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Bella ciao

Leggo stamattina che Gianni Morandi, sicuramente non uno di quei cantanti che vengono considerati "politici" ma da sempre placidamente in area tranquillo-sinistra a livello squisitamente personale e non proselitistico, aveva suggerito di cantare Bella Ciao a San Remo per celebrare il centocinquantenario dell'unità d'Italia.
Leggo anche che Gianmarco Mazzi, direttore artistico di San Remo, ha cercato di imporre di cantare anche Giovinezza "per par condicio". Alla fine, il CDA Rai – fulgido esempio di palle di ferro in questa situazione – ha optato salomonicamente per "né l'una né l'altra".

Ora, ieri stavo leggendo questo interessantissimo manifesto di John Shelby Spong, ex vescovo della diocesi di Newark della chiesa episcopale e teologo piuttosto controverso (chi si prenderà il tempo e la fatica di leggersi il manifesto in inglese capirà perché). In particolare, c'è un passaggio che mi ha colpito e che cercherò di tradurre come meglio riesco:

"…Nella mia vita personale, non seguirò mai più dibattiti televisivi trasmessi da canali "obiettivi" che intendono concedere "pari tempo" a "entrambi i punti di vista" sull'argomento. So benissimo che questi canali non concedono pari tempo a chi difende l'idea che le donne si possano trattare come se fossero proprietà dell'uomo o quelli che intendono reistituire la segregazione o la schiavitù, sebbene nel momento in cui queste pratiche oscene erano prossime alla loro fine la Bibbia venisse tirata in ballo di continuo in loro difesa. È ora che i media si decidano ad annunciare che non esistono più due punti di vista sul problema dello status di normale essere umano per gli omosessuali…" (il manifesto è dedicato a questo problema).

Mi è tornato in mente un monologo di Luttazzi del 1991, "Come ti erudisco il neo-nazi" (è su Adenoidi). In particolare, questo pensiero:

"La storia ha già giudicato quelle idee. L'idea violenta non può far parte del campo dell'argomentazione".

Ecco, mi sembra che in nome di una visione non corretta della democrazia si sia capito male il concetto di par condicio. Determinate ideologie hanno concluso il loro corso e hanno perso il diritto al dibattito – lo spirito del reato di apologia del fascismo è esattamente questo, per quanto la lettera lasci a disposizione dei legulei la solita scappatoia.

E quindi no: Bella Ciao e Giovinezza non sono sullo stesso piano, è allucinante pensare di mettercele, e sarebbe giusto inondare il CDA Rai di messaggi che chiariscano questa cosa.

  1. novembre 4, 2010 alle 15:39

    tu hai ragione ma Sanremo, teatro Ariston, non ha molto in comune con Bella ciao
    (e nemmeno con Giovinezza, data l'età del pubblico in sala)
    ciao

  2. novembre 4, 2010 alle 16:03

    lascio un commento se mi spieghi cu minchia e' legulei.

    Nina

  3. novembre 4, 2010 alle 16:35

    leggevo ieri.
    c'era da aspettarselo, alla fine.
    c'e' di buono che a questo punto se gli si rade al suolo l'ariston forse si accorgono di aver passato il segno, visto che va in tv.

  4. novembre 4, 2010 alle 16:40

    YBAN: pour ça c'est vrai, come direbbe quel mio amico fine francesista
    Nina: leguleio è dispregiativo per "avvocato" – non qualunque avvocato, un certo tipo di avvocato. Diciamo un termine più popolare per "azzeccagarbugli".
    Sullepunte: mi piace il suggerimento dello sciopero – così ho anche la scusa per non vedere San Remo, che qualcuno che vorrebbe imporlo lo si trova sempre

  5. novembre 5, 2010 alle 07:57

    ah, ok. allora ecco il mio commento:

    la gente ignorante, quando non sa cosa dire, pur di dare aria alla bocca, la butta sempre in politica.

    Nina

  6. novembre 5, 2010 alle 09:42

    Bella ciao tra manichini in marsina e vecchiacce impellicciate?
    Non, merci.

  7. utente anonimo
    novembre 5, 2010 alle 12:32

    Non capisco quale connessione ci sia tra l'Unità d'Italia di cui ricorre l'anniversario ed una canzone partigiana che sicuramente si può considerare inno, ma della Resistenza ed – eventualmente a seconda della inclinazione personale di ciascuno – della Liberazione. Per carità, Gianni Morandi non è uno storico nè un cantante politicizzato: secondo me la Rai avrebbe fatto una migliore figura a considerarlo per ciò che è senza dare alla proposta un peso ed una valenza che non ha mai avuto dal principio. Con molta più eleganza e correttezza storica si sarebbe dovuto ribattere proponendo l'Inno d'Italia, il quale avrebbe sicuramente messo a tacere qualsiasi polemica, invece di alimentarla.
    Roberta

  8. novembre 5, 2010 alle 13:13

    da leguleio, specifico che c'è proprio una differenza giuridica fra l'esternazione delle due canzoni.

  9. novembre 5, 2010 alle 14:14

    Nina: la gente ignorante, pur di dare aria alla bocca, la butta in caciara. L'argomento conta veramente pochissimo.
    Mint: che ne sai, magari qualcuno di quelli stava su per i monti o si teneva ebrei e partigiani in cantina. Ce ne sono, eh?
    Roberta: messa come la metti è logicissima, ma inizialmente non mi aveva colpito affatto come incongruenza. E sai perché? Perché la cultura del risorgimento trova nella Resistenza la sua conclusione e forse il momento più alto. Mazzini voleva un'Italia repubblicana e senza unti del signore, ed è stata la Resistenza il momento di passaggio che ci ha fatto arrivare al compimento di quel progetto (finché è durato). Quindi, a livello inconscio, l'ho trovato perfettamente logico – e immagino che così sarà per molti. Gli altri, quelli la cui sensibilità li avvicina più a Giovinezza, mi spiace: non è una sensibilità a cui penso sia doveroso badare, come ho già detto nel post.

  10. novembre 5, 2010 alle 14:16

    Cinas: tu leguleio? Ti facevo più economista… Grazie per la precisazione informata, allora.

  11. novembre 5, 2010 alle 15:07

    Mi allargo inopportunamente: Italia unita, monarchica e fascista non e' esattamente l'Italia unita da celebrare, e non sottolineare la differenza e' appunto il modo migliore per perdere l'eredita' morale e civile della Resistenza.
    Resistenza che ci permette di votare.
    Troppo comodo mettere tutto sullo stesso piano.

  12. novembre 5, 2010 alle 15:22

    Parole sante, Sullepu'.

  13. utente anonimo
    novembre 5, 2010 alle 19:04

    Più per Sullepunte che per Bostoniano: l'Italia di centocinquanta anni fa, quella che si è festeggiata quest'anno, era di sicuro monarchica ma non fascista. Era anche anticlericale, a volerla dire tutta. Mi pare invece che ciò che fu fatto coi patti lateranensi non è stato disfatto con l'avvento della forma repubblicana o con la nascita della Costituzione. A voler guardare solo queste sfumature appena menzionate, pertanto, si troverebbero almeno tre Italie: monarchica, fascista e repubblicana. Chi ne sa più di me ne troverebbe qualche centinaio, immagino. Secondo me la festa dell'Unità d'Italia è – appunto – la festa dell'Italia Unita. Non dell'Italia monarchica, fascista, repubblicana o quello che vi pare. Il problema – a mio avviso – è tutto qui: non si sta festeggiando l'Italia "moderna", come è adesso (ci sarebbe poi da chiedersi cosa ci sia di bello da festeggiare). Si sta festeggiando un aspetto molto specifico, che è quello dell'Unità. Altrimenti l'evento si sarebbe chiamato in un altro modo e non sarebbe ricorso certo l'anniversario di centocinquanta anni. A dirla tutta, ci sono già queste feste: quella della Liberazione e quella della Repubblica (che hanno infatti anniversari diversi). Diverso è il discorso di Bostoniano, che fa notare come Mazzini aspirasse ad una forma di stato repubblicano. In quel senso sì che c'è continuità storica.
    Roberta

  14. novembre 5, 2010 alle 19:35

    Roberta: inizialmente pensavo che Sullepunte si riferisse all'inno italiano e stavo per risponderle. Poi mi sono reso conto che parlava di Giovinezza. Ecco, QUELLA canzone celebra l'Italia unita, monarchica e fascista. Oh, in pratica stamo a di' la stessa cosa: l'inno di Mameli sarebbe più appropriato, Bella Ciao tutto sommato ci sta, Giovinezza NO.

  15. utente anonimo
    novembre 6, 2010 alle 00:43

    In effetti avevo frainteso il commento di Sullepunte: io addirittura credevo non si riferisse più alle canzoni ma alla ricorrenza in generale!🙂
    Roberta

  16. novembre 7, 2010 alle 11:14

    d'accordissimo con te, però da parte di Gianni Morandi è stato mooooolto ingenuo non pensare che Mazzi non avrebbe tirato su un macello da un niente. E poi basta guardare tutta la diatriba con Fazio e Masi per capire come funziona la rai…

    wiwipedia

  17. novembre 7, 2010 alle 21:30

    Chiedo scusa per il commento OT, ma ricordo che un giorno su questo blog si è parlato di localizzazione (del software, in particolare), ed ora non ritrovo il post. Fate finta che stia commentando quel post lì.

    No, dico. Vogliamo parlare della nuova versione di Android, ovvero Android 2.2, nome in codice "froyo"?!

  18. novembre 8, 2010 alle 15:00

    Wiwi: Morandi ingenuo, ma chi se lo fosse mai creso… Piuttosto, non sono troppo d'accordo sul discorso che "la Rai è così". Nel senso, certo che è così, ma l'è-così-ismo è il nemico. Il crimine organizzato al sud? È così. Il razzismo al nord? È così. A forza di "è così", troppe cose che ci fa piacere siano cambiate sarebbero rimaste com'erano.
    Emmaland: ci riflettevo pigramente tempo fa. Il che non mi ha impedito di procurarmi un telefono FroYo, per l'appunto…

  19. novembre 10, 2010 alle 07:12

    mi sono presa la briga di andare ad esaminare attentamente  il testo di "Giovinezza", che io non conoscevo integralmente. infatti, non mi ero mai resa conto che qua e là ci fossero versi così:

    I poeti e gli artigiani
    i signori e i contadini,
    con orgoglio di Italiani
    giuran fede a Mussolini.

    sapevo, sì, che era una canzone fascista, ma pensavo fosse più sul goliardico che sull'apologetico.
    è chiaro, come giustamente sottolinei tu,  che non sia assolutamente sullo stesso piano di "Bella Ciao".
    grazie per lo spunto di riflessione.

  20. novembre 10, 2010 alle 09:24

    Certo che, spostando leggermente il focus della discussione, vien proprio da pensare che gli Italiani non siano proprio capaci di dare la corretta interpretazione di una canzone. Voglio dire: magari la scrivono loro stessi, ma nel giro di qualche generazione arriva sempre qualcuno a scordarsene qualche verso, a "fraintenderne" (in buona fede?) il significato, a dimenticarsi cosa dice e ad assegnarle un ruolo che non ha. Ora quel pirla là che si "dimentica" che Giovinezza contiene i versi che ha citato Kat, ma pensiamo anche ai leghisti che insistono a deformare il significato di una Va' Pensiero ai loro fini, per non parlare di chi l'avrebbe voluta come inno d'Italia tout court. E quelli che criticano lo stesso inno di Mameli non conoscendone altro che la prima strofa (la meno bella, probabilmente) e tantomeno l'autore e le circostanze in cui la scrisse, visse e morì.

    Personalmente penso che la canzone più bella di tutta la storia d'Italia, e PER la storia d'Italia, sia una canzonetta che girava nel 1848, chiamata "La bela Gigogin" o più familiarmente "Daighela avanti un passo", che in origine era solo una canzoncina popolare che parlava di una ragazza che si vuole sposare, ma che i volontari lombardi filorepubblicani delle Cinque Giornate, e poi i bersaglieri che combattevano contro gli austriaci nel '48-49, e poi i filogaribaldini durante la débacle della Repubblica Romana nel '49 (quella, per dire, in cui morì Mameli), cantavano a mo' di metafora, ravvisando in ogni verso un parallelo con la situazione dell'Italia che non voleva essere "spartita" e rompeva le palle per essere "maritata", cioè unita. Poi ci stava anche che essendo un motivetto carino e ritmato li aiutava a mantenere il passo di marcia.

    Ora che me l'hai fatta tornare in mente perdo immantinente tre ore di lavoro per vedere se trovo testo e musica da qualche parte. Aaah, internet!

    Rita🙂

  21. novembre 10, 2010 alle 09:30

    To' mo. Testo e musica.

    (Cacchio, mo' mi tocca tornare a lavorare).

    Rita

  22. novembre 10, 2010 alle 14:07

    Rita, e Lo Spazzacamin dove lo mettiamo (che lui lo sa benissimo dove metterlo).

  23. novembre 10, 2010 alle 14:55

    Kat: un giorno, dovevano essere i tardi Settanta, mia nonna stava sonnecchiando e, nel sonno, ha iniziato a cantare il motivo di Giovinezza ma con delle parole strane; dopodiché ha bofonchiato qualcosa tipo "ed è buffo che la gente non sa che prima di Mussolini il testo era così". L'ho svegliata incuriosito (e un po' preoccupato, ti dirò) e lei ha confermato anche da sveglia che la versione originale non tirava in ballo mascelloni ed eja, eja, alalà, ma che già nel Ventennio sapevano in pochi che fosse mai esistita. Dubito però che i sanremini 1) sarebbero andati a ripescare quella, 2) abbiano pensato anche per un secondo che la gente avrebbe potuto non sentire il riferimento forte alla versione facìsta.
    Rita: La bella Gigogìn… Chissà che cosa passava per la testa a Tomasi di Lampedusa quando, nel Gattopardo, ha inserito quel passaggio in cui un gruppo di soldati savoiardi la canta rallentata in maniera estenuante… Visconti ha riprodotto quel passaggio pari pari nel film, e l'effetto ti strappa proprio dal cuore un "Ma cazzo, che avete? È PIU' VELOCE!!!" Comunque, vogliamo parlare di "La più in basso, in quel boschetto, cium cium cium, andremo a riposar, taratatà"? Altro che qui si fa l'Italia, qui si tromba!
    Mint: me so' perzo quarcosa… Nun te seguo

  24. novembre 10, 2010 alle 15:22

    Ahahah minchia cheffiguradimmerda!!! m'immaginavo che fosse misconosciuta e invece mica mi ricordavo che era nel gattopardo!!!
    😀

    contRita

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