devi sentire fatta – buona – per tarare i tuoi parametri prima di buttarti a fare esperimenti

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