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Tutto ciò dà da pensare…

Sapevate che Jeff Bridges ha un sito web? Che ci scrive un sacco di roba? Che, a giudicare da impaginazione e grafica piuttosto sommarie, se lo fa da solo nei ritagli di tempo? E comunque, quello che dà davvero da pensare è questo suo post (come da sottotitolo originale). Chissà se la mia amica Zaub ci farebbe su uno dei suoi esaustivi dibattiti

  1. maggio 18, 2011 alle 20:23

    è che per avere i 100 dollari da spendere alla sera si deve correre la mattina
    chissà se sarebbe andata diversamente alle sei del pomeriggio
    (e 32 dollari all'ora non sono poi pochissimi)
    ciao

  2. maggio 19, 2011 alle 10:45

    Ne avevo sentito parlare in un telegiornale, ma l'analisi fatta qui è un po' più approfondita e..dà da pensare
    .Inutile far notare come gli unici, forse, a riconoscere che qualcosa di bello stava  accadendo (forse perchè estranei ai concetti di minuti contati, dovere, cose da fare, che ci fanno diventare parzialmente ciechi e sordi) siano stati i bambini, forzati poi ad allontanarsi dai rispettivi genitori.
    Baci
    Cusèina

  3. maggio 19, 2011 alle 13:16

    Bos che carino grazie:)
    La questione è che io non è che ho sto inglese fichissimo – quindi afferro il generale, ma me sa che me mancheno dei particolari….

  4. maggio 19, 2011 alle 14:24

    YBAN: ma dai, non sono pochissimi… ne faccio più io che sono un pezzente. E poi, se uno dei migliori violinisti del mondo fa 32 dollari in un'ora, quanto fa il povero musicista di strada medio?
    LaCusèina: bella, 'sta nota sui bambini…
    Zaub: chiedete e vi sarà spiegato, ma non c'è molto da capire

  5. maggio 19, 2011 alle 17:12

    Forte!
    Questo lo infilo in cantiere.
    Poi ti dico cos'è.
    Magari senza link.😀

  6. maggio 19, 2011 alle 21:11

    esperimento molto interessante!  quanto è importante il contesto in cui avvengono le cose e quanto siamo condizionati dal 'nome' delle persone!
    non mi intendo molto di musica ma in genere mi piace fermarmi ad ascoltare… in effetti comunque concordo sul fatto che l'orario abbia contribuito al disinteresse.

  7. maggio 20, 2011 alle 08:38

    mi ricordo di quando mi fermai a Makarska ad ascoltare un ragazzo che stava suonando in mezzo ad una strada Stairway to Heaven. di sicuro non la migliore delle esecuzioni, ma in qualche modo mi apparteneva.

  8. maggio 20, 2011 alle 11:49

    “Riconosciamo la bellezza quando si manifesta in contesti inaspettati?” Chissà, forse solo i bambini, in effetti. O i poeti.

  9. maggio 20, 2011 alle 12:08

    allora io sono ancora una bambina…ascolto persino Beppe Maniglia in centro alla domenica mattina e gli intillimani ovunque siano…e adoro gli artisti di strada, non riesco mai a tornare a Ferrara a fine agosto che lo zorro è refrattario :((

  10. maggio 20, 2011 alle 17:35

    Volare: ok
    Mocaliana: mah… non so. Alle otto l'idea fissa è "ufficio", alle sei è "casa", ma sempre di fretta si va
    Gatto: sarà mica stato questo qui? Che in effetti la leggenda vuole che sia stato scoperto mentre suonava nelle stazioni della metro…
    Kat: già
    Lazorra: zorro ti fa da mamma frettolosa, insomma?

  11. maggio 23, 2011 alle 07:14

    questa gliela dico allo zorro ahahahahhahah

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