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Connotation check

Oggi parlerò di un aspetto del mio settore professionale – non ne ho mai parlato in dettaglio, ma mi occupo di localizzazione di software, che è qualcosa di ben più complesso della traduzione, dal momento che deve considerare norme redazionali, standard, aspetti culturali locali e tante altre cose.

Fra le altre cose, quando un’azienda si sceglie un nome, in particolare se ha velleità di fare affari sui mercati internazionali, può decidere di fare un connotation check: il potenziale nome viene sottoposto all’attenzione di esperti madrelingua nei mercati di destinazione e si chiede loro se la parola è pronunciabile, come viene pronunciata, se ha connotazioni di qualche tipo e quali. In molti, data la spaventosa ignoranza diffusa in tutto il mondo sul tema delle lingue straniere, pensano che il connotation check sia un costo evitabile; ed è così che si finisce a mettere sul mercato una Mitsubishi Pajero, dove "pajero" in spagnolo significa "segaiolo".

Tutto questo per dire che l’azienda distributrice dei fichi che abbiamo comprato ieri il connotation check per l’Italia non l’ha fatto di sicuro; e, qualora l’avesse fatto, allora il suo target sono effettivamente i maschi italiani con regressione all’adolescenza. Allego prova iconografica.

 

Figalicious

  1. luglio 18, 2010 alle 20:52

    :-DQuindi se uno dice;-ma va a farti una s@g@ !Al tizio del pajero non è perché gli ha tagliato la strada ad un incrocio, ma solo conoscenza dello spagnolo!O la lettura di questo post!Si impara sempre qualcosa.

  2. luglio 19, 2010 alle 00:24

    Concetto che ho imparato anni fa in Francia dopo … aver cercato per quasi un mese di dormire all' "  HOTEL DE LA VILLE"

  3. luglio 19, 2010 alle 02:25

    Con un nome così, CHI può resistere all'acquisto?

  4. luglio 19, 2010 alle 08:33

    figalicious: colei che possiede una f… deliziosafigalicious: colui che è deliziato dalla f…figalicious: colui che si è pappato i sette esemplari che mancano dalla cassetta.

  5. luglio 19, 2010 alle 12:40

    Oppure il connotation check l'hanno fatto eccome.:)

  6. luglio 19, 2010 alle 13:32

    Ma senti – è adorabile:)

  7. luglio 19, 2010 alle 14:05

    Katica mi hai rubato le parziali conclusioni dello studio etimologico.Io voto per la 2

  8. luglio 19, 2010 alle 14:48

    Volare: infatti!Pierosky: Chissà se, prima dell'approvazione della legge Merlin, i francesi che venivano in Italia si sono trovati in una situazione analoga alla tua cercando di andare al casino per farsi due mani a Baccarat…Mint: beh, i fichi non hanno bisogno di troppo marketing. Quale che ne sia il genere.Kat: io pensavo a un calco su questo disco quinon ti sfuggirà che booty = culo, immaginoWinter: infatti, come suggerivo nel finale!Zaub: bah… I fichi non erano male, se non altro (che qui un fico buono non esiste)Salvietta: io voto più per la 1

  9. luglio 19, 2010 alle 14:55

    Ahahahah!!!!Comunque in ciociaria il fico viene chiamato fica o figa… O.o  Quando me lo hanno offerto per la prima volta usando questo termine sono rimasta senza parole…non sapevo che rispondere!Magari il connotation check per l'Italia l'hanno fatto con l'aiuto di un ciociaro!Katika anche io voto per la 2!!!!!!

  10. luglio 19, 2010 alle 15:09

    Attento a non far come quelloche in preda a pensieri lubrichiandò sotto un camions di fichi.Non puro può far molto mal.

  11. luglio 19, 2010 alle 15:39

    Ah,bè … bel lavoro …Nel posto dove andiamo a mangiare servono delle piadine doppie chiamate "las conchas" , non sapevo si inserissero in tale filone.

  12. luglio 19, 2010 alle 15:40

    Saparunda: posso immaginare. Magari l'interlocutore era una vecchietta dall'aria innocua e timorata di dio (come in effetti era), il che deve aver reso l'esperienza ancora più scioccante.Mint: Non puro? Intendi una cosa del genere?

  13. luglio 19, 2010 alle 15:40

    (PS: lo so, citi Guccini che parafrasa Bruno Lauzi e i crauti…)

  14. luglio 19, 2010 alle 19:50

    FdV: è un filone ricchissimo!

  15. luglio 19, 2010 alle 22:37

    ok, ti ricordi che quando si andava all'universita' noi (preistoria, eh) la tesi andava consegnata anche in versione micro-fiche?Beh a me le micro-fiche hanno sempre fatto schiantare dal ridere

  16. luglio 20, 2010 alle 13:35

    Palbi: he he he! No, si vede che eravate più tecnologici. Alla Sapienza, di microfiche non se n'è mai parlato. Anche se, per continuare sulla goliardia di bassa lega, talvolta ne giravano, e di tutte le dimensioni possibili.

  17. luglio 20, 2010 alle 16:36

    Maledetta agricoltura OGM.

  18. luglio 20, 2010 alle 17:52

    Mint: acquicoltura, in realtà. La ficamaschia è un pesce.

  19. luglio 21, 2010 alle 13:59

    Ha ha, fantastico.

  20. luglio 21, 2010 alle 14:37

    Uh, chi si rivede! Ciao, Pellys, un po' che non passavo da te. Dopo un po' di tentativi a vuoto durante i 5 mesi di silenzio ti avevo un po' dato per dispersa… Tutto a posto?

  21. utente anonimo
    luglio 23, 2010 alle 09:23

    :))beh, magari il connotation check l'hanno fatto, il risultato è simpatico!per continuare sul filone connotation check, in germania una delle compagnie di telefonia si chiama Debitel, in belgio c'è spesso rue bara (con allegata farmacia bara) e nei supermercati si trova la pizza Culinaria (spacciata per vera pizza italiana fatta da mammà)!trinity

  22. luglio 23, 2010 alle 13:16

    Trinity: guarda, ce ne sono di fantastiche. Tipo l'Electrolux che, per lanciare un aspirapolvere negli Stati Uniti, non ha trovato di meglio del claim "nothing sucks like an Electrolux". O la SAP, il cui nome qui significa più o meno "imbecille". Ci fu il caso della Chevrolet Nova, invendibile in America Latina perché il nome veniva letto "no va". Ma la migliore per me resta quella del concessionario Skoda nelle Marche (dei bei tempi pre-Volkswagen) che, alludendo al fatto che nessuno le avrebbe mai rubate e che erano dei muli da soma inarrestabili, tappezzò il paese di manifesti che dicevano "Fatti una Skoda e dormi tranquillo". Se non che, in quella parte del mondo, "farsi una scota" sta per… qualcosa di analogo a "pajero", via.

  23. luglio 29, 2010 alle 09:17

    Vabbe', figaccione, figalicione… che vuoi che sia!:o)

  24. agosto 17, 2010 alle 21:00

    ahahahahahahahhahahahaha

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