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Internet e il risveglio delle coscienze

Molte, moltissime fonti stanno prendendo coscienza dell'importanza che ha avuto Internet in una serie di eventi che si sono verificati quest'anno. Fra questi, sicuramente le elezioni comunali e i referendum di questa primavera in Italia.

Fonti apocrife (non sono riuscito a risalire a quella diretta, quindi la leggenda urbana del Web è in agguato attribuiscono al ministro Meloni una frase secondo cui la gente oggi si forma opinioni su Spinoza.it e non dal telegiornale. La presa di coscienza di questo fenomeno, visto come "superiorità della sinistra nell'uso del Web", passa anche per vie diciamo particolari come quella di Stracquadanio, che se la spiega così.

Anche le parti in causa, come Antoniovota, iniziano a pensare che questo sia ormai più un fatto che una teoria. E, in effetti, concordo. A tutti però sfugge una cosa, che però non è sfuggita a Pigrazia (che la va ripetendo da settimane, e mi tocca darle ragione).

Come sapete, su Facebook noi abbiamo due opinioni divergenti: io sono un resistente, lei è una convertita. Non ci passa le giornate intere, eh? Ma diciamo che ci sta su un po' di tempo e intrattiene contatti con amici, vede che cosa ci gira eccetera. Sono settimane che dice: le elezioni sono state vinte grazie a Facebook. Il quorum ai referendum è stato raggiunto grazie a Facebook.

L'analisi, obiettiva e impietosa: gente come Antoniovota (che ha avuto un sito Web per anni, prima di trasferirlo su un blog) o come me (sempre su un blog), e i relativi consumatori, fanno comunque parte di una categoria particolare. Una categoria curiosa, informata, impegnata e votante. Insomma, non c'è molto da convertire qui.

Facebook invece ha raggiunto un'enorme massa di persone che prima non consumava l'informazione disponibile sul Web, l'ha a volte messa in comunicazione diretta con tale informazione, più spesso ha semplicemente permesso alla massa di comunicarsi – nella forma predigerita e distillata di cui molte persone hanno bisogno – quelle informazioni che i più informati avevano scovato e ritrasmesso; senza tanti approfondimenti, solo il succo. Ossia, quello che fa scattare l'istinto del "sono d'accordo/sono contrario".

E quindi, con tutte le mie acredini e i miei dubbi non sopiti su una piattaforma che guardo con sospetto e ostilità, mi tocca ammettere: senza Facebook non ce l'avremmo fatta, e forse non ce la faremmo.

  1. giugno 15, 2011 alle 16:43

    può aver avuto la sua importanza, però ho come l'impressione che molti elettori tiepidi aspettassero con impazienza un'occasione qualsiasi per censurare (eufemismo) i politici
    ciao

  2. giugno 15, 2011 alle 17:18

    Ah, pienamente d'accordo sul mezzo, ma credo abbia anche contribuito la puzza di kakka che gli italiani iniziano a sentire sempre più forte.

  3. giugno 15, 2011 alle 18:41

    Ok hanno perso !
    Ora cerchiamo di vincere…D'Aleeeeeeeeeeema   sta zitto!

  4. giugno 15, 2011 alle 19:47

    YBAN, Mint: sì e no. A molte persone non prude la puntura di zanzara finché non gli dici "Cazzo che bubbone, non ti prude?". Facebook ha consentito di porre la domanda che ha portato molti alla percezione del problema.
    Giap: iscriviamolo a una bella regata around the world, lui e la sua barca. Possibilmente, che debba doppiare in estate il Capo di Buona Speranza e Capo Horn, e poi risalga su, incrociando l'Asia insulare in occasione del monsone autunnale, per concludersi nel mare di Bering attorno a metà gennaio. Naturalmente, lui skipper, Veltroni tattico. Anzi, idea di giochino: gli si potrebbe proprio pensare un equipaggino ad hoc…

  5. utente anonimo
    giugno 16, 2011 alle 07:57

    Ok, e adesso pubblico su Facebook questo post

  6. giugno 16, 2011 alle 13:01

    ostile a fb anch'io…guardinga più che osile, ma forse è vero che stavolta è stato utile..
    D'alema, Veltroni, Prodi, Bersani, Di Pietro, Matteo Renzi pure… mado ci costa un botto manarli tutti in crociera

  7. giugno 16, 2011 alle 13:19

    Anonimo: beh, non mi ci conoscono. Non dovrebbe essere una grezza così grave…
    Lazorra: ma no, a spese di baffino di ferro! E non è una crociera, ma una regata. Che se no si fermano alla prima difficoltà, invece devono vedersela con gli elementi! Comunque, prima di almeno un paio di quelli che citi, sulla barca deve salire Rutelli. Lo vedo bene sdraiato in sentina a fare da zavorra, ad esempio, o arrampicato sull'albero maestro a disincagliare la drizza della randa rimasta incastrata quando c'è da ammainare velocemente, che sta arrivando il fortunale.

  8. giugno 16, 2011 alle 19:23

    Vedo con piacere che l'ammirazione per quelli che dovrebbero essere gli amati leader regna sovrano!

  9. giugno 16, 2011 alle 20:38

    Giap: ingontrashtatamènde e qualunquemènde singèra ammirazziòne, sì.

  10. giugno 16, 2011 alle 21:29

    Rutelli per me nemmeno è un leader…

  11. giugno 17, 2011 alle 13:44

    "'A bBerlusco', t'amo portato l'acqua co' le recchie pe'ccinque anni, mo' che ce vo'ppure 'a fettina de limone?"

  12. giugno 23, 2011 alle 08:35

    Secondo me è vero, ne argomentavo su blog vari anche io. Facebook (e in parte anche Twitter etc) ha avuto potere secondo me in tre cose:

    – quello che dici, riproducendo il chiacchiericcio delle piazzette nella piazza virtuale ha costretto tutti a informarsi un po' per essere à la page coi pettegolezzi del momento (semplifico un po');

    – spostare un po' di astenuti fisiologici (proprio per quanto detto prima);

    – smontare una serie di attacchi (vedi Moratti a Pisapia etc) insegnando alla sinistra a far ricorso a una cosa che aveva dimenticato da tempo, e cioè l'ironia. E questo ha smontato un tranello nella quale invece da parecchio tempo la sinistra cadeva da tempo immemorabile, ingoiando l'esca con tutto l'amo…

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