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Imbarazzi

Tu hai fatto una ribollita, ottimamente riuscita ma pur sempre una ribollita. E di secondo, arrosto di maiale con patate. Riuscito benissimo anche lui, ma sempre arrosto di maiale con patate.

Lui ha portato tre bottiglie, fra cui un Pauillac Baron Pichon-Longueville 1996 che, al di là del mero e marginale fatto di costare sui duecento dollari, si è inserito di prepotenza ai vertici della tua classifica delle migliori bottiglie mai assaggiate.

Sentirti ringraziare sinceramente per la cena squisita ha un retrogusto imbarazzante.

  1. dicembre 13, 2010 alle 15:04

    evvabbè ma non mi sembra giusta sta cosa… se uno si presenta con una bottiglia addobbata di svàroschi mica gli puoi cucinare come se fosse una cerimonia alla casa bianca…

  2. dicembre 13, 2010 alle 15:07

    Beh, a sapere che lo avrebbe fatto mi sarei dato da fare. Almeno per dare più senso a quella meraviglia, che se proprio suino doveva essere, almeno cinghiale…

  3. dicembre 13, 2010 alle 15:20

    Concordo pienamente con Gattolosco! ^___^

  4. dicembre 13, 2010 alle 15:25

    Vivendolestelle: ribadisco, non è un discorso di sbalordirsi a vicenda con effetti speciali, solo di dare un funerale degno a una bottiglia del genere che, per carità, fa la sua figura strepitosa anche da sola, ma vuoi mettere con la compagnia adeguata?

  5. dicembre 13, 2010 alle 15:31

    Nooo, secondo me il cinghiale sarebbe stato stopposo.
    :o)

  6. dicembre 13, 2010 alle 15:37

    In mano a ME? A costo di torturare il mio amico dell'Asino d'Oro per fargli sputare la ricetta del SUO cinghiale in dolceforte, t'assicuro che lo avrei fatto tenero come marshmallow squagliati.

  7. dicembre 13, 2010 alle 15:38

    astérix e obélix apprezzano lo scrupolo
    il cinghiale non è affatto stopposo, se è giovane, epperò del maiale non si butta nulla
    (è troppo tempo che non bevo bordeaux, per natale ci penso)
    ciao

  8. dicembre 13, 2010 alle 15:42

    Tu adesso lo sai che dovrai torturare il tuo amico dell'Asino d'Oro per fargli sputare la ricetta del suo cinghiale in dolceforte perché NOI la vogliamo, vero?
    (Io poi, ovviamente, farò copincolla e obbligherò mia sorella a cucinare per la sorellina emigrante.)

  9. dicembre 13, 2010 alle 15:49

    YBAN: uno beve cabernet e pinot noir delle più varie provenienze e pensa che tutto sommato la vita è tutta lì. Poi, ogni tanto, arriva un Bordeaux o un Borgogna e dice "OK, basta con gli scherzi". Beh, OK, in Italia di pinot noir degni di questo nome non ne abbiamo, ma di simil-Bordeaux in grado di spiegare una cosa o due anche a certi grandissimi franciosi per fortuna sì.
    Xan: fai prima a venire a Roma e sentire l'originale, io dall'Asino d'Oro ci passerò sicuramente in pellegrinaggio.

  10. dicembre 13, 2010 alle 17:06

    tu sei un signore, sempre e comunque.

  11. dicembre 13, 2010 alle 20:02

    Per colpa dei 200 dollari???

  12. utente anonimo
    dicembre 13, 2010 alle 20:04

    e io che sono astemia!!!

  13. dicembre 13, 2010 alle 20:32

    Pillow: ciòlla classe che me la perdo dar bucio der culo (così, visto che pensi che sentirmi sboccato sia una tale rarità)
    Donburo: naaah, quelli sono marginali. Servono solo a chiarire in che orizzonte di pregio si muovesse la bottiglia, ma a me interessa proprio di COM'ERA
    Anonima: per qualche fortunato, l'astemismo è un problema passeggero – a mio padre non è mai passato. Auguri.

  14. dicembre 14, 2010 alle 07:50

    raro, no.
    eccitante sì.
    (Pigrazia, respect!)

  15. dicembre 14, 2010 alle 10:03

    beh ma sai quanto può costare una ribollita da Pinchiorri???

  16. dicembre 14, 2010 alle 12:20

    Miiinchiaaa 200 dollari?!
    Comunque con una bottiglia così anche una semplice pasta e patate poteva risultare grandiosa, quindi mi immagino la ribollita (che adoro!!) e l'arrosto di cinghiale. Secondo me hai preparato un'ottima cucina italiana e hai fatto veramente una bella figura. A meno che… LUI è italiano o americano?

  17. dicembre 14, 2010 alle 14:45

    Pillow: ma daaaaaaaaaaaai
    Tortadimele: ma sai quanto sarebbe costata quella bottiglia da Pinchiorri? Le proporzioni sarebbero state grossomodo rispettate
    Saparunda: arrosto di maiale, eh? Fosse stato di cinghiale, non avrei fatto il post. Lui è italiano, anche se vive qui. Siculo, per la precisione.

  18. dicembre 14, 2010 alle 14:51

    Ma va là, prendi i soldi e scappa.

  19. dicembre 14, 2010 alle 16:12

    Mint: non è un problema di soldi. Guarda il quadro invertito: ti mettono davanti un meraviglioso panino: irish soda bread, burro irlandese, fantastico salmone affumicato, spruzzo di limone, capperi, cipollina fresca. Ci bevi su una Bud Light? Ecco.

  20. dicembre 14, 2010 alle 16:55

    SPANK ME, bestione incolto!!!

    (quando hai detto che passa da qui, Zeus?)

  21. dicembre 14, 2010 alle 17:00

    seeeenti, caro, se dovessi venire un giorno a boston, tu me lo presenti costui, vero?
    che certe amicizie vanno generosamente trasmesse, eh.
    e comunque non ti sottovalutare: sarà stato pure arrosto di maiale ma, conoscendoti, sarà stato da far resuscitare i morti.

  22. dicembre 14, 2010 alle 18:47

    (Pillow, praticamente mai)
    Kat: buono, sì. Ho fatto di meglio, ma buono.

  23. dicembre 15, 2010 alle 01:42

    Mi abbono alla tua rivista.

  24. dicembre 16, 2010 alle 10:55

    invidia assoluta.

  25. gennaio 3, 2011 alle 14:27

    ma la ribollita come si fa?

  26. gennaio 3, 2011 alle 15:26

    Posso dirti come la faccio io, senza troppe pretese di correttezza filologica: prima di tutto, cuocio fagioli cannellini con qualche aroma per un'oretta abbondante, fino a che sono quasi pronti; poi, in pentola a pressione, soffriggo carote, cipolla e sedano; giù qualche pomodoro a pezzi; giù il cavolo nero mondato della costola e fatto a brandelli. Quando il cavolo nero si è ammorbidito, aggiungo i fagioli, abbastanza acqua per un minestrone denso, quindi porto a ebollizione, salo e chiudo il coperchio. Venti minuti in pressione, poi aggiungo pezzi di pane raffermo e li "sciolgo" assieme alle verdure fino a ottenere una consistenza piuttosto densa. A questo punto, la cosa migliore è mettere tutto via per tutta la notte e riportarlo a ebollizione il giorno dopo: sapori e consistenze si armonizzano per bene. Servire con macinata di pepe e, per chi è così fortunato da poterne avere, giro di olio nòvo a crudo.

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