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Route 109

Agosto 2010. Bostoniano ha una serie di ciat con Rita (che ancora si faceva vedere in ciat).

Ciat 1
Bostoniano: "Insomma, non so bene che fare. Sto a spasso da un anno, avrei voglia di trovare qualcosa, ma con quelli non funziona, quegli altri sono durati tre prove, quegli altri ancora non li ho più sentiti… E poi ci sarebbe la cozzetta col bel culo"
Rita: "La… cozzetta col bel culo?"
B: "Immaginati i tempi del liceo. Tu sei un adolescente, stai elevato di ormone. Non sei uno di quelli che non devono chiedere mai, quindi non batti chiodo. E poi c'è lei: fondamentalmente, non ti piace. Però ha un bel culo – o altri accessori a piacere. Si è presa una sbandata per te che metà bastava. E tu ti trovi in questa situazione per la quale hai il diavoletto sulla spalla sinistra che ti ricorda che in tempo di tempesta ogni buco è un porto, ma sulla spalla destra hai l'angioletto che ti dice che andare con lei solo perché stai allupato non sarebbe giusto, perché è evidente che per lei la cosa va oltre e sarebbe ipocrita con te stesso fingere di non essertene accorto. Sai che è probabile che la farai stare male e qualche residuo di morale lo hai ancora. Ecco, io ho questo gruppo con cui ho fatto l'audizione. Di belle speranze, ma niente de che. Potrei pensare di andarci finché non esce di meglio, ma non mi pare giusto. Dal canto loro, mi stanno facendo una corte spietata."
R: "Azz… mi rendo conto. E molto efficace la metafora della cozzetta. Buffo, come 'ste storie di gruppi abbiano paralleli fortissimi con le storie di coppia…"

Ciat 2
B: "Insomma, ieri mi arriva quest'email, no, dicono che posso ancora prendere tempo per decidere ma che loro hanno un concerto a metà settembre e se intanto lo faccio, senza impegno, che tanto è la festa della loro strada e organizzano loro, situazione rilassatissima, così magari vedo come funziona in un contesto vero… A queste condizioni, forse… E poi, questo fatto che hanno chiaro che potrei andarmene… Che dici?"
R: "Ma sì, vacci. Come dici tu, è un rischio che stanno assumendosi consapevolmente. E poi, che ne sai, magari le cose funzionano…"

Passano alcuni mesi – e un paio di altri concerti. Le cose girano discretamente: qualche rinuncia, qualche compromesso qua e là. Repertorio un po' misto, risultati non eccezionali (di sicuro non all'altezza di Who's 1st), ma qualche soddisfazione ci se la toglie. Cosa ruga ancora Bostoniano:

  • Troppo classic rock
  • Troppo poca roba moderna
  • I nomi che il gruppo si sceglie (perché ne cambiano un paio) hanno, per qualche motivo, obbligatori riferimenti al fatto di essere un gruppo di matusa con grande sprezzo del ridicolo – tipo "Mid-life crisis" o "Men o'cause"

Bostoniano non è l'unico che ruga, pare. Il batterista, forse l'elemento tecnicamente più preparato ma comunque un borbottoso 56enne che, piuttosto che dialogare anche vivacemente, si tiene tutto dentro fino ad esplodere, cova qualche frustrazione. Fino a che, appena prima del (terrificante) concerto di febbraio, annuncia che lui fa il concerto e se ne va.

E viene sostituito. Con uno un po' meno bravo, ma di 15 anni più giovane. Che non ruga, è sempre contento e non fa una piega quando Bostoniano inizia a premere per abbandonare i pezzi classic rock per buttarsi decisamente sulla vena più pop/new wave e moderna di cui già si intravedeva qualche traccia. Ed è così che, a pezzi come "Psycho killer" o "I fought the law (and the law won)", si uniscono altre cose dei Clash, un po' di Oasis, qualcosa di Paul Weller, Church, Police, Smithereens, Elvis Costello… Insomma, la cosa comincia a sembrare un progetto definito. E arriva un nome più neutro, Route 109 (è la strada che unisce la mia città a quella dove abitano gli altri, a circa mezz'ora di auto). Ieri, primo concerto con la nuova formazione, tenuto in un prato vicino alla biblioteca pubblica (i lettori saranno stati felicissimi) nell'ambito di un'iniziativa estiva – ci hanno persino pagati. So che dovrebbero aver fatto delle riprese video, vedrò se qualcosa vale la pena di pubblicarla.

E comunque: Davide ha alternato per tutto il concerto l'inseguimento di bambine sul prato a momenti in cui si incantava a un metro dal palco. A fine concerto è venuto sul palco, ha voluto essere preso in braccio e ha stretto come un koala. "Ti è piaciuto, tato?" "Sì."

E tanto basta. (Beh, no, non è tutto: la ciliegina sulla torta è che è piaciuto anche a Pigrazia. Che alla fine mi ha sentito suonare 2 volte in croce).

  1. luglio 22, 2011 alle 17:15

    ma bravi
    e se pubblichi ancora di più

  2. luglio 22, 2011 alle 17:52

    “cozzetta col bel culo”. Questa me la rigiro, se mi concedi una deroga al copyright🙂 Comunque, dai tuoi ultimi post emerge che Tato ha un’innata propensione a rubare e insegue le bambine. Fossi in te, lo terrei d’occhio😉

  3. luglio 23, 2011 alle 11:52

    cozzetta col bel culo sembra la mia descrizione (anche se sostituirei "bel" con "gran")

    Nina

  4. luglio 23, 2011 alle 19:13

    ok, lo ammetto, appeno ho letto il nome del gruppo l'ho googolato. Quindi sbrigati a mettere quello che trovi!
    e "papà io piace che suoni" è troppo bello.

  5. luglio 24, 2011 alle 09:28

    Uooooooooo!!!!! E così la cozzetta crescendo migliora e diventa una discreta sgnacchera e si sviluppano anche le affinità caratteriali, eh? :-DDDDD Videovideovideovideo! Anche noi piace che posti video e che suoni e poi vogliamo vedere la cozzetta, specie se hai una foto in cui ha i jeans attillati😀

    Rita

  6. luglio 25, 2011 alle 15:29

    Nina: gran culo e bel culo possono essere sinonimi. Tanto più che molti gran culi degni di questo nome sono "gran" in base ad entrambe le semantiche.
    Wiwi: per ora mi sono arrivati i file audio nostri. Come al solito, sembra che abbiamo fatto un entusiastico karaoke su una radio mal sintonizzata e lontanissima dal microfono, quindi non credo proprio che pubblicherò nulla. Spero che i ragazzini che hanno filmato abbiano fatto un lavoro migliore, ma lo sapremo solo fra qualche tempo.
    Rita: come detto a Wiwi, per ora ho solo foto della cozzetta con i 501 di tre taglie più grandi e indossati col cavallo basso.

  7. luglio 25, 2011 alle 15:40

    See vabbè, scommetto che sei pieno di nudi osé ma ti vergogni a mostrarli in giro…

    (No, okay, scherzi a parte, ti capisco, miiii che rabbia: spesso la qualità delle registrazioni è veramente il grande telo che cala inesorabile anche sulle migliori performance live e ti costringe a celarle agli occhi del resto del mondo mangiandoti le mani…)

    Rita

  8. luglio 25, 2011 alle 20:03

    Pigrazia che dice della cozza?
     

  9. luglio 26, 2011 alle 13:25

    Rita: stiamo cercando di capire come pimp-uppare un Macintosh per registrare in sala prove
    Lazorra: non le dispiace il risultato, subisce un po' ma sopporta pazientemente le prove, ha molta simpatia per i membri (che sono persone invero adorabili, specialmente il bassista)

  10. agosto 3, 2011 alle 19:57

    Visto il post che mi hai dato in risposta sul blog di "Non Solo Mamma", ti invito ad approfondire la conversazione anche sul mio blog http://vibrazioninelletere.blogspot.com/ dove ti consiglio di leggerti il mio post "e se non fosse solo musica"..

    ciao e buona serata da Adriano.

  11. agosto 3, 2011 alle 20:28

    Adriano: spero si sia colto l'intento di fare burla. Comunque, ho dato un'occhiata al post. Posso dirti che al metal ho dato possibilità, MOLTE possibilità. Ho visto letteralmente di persona la transizione dall'hard rock all'heavy metal, prima come fenomeno soprattutto inglese (Motorhead, Iron Maiden, Saxon, gli importati AC/DC) e poi lo spostamento dell'epicentro in America, prima con l'arrivo dei Van Halen e poi di tutti gli inseguitori, il tutto con qualche interessante battitore libero che prendeva strade più sue (Rush). Ho visto una serie di gruppi prendere la strada spandex/capelloni – e incancrenirsi lì. Altri scoprire le contaminazioni con il funk e il rap – e incancrenirsi lì. La nascita delle varie distinzioni tipo speed-metal, punk-metal, progressive, death-metal, grindcore, drone… sempre meno distinte e sempre più incancrenite.
    Alla fine, sono arrivato alla triste conclusione che il fenomeno metal aveva smesso di interessarmi dieci anni prima… ma, ripeto, penso di avergli concesso ampie possibilità, prima di decidere che il 99virgolaqualcosa% della produzione metal non mi interessa perché troppo aderente a una ricetta prevedibile. Prevedibilità irritante, che condivide con un altra mia bestia nera: il classic rock americano. Che se vuoi, che è prevedibile e fatto con la ricettina puoi dirlo anche del blues. O del funk. Però boh… in questi casi, l'irrilevanza per me è solo del 70%. Saranno generi più vicini alle mie corde emotive… O forse mi irrita l'aspetto teatrale e la tematica fantasy/horror di cui gran parte del metal non riesce a liberarsi (né lo vuole). Aspetto che in effetti ancora condivide col classic rock, dove l'iconografia pressoché obbligata prevede cazzoni bianchi che bevono birre scadenti e insidiano procaci donzelle consenzienti in qualche baraccio raggiunto a bordo di una Harley o di un pick-up truck, più raramente di un suv o una sportiva cafona.
    Niente, sono qui ad aspettare di essere stupito. Ma non tutti i giorni dal calderone metal si svincolano dei Rage Against the Machine, dei Living Colour o dei Primus.

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