Home > Uncategorized > Immagina: aggiornamento

Immagina: aggiornamento

Il colpevole pare essere il complesso cesso/vaschetta – c'è ancora una remota possibilità che sia qualcos'altro, ma parrebbe che sono esclusi sfondamenti esplorativi. Se va così, per ora la spesa è relativamente contenuta (centinaia, non migliaia di dollari). Il brutto verrà semmai dopo, quando la parte strutturale del pavimento si sarà asciugata e sapremo se basta rimettere giù un mezzo metro quadro delle piastrelline attuali o se tanto vale adottare uno dei vostri suggerimenti. Per il momento, grazie per la solidarietà!

  1. settembre 20, 2011 alle 16:25

    vaschetta murata, immagino
    (che da me è stata dismessa e coperta da una esterna: se perde si vede subito e non fa in tempo a far danni)
    io tifo per le piastrelline, ormai ti sei fatto la mano e sarà un gioco da ragazzi
    ciao

  2. settembre 20, 2011 alle 17:09

    YBAN: oh, no! Nella sfortuna ci ha detto benissimo, qui le vaschette murate praticamente non esistono. In compenso, il gabinetto è più piccolo delle misure standard (se no non si chiude la porta) e trovarlo non sarà una passeggiata

  3. settembre 21, 2011 alle 04:01

    Quindi avevi una perdita?

  4. settembre 22, 2011 alle 12:08

    Boston caro – solidarietà a scoppio ritardato, mi rallegro della sfiga contenuta nella sfiga, pur essendo la sfiga sempre tale. faccio anche corno stracuorno perchè se a me ora me se rompe un pezzo di cesso non mi resta che il raccordo.

  5. settembre 22, 2011 alle 15:04

    Mint: sì, a una certa età cominciano…
    Zaub: anulare? Dai, devono esserci soluzioni di ripiego più vicine!

  6. settembre 22, 2011 alle 16:17

    per il gabinetto rubane uno all'asilo dai bimbi ehehehehehehe
    io cassetta esterna che qui non le montano più incassate…più brutto esteticamente ma più pratico se si intasano…

  7. settembre 22, 2011 alle 18:18

    Lazorra: se la scuola sta come il servizio di scuolabus, c'è poco da rubarci…

  8. settembre 22, 2011 alle 21:19
  9. settembre 23, 2011 alle 09:09

    Ahahahah, mona😀

  10. settembre 23, 2011 alle 10:07

    A proposito di solidarieta direi che posso capire la situazione….ho avuto operai a casa per giorni….e giorni….e giorni….una TREGGGGGEDIA!

  11. settembre 24, 2011 alle 03:26

    Pure nel mio bagno ci sono dei giorni che salta fuori una pozzetta che non si capisce bene da dove viene. Il problema vero e' che questi sono andati sulla luna ma come fare  le tubature non l'hanno ancora capito

    palbi

  12. settembre 24, 2011 alle 07:16

    Forza e coraggio.Il nostro idraulico deve essersi fatto giusto due o tre ville con quello che gli abbiamo mollato negli ultimi 30 anni…baci Cusèina

  13. utente anonimo
    settembre 25, 2011 alle 21:40

    solo una cosa: il colore, non sceglietelo troppo diverso dal precedente altrimenti concentrarsi diventarà difficile.

    Ho sofferto di costipazione da brusco passaggio giallo/rosa antico per settimane.

    wiwi

  14. settembre 26, 2011 alle 14:48

    Mint: mio amico, mia zia (mon amì, ma tante)
    isa_m: la meglio cosa è sempre essere altrove, in questi casi. Ci riesce uno su un milione, di solito sfacciatamente ricco
    palbi: io sto a Boston, no? Che succede a Boston ogni inverno? Ci nevica, no? Ecco, tipo che la mia azienda ha cambiato sede un paio d'anni prima che venissi assunto, diciamo attorno al 2002. La sede nuova è stata costruita apposta e quindi ha meno di dieci anni, no? Costruita apposta dieci anni fa per un posto dove l'inverno nevica per cinque mesi, no? E ALLORA, COME CAVOLO È CHE DAI SOFFITTI DEI CAMMINAMENTI COPERTI E DEI GARAGE PASSA L'ACQUA? Non mi dite che non vi aspettavate la neve!
    LaCusèina: non fare l'errore di far studiare Apocalypto!
    Wiwi: ecco, a me la costipazione me la crea più il cesso foresto. Quello di casa mia può essere del colore che vuole, ma mi ci sento sempre a mio agio anche se subisce cambi d'aspetto repentini.

  15. settembre 26, 2011 alle 16:38

    Leggendo mi siete venuti in mente!

  16. settembre 26, 2011 alle 17:08

    Volare: non che qui si stia meglio, per quanto riguarda il diritto di sfruttare le proprie risorse

  17. settembre 26, 2011 alle 19:18

    Ma ho capito bene l'articolo?
    Un contadino non può consumare quello che coltiva?
    O che alleva?
    No ti prego dimmi che il mio inglese è peggio di quello che credo.
    Tolto che le norme igeniche siano a salvaguardia della salute, in fondo anche piastrellare un bagno non a norma può essere un problema.
    (Sì per il piastrellista che vede un cliente in meno da vampirizzare!)

  18. settembre 26, 2011 alle 19:41

    Volare: all'incirca sì: se un contadino – o chiunque possieda una mucca – non ha tutte le apposite licenze di legge per produrre il latte, il che presuppone farlo a scopo di lucro e non di sussistenza (altrimenti, è probabile che non sarebbe economicamente sostenibile), non ha un diritto costituzionalmente garantito di consumare il latte che la sua mucca produce. Almeno secondo questo giudice. No, trovo notevole che succeda nella Land of the Free

  1. No trackbacks yet.

Emmò, ariccontateme quarcosa VOI!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: