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Ce la siamo cavata a buon mercato, altroché…

Il ritornello di ieri, dopo che Irene se n'è andata a funestare il Vermont, è stato "ma dai, ma che cagata di uragano". In parte, anche i media hanno favorito questo atteggiamento, col loro concentrarsi soprattutto su che cosa poteva succedere (e non è successo) a New York: scampato il pericolo nella Grande Mela, tutto a posto.

Noi, come dicevo, siamo rimasti tappati in casa come da consegna e non abbiamo visto catastrofi hollywoodiane dalle nostre finestre. Oggi – giornata idilliaca, non una nuvola in cielo, aria tersa e fresca, augellini in festa – sono tornato al lavoro. E viceversa, girato a destra per la solita stradina tranquilla, mi accorgo che la bella villetta sul lato sinistro della strada ha un'autogru parcheggiata davanti e una squadra di nerboruti operai che cerca di disincastrare l'enorme albero precipitato sul piano superiore di detta bella villetta, che a questo punto avrà bisogno di un bel restauro per tornare tale (o anche solo completamente abitabile).

E quindi ho ceduto alla tentazione dell'homo tecnologicus dotato di smartphone: ho acceso la fotocamera del telefonino e mi sono tenuto pronto a documentare eventuali altri simili episodi. Per fortuna, non ne ho più trovati di altrettanto eclatanti; ma penso che quello che ho fotografato possa dare un'idea (considerate che è solo una parte di quello che ho visto, e scusate la scarsa qualità: fotografavo guidando).

Iniziamo dalla scorciatoia che faccio di solito per tagliare il traffico, oggi interrotta:

Giro la macchina e prendo il vialone che di solito cerco di evitare. Dopo cento metri, una mamma con bambino sono lì a contemplare un tronco che, un tempo non lontano, fu albero:

Per concludere la carrellata, una casa i cui proprietari oggi andranno presumibilmente ad accendere un cero a San Culo martire da Sodoma e Gomorra:

Insomma, pare che l'abbiamo scampata particolarmente bella. Smetterò quindi di fare lo sbruffoncello e sminuire l'uragano.

  1. agosto 29, 2011 alle 15:00

    La cosa mi lascia perplessa è… cosa caspita sta volando nel cielo della foto di mamma e bambino davanti alle redici dell'albero?
    No lo so che stavi giudando, incoscente a proposito te lo ha mai detto nessuno che non si fanno certe cose?, ma magari in presa diretta si capisce che era… io dalla foto non ci riesco e mi paiono detriti, ma mi sembrerebbe incoscente stare li fuori coi pezzi di compensato o chi per lui che svolacchiano per ogni dove.
    O è solo dello sporco sul parabrezza?
    ^_^

  2. agosto 29, 2011 alle 15:35

    la natura è matrigna, oh sì
    ciao

  3. agosto 29, 2011 alle 15:49

    Volare: voto sporco sul parabrezza. Oggi non vola niente che non sia dotato di ali e volontà propria.
    YBAN: come ricordava Cinas giusto stamattina

  4. utente anonimo
    agosto 29, 2011 alle 17:43

    Ma sbaglio o nell'ultima foto c'è una racchetta da tennis nei cavi della luce?

    Bel blog comunque, continua così😀

  5. agosto 29, 2011 alle 18:20

    Anonimo: grazie. No, sono delle specie di tiranti. Non mi chiedere di più…

  6. agosto 30, 2011 alle 13:27

    prima o poi prenderanno (prenderemo) sul serio anche il protocollo di Kioto???

    Felice che ve la siate cavati senza nessuno danno!

  7. agosto 30, 2011 alle 13:59

    Sunflower: grazie. Sai, sono tutt'altro che un negazionista, ma l'uragano arrivato fin qui non ha molto a che fare con il cambiamento del clima. Ogni tot anni purtroppo succede, ed era ormai parecchio che non succedeva (i media ovviamente devono dipingere l'evento come eccezionale, se no salta la spettacolarizzazione). Diciamo che lo consideriamo collegato al riscaldamento globale se inizia a succedere tutti gli anni.

  8. agosto 30, 2011 alle 21:30

    io preferisco un "al lupo, al lupo" per niente piuttosto che prendere la natura sotto gamba… che paura!

  9. agosto 31, 2011 alle 00:30

    Grazie per queste informazioni che ci hai dato. Sono molto interessanti.

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