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Un nuovo rispetto

Un metro quadro di piastrelle staccate in bagno da rimettere in posa. Di quelle a mosaico, tre centimetri di lato l'una. Fatevi voi i conti, comunque tre ore di lavoro (che non so fare, quindi venuto lasciamo perdere). 

Piastrellisti, vi rispetto moltissimo.

Update

Ecco l'opera finita. Si noti come lo spazio fra le piastrelle, precisissimo fino a un certo punto, diventi improvvisamente piuttosto casuale (in foto non si nota, ma anche l'altezza delle piastrelle non è uniforme). Ho scoperto che per le piastrelle grandi si usano appositi distanziatori, ma per quelle piccoline come cavolo fanno? Già è stato un casino e una lotta contro il tempo (e il cemento in presa) mettere giù un paio di centinaia di piastrelle, tu pensa se avessi dovuto aggiungerci un migliaio di distanziatori

(Però ho pagato neanche 40 dollari invece di qualche centinaio)

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  1. maggio 17, 2011 alle 06:27

    Non ci si improvvisa piastrellisti.
    L'avevo sempre odiato quel lavoro, poi ho scoperto le ginocchiere da piastrelliste ed il mondo è diventato migliore.

  2. maggio 17, 2011 alle 06:37

    tutta la mia comprensione per i principianti
    e rispetto per i piastrellisti, ovviamente
    ciao

  3. maggio 17, 2011 alle 12:16

    beh pensa che manco mi metto a pittare i muri figurati le piastrelle..già fatico a pulirle

  4. maggio 17, 2011 alle 12:27

    Mint: a me sai che cosa faceva male da morire, alla fine? Il pollice. Che, con quelle piastrelline così piccole, era l'unica cosa che potevo usare per premerle in sede.
    YBAN: grazie
    Lazorra: come ho già raccontato da qualche parte, nel passato ho perforato il cassone a muro di un gabinetto con relativo spruzzone d'acqua stile cartone animato. Oggi anche piantare un quadro lo faccio con un certo timore reverenziale.

  5. maggio 17, 2011 alle 14:20

    ma e' venuta giu' la doccia???

  6. maggio 17, 2011 alle 15:07

    No, mi chiedevo come mai non è allegata documentazione fotografica…

  7. maggio 17, 2011 alle 15:15

    Sullepunte: no, ma quasi. Scherzi a parte, se consideri che sono partito con una ventina di piastrelle ballerine e, staccando solo quelle che venivano via da sole, mi sono ritrovato a riappiccicarne tipo duecento… E le piastrelle del muro non sembrano solide neanche un po', proprio no. Nel futuro, l'intervento dei professionisti lo vedo molto realistico.
    Winter: ma mica ho finito! Appena si asciuga il cemento "letto" devo dare il cemento sigillante-riempitivo. A quel punto, se mi ricordo, faccio una foto

  8. maggio 17, 2011 alle 15:21

    Sono fiera di te.
    Per il prossimo intervento, però, ti regalo una bella canotta aderente, così metti anche in mostra il muscolo (non) tatuato e io me ne porto il ricordo  quando vado a dormire nel mio lettino nella stanzetta dei bambini.

  9. maggio 17, 2011 alle 15:34

    Pigrazia: non preferivi la mia camicia da rasatura alla canotta?

  10. maggio 17, 2011 alle 16:10

    …mmmm…

  11. maggio 17, 2011 alle 16:57
  12. maggio 18, 2011 alle 07:23

    la classe non è acqua…quest'uomo fa' certi lavori in camicia

  13. maggio 18, 2011 alle 07:58

    secondo me Bost entra ed esce da splinder con l'utenza di Pigrazia per cantarsela e suonarsela.

    ma vabbe', e' un'opinione mia.
    😛

    Nina

  14. maggio 18, 2011 alle 12:22

    he he he!!! Nina, più che per autocelebrarsi lo farebbe per autocorreggersi: il suo istinto di "puffo quattrocchi" è più forte del suo narcisismo 😉

  15. maggio 18, 2011 alle 13:51

    Nina: scusa, troppa fatica entrare e uscire. Basta usare due browser, no?
    Lazorra: vero. Le mie uova in camicia su indivia frisée con vinaigrette alla pancetta sono ben note.

  16. maggio 18, 2011 alle 15:34

    ah ecco.

    Nina

    (comunque il lavoro mi sembra venuto bene. bravo)

  17. maggio 18, 2011 alle 17:29

    (la parte peggiore non si vede, è alla destra del taglio della foto )

  18. maggio 19, 2011 alle 08:54

    i mosaici sono montati su una rete che facilita la posa 🙂 quindi senza rete è andata benissimo!!

  19. maggio 19, 2011 alle 10:05

     Se non ti interessava l'aspetto naif ma un pattern ripetitivo, avresti potuto comprare i mosaici già pronti.
    Un po' di malta, un livello e voilà.
    Però non è venuto male, tranne che a bordo vasca, ma lì si entra nel regno delle Arti Oscure.

  20. maggio 19, 2011 alle 14:15

    Pillicusa: diciamo che mi sento pirla per non averlo appurato PRIMA di iniziare!
    Mint: il punto è che ho riciclato le piastrelle vecchie, certo che sarebbe stato più comodo comprare il pattern già assemblato e metterne giù 4! Comunque, mi consoli: a bordo vasca è quasi tutto preesistente

  21. utente anonimo
    maggio 20, 2011 alle 13:02

    A me pare un lavoro niente male!
    Soprattutto considerando che quando sono venuti a spaccarci il bagno nella casa di broccolino, demolendo le piastrelline del pavimento e accanendosi contro i tubi, a lavoro finito il "piastrellista" ha tirato una bella colata di grigio cemento, si è sciaquato le mani, ha bevuto il caffè e se n'è andato.
    Lasciando il bagno ridotto come la crosta lunare. Flagellata da meteoriti.

    Alice valutatrice

  22. maggio 20, 2011 alle 17:37

    Alice: beh, assurdo. È in assoluto la parte più leggera e veloce del lavoro…

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